(Cesi Colli) Mille sono i colori della festa della Virgen del Cisne, che è stata celebrata a Bedero Valcuvia per il quarto anno consecutivo. Domenica 27 agosto, il piccolo borgo valcuviano, infatti, è stato letteralmente invaso da una moltitudine di ecuadoriani provenienti da tutta la provincia, la Lombardia e anche l’Emilia Romagna, testimoni di una realtà ecclesiale diversa, ricca di devozione e di spiritualità.
A Bedero è ormai presente da anni una nutrita e vivace comunità sudamericana, ben integrata, che con questa festa ha voluto continuare a vivere la fede secondo le modalità della sua cultura e nello stesso tempo promuovere la conoscenza reciproca con la collettività locale: lo stare insieme e la prossimità aiutano a capire e a capirsi meglio.
La celebrazione della “Virgen del Cisne” è un momento privilegiato per uscire dai nostri stereotipi e conoscere e comprendere aspetti dell’“altro”: è ricca, infatti, di momenti espressivi e suggestivi, carichi di forza aggregante, che consolidano il dialogo e la comunione con la nostra comunità parrocchiale. Anche se la comunità sudamericana è perfettamente integrata, le differenze non vanno cancellate perché occorre sempre accogliere l’altrui identità senza annullare la propria.
La comunità cristiana per sua natura intrinseca deve sempre essere disposta a dare accoglienza a chi bussa alla sua porta perché nella chiesa non vi possono essere stranieri: la cattolicità è l’integrazione delle diversità nell’unità, a cui fa appello l’amore universale del Signore. L’accoglienza è facilitata con chi sa già annunciare l’amore di Dio ed è già educato alla vita buona del Vangelo. La comunità sudamericana porta doni preziosi perché noi condividiamo la stessa cultura cristiana, che ci ha consegnato il grande mistero della salvezza, l’amore come speranza, la sopportazione e la tolleranza come strumenti di rivincita sul male e sulla sofferenza. La religione cattolica è stata e continua ad essere una straordinaria mediatrice culturale, perché favorisce la promozione umana, la comprensione e la conciliazione tra i popoli, il rispetto del prossimo e il dialogo, attraverso l’ecumenismo e la solidarietà sociale. Parliamo idiomi diversi, ma abbiamo un’unica lingua nel cuore, l’amore per il Signore Gesù. Il calore della schietta amicizia con chi è diverso da noi e viene da lontano è la più bella testimonianza di unità di una comunità cristiana vasta e sparsa nel mondo.
Lo scopo della festa è stato quello di rivivere uno dei più grandi momenti di fede dell’Ecuador, la venerazione della Vergine del Cisne, piccolo paese dove sorge un santuario, costruito in posizione elevata, circondato da una stretta corona di casette per lo più in legno, con tetti di lamiera o tegole sconnesse. L’abbraccio a Maria dei campesinos della zona è diventato, nel tempo, devozione diffusa in Ecuador ed il santuario del Cisne è diventato il punto di riferimento più caro di tutta la nazione. I migranti, poi, durante la loro diaspora nei vari paesi in cerca di lavoro e pane, la hanno portata con loro nei paesi di accoglienza, tanto che la “Virgen”, segno di sicura speranza e di consolazione, è diventata patrona dei migranti.
Il parroco di Bedero ha presieduto la S. Messa, officiata e cantata in lingua spagnola: il celebrare insieme contribuisce moltissimo a far crescere e rafforzare la comunità, le relazioni fra i suoi componenti, in un clima di fede e di fraternità.
Collocata su un portorio carico di fiori, l’immagine della Madonna, al termine della S. Messa, è stata condotta in processione lungo le strade di Bedero. Non è, però, stata riposta in chiesa, ma ha seguito i fedeli ed è stata collocata nel grande prato dell’oratorio di Bedero, tra le tante tavolate, dove la comunità sudamericana ha offerto gratuitamente un tipico pranzo ecuadoriano a tutti. Ospiti il console dell’Ecuador, Maria Gabriela Vera Basurto, e il sindaco di Bedero, Carlo Galli, che hanno rivolto ai presenti sentite e calorose parole.
Il pomeriggio è stato un susseguirsi di tipiche danze e musiche, che fanno parte integrante della cultura e del folklore dell’America Latina: in linea con lo spirito che pervade questa terra, sono caratterizzate da calore, energia e vitalità.
I ritmi avvolgenti, le maschere e i costumi tradizionali, i colori sgargianti dei danzatori, la semplicità e l’immediatezza espressiva di antichi riti comunicativi hanno favorito il clima di accoglienza e di abbraccio che ha caratterizzato l’intera giornata.
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