Varese | 28 agosto 2017

“To the Northwest”, il progetto fotografico di Giacomo Infantino che svela le persone di provincia

"La mia ricerca è basata sulla narrazione approfondita di quei luoghi della mia provincia, quei siti periferici a cui ho dedicato la mia attenzione"

Un progetto fotografico quello di Giacomo Infantino, dal titolo ‘’To the Northwest’’, con un racconto strutturato su una visione personale legato alla provincia a cui appartiene, che è espressa tramite una narrazione descrittiva della vita e dei luoghi abitati da alcuni personaggi. Sono solo alcune delle innumerevoli personalità che il fotografo ha incontrato durante la sua ricerca e a cui ha dato voce.

Le persone ritratte appaiono impassibili, svuotate della loro individualità. Sono sospese, silenziose e quasi assenti. Queste storie così diverse fra loro hanno in comune l’appartenenza a una società liquida, ambivalente, in continuo mutamento e sempre più globalizzata. In questo senso la loro identità diventa quasi (inter)nazionale. Sono fuori dal mondo, ma dentro il mondo. Mai come oggi, infatti, l’individuo è così concentrato su sè stesso e, in contemporanea, così connesso agli altri. Ciò crea il binomio sociale di cui noi tutti siamo protagonisti.

Le ambientazioni spaziano dal diurno al notturno, spesso contengono simboli espressivi e contrastanti fra loro. La rappresentazione ha dei rimandi nostalgici a un canone di modello, quello americano, in contrapposizione a simboli più italiani e nazionali, che mettono in luce la vera realtà delle cose. Le fotografie sembrano scattate in qualche zona lontana, forse riconducibili a qualche vecchio film degli anni ‘80, non sembrano appartenere alla nostra provincia eppure, se le osserviamo attentamente, possiamo riconoscerci in esse e sentirle familiari. I luoghi abbracciano la periferia con una visione metafisica e profonda che la rende a primo impatto irriconoscibile. La narrazione descrive ambienti naturali e urbani che ci conducono n dentro l’intimità delle case. Fra i luoghi ritratti possiamo riconoscere il Lago di Varese, il Monte Picuz situato sopra Caravate e altre zone della provincia come Gavirate e Gazzada.

Il tema gioca sulla maschera della realtà, rivelando il conflitto fra conscio e inconscio, notte e giorno, falso e reale. Mette in luce l’ambivalenza che dà forma alle vite fatte di puro apparire e dell’immagine duplice che dona la ”città teatro”, forse perchè la perdita di identità dei nostri luoghi, e ancor più quella nazionale, mai come nel nostro tempo è così nascosta e così visibile.

Giacomo Infantino, così, si pone come obiettivo quello di raccontare sempre più in profondità il binomio sociale e le vite delle persone, specchio dell’abbraccio a una globalizzazione in favore di una perdita individuale, con la conseguente creazione di un’immagine aleatoria, smaterializzata e liquida.

Nella sua ricerca unisce il Tableu Vivant (la messa in scena), all’imprevisto fotogra co e alla Deriva, un modo di viaggiare e vedere la realtà vissuta con occhi nuovi. Lo scopo è cercare di mettere in luce qualcosa che non si vede così chiaramente a primo impatto e che rimane nascosto nel substrato quotidiano. Tutto questo a favore della creazione di un racconto narrativo ed evocativo, che forse un domani sarà una mappa antropologica utile per ricordare il cambiamento sociale che ha caratterizzato il nostro territorio.

“La mia ricerca è basata sulla narrazione approfondita di quei luoghi della mia provincia, quei siti periferici a cui ho dedicato la mia attenzione e una frequentazione costante – spiega il fotografo Giacomo Infantino -. La mia produzione fotografica cerca di aprire le porte di questo spaccato sociale con i ritratti delle loro identità e dei luoghi da loro abitati. Fotografare tutto questo mi ha permesso di interpretare una parte della vita quotidiana di queste persone, trasformandole in personaggi impassibili, sospesi e quasi assenti”.

Giacomo Infantino nasce nell’aprile del ’93 in provincia di Varese e attualmente è laureando in Nuove tecnologie all’Accademia di Belle Arti di Brera a Milano. Da alcuni anni è attivo sul territorio del varesotto e in quello milanese. Ha esposto le sue fotografie e per diversi eventi quali il Salone del Mobile 2017 a Milano, Accademia Aperta, e presso il prestigioso Ex studio di Piero Manzoni. Ha inoltre partecipato all’inaugurazione dello spazio espositivo Wg Art/Substrato, un’iniziativa di riqualificazione dell’Ex libreria Veroni situata nel cuore della città di Varese. Da circa tre anni si sta dedicando a un progetto fotografico che racconta personalmente la provincia di Varese estendendosi no alle aree periferiche di Milano.

A settembre 2017 parteciperà al prestigioso festival di fotogiornalismo “Visa Pour L’image’’ che si svolge ogni anno a Perpignan in Francia. E‘ stato selezionato da Canon insieme ad altri 10 studenti provenienti da tutta Italia. Tale opportunità ha lo scopo finale di una revisione portfolio con l’agenzia Magnum, in particolar modo con figure di rilievo quali Jérôme Sessini, Shannon Ghannam, Giulietta Palumbo e Fiona Roger.

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