Porto Valtravaglia | 26 agosto 2017

Addio a Nanni Svampa, mitico rappresentante del cabaret milanese e della canzone d’autore

Il cantautore milanese è spirato nella serata di oggi, sabato 26 agosto, presso l'Ospedale Circolo di Varese. Da tempo non stava bene

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(biografieonline.it) Nanni Svampa nasce il giorno 28 febbraio 1938, a Milano, a Porta Venezia, uno degli antichi ingressi della Milano medievale ancora oggi esistenti. Allora la zona era popolare, abitata da operai e impiegati, che vivevano a continuo contatto nelle case di ringhiera. Queste abitazioni si affacciavano su un cortile comune e, insieme, condividevano anche la vita quotidiana.

La solidarietà popolana milanese del suo circondario viene rafforzata allo scoppio del conflitto. Come sfollato viene trasferito a Porto Valtravaglia, un piccolo comune in provincia di Varese sulle sponde del Lago Maggiore: qui Nanni Svampa cresce in un mondo ancora fortemente rurale e provinciale, condizione che influirà in modo forte sul suo futuro artistico.

Tornato in città, frequenta le scuole, consegue la maturità scientifica e consigliato e convinto dal padre (di professione ragioniere), si iscrive all’università Bocconi, dove conseguirà una laurea in Economia e commercio.

Durante il periodo universitario, alla fine degli anni Cinquanta, si avvicina al mondo musicale fondando il complesso de “I soliti Idioti”, in cui Nanni Svampa canta e suona la chitarra. La natura goliardica delle prime avventure sul palco subisce un arresto nel 1960, quando inizia ad ascoltare e ad apprezzare le interpretazioni di Georges Brassens.

Sempre nel 1960 realizza il primo vero e proprio debutto teatrale, con la satira musicale “Prendeteli con le pinze e martellateli”, rappresentata al Piccolo e al Gerolamo. Nel 1961 si arruola nel servizio militare di leva: nel nuovo tempo che si trova ad avere a disposizione, inizia a tradurre Brassens dalla lingua francese al dialetto milanese. Questa attività costituisce per lui un continuo esercizio di apprendimento delle espressioni dialettali, che lo fanno avvicinare molto alle canzoni popolari e alle tradizioni musicali lombarde.

Dopo la laurea cerca un impiego in campo economico, soprattutto per assecondare le volontà del padre: questo capitolo della sua vita gli ispirerà la canzone “Io vado in banca”, portata poi al successo nella cabarettistica interpretazione de “I Gufi”.

Dopo lo scioglimento dei Gufi, Nanni Svampa continua la collaborazione con Lino Patruno, incentrando la sua attività negli spettacoli teatrali, quali “Addio Tabarin” e “Un giorno dopo l’altro”, e soprattutto nella creazione di un’antologia delle canzoni popolari milanesi. “Milanese – Antologia della canzone lombarda” (suddivisa in dodici volumi) è una delle maggiori collezioni di studio e ricerca sulla storia musicale e dialettale della città.

Parallelamente non cessa l’interesse di Svampa per Georges Brassens, del quale continua a curare le traduzioni delle canzoni, sia in italiano sia in milanese.

Nel 1984 il Nanni diventa direttore artistico del cabaret milanese “Cà Bianca”, partecipando agli spettacoli con un repertorio rinnovato di canzoni in milanese. Oltre alla musica Svampa presta la sua arte anche come attore, sia comprimario che protagonista, sia teatrale che televisivo. La discografia è ricca e vasta, suddivisa tra opere individuali e corali. Nanni Svampa è anche autore di diversi libri e pubblicazioni editoriali.

Nel decennale dalla morte di Georges Brassens (1981) organizza una grande manifestazione internazionale al Teatro Lirico di Milano della durata di quattro giorni, in cui artisti e uomini di cultura provenienti da tutta Europa rendono omaggio all’amato chansonnier francese.

Dal 2000 comincia a tenere presso l’Accademia del Tempo Libero a Milano, un ciclo di lezioni-concerto sulla canzone popolare milanese e lombarda. Nel frattempo Svampa continua a esibirsi in concerti e spettacoli dal vivo sui palchi dei teatri della Lombardia e del Canton Ticino, soprattutto con le due proposte “Cabaret Concerto”, tra barzellette e canzoni in dialetto milanese e l'”Omaggio a Brassens“, riproponendo le ormai celebri traduzioni milanesi delle sue canzoni.

Nanni Svampa è spirato questa sera all’età di 79 anni all’Ospedale Circolo di Varese.

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