Maccagno con Pino e Veddasca | 23 Agosto 2017

Tra interventi in acqua e in spiaggia grande lavoro per Massimo e Leonardo, i bagnini del Parco Giona

Massimo Lorito e Leonardo Sforza sono i due bagnini che in questi mesi hanno tutelato l'incolumità di turisti e cittadini in una delle spiagge più rinomate della zona

Il grande lavoro dei bagnini al Parco Giona di Maccagno tra salvataggi in acqua ed interventi in spiaggia

Il Parco Giona di Maccagno con Pino e Veddasca rappresenta da sempre una meta fissa per le migliaia e migliaia di turisti e cittadini che, in preda al caldo estivo, vogliono rinfrescarsi per un bagno nel lago o, semplicemente, rilassarsi prendendo il sole mentre giocano a carte, leggono un libro o fanno una partita a beach volley. Tante le persone, infatti, che affollano, durante il corso dell’estate, una tra le spiagge più rinomate di tutta la fascia lombarda del lago Maggiore.

In questi anni, però, purtroppo, è capitato talvolta di dover raccontare tragiche notizie come quelle di morti annegati sulle rive del lago, che hanno sempre constatato la pericolosità delle acque del lago, delle sue correnti e dei cosiddetti “mulinelli”. Per ovviare a queste situazioni e tutelare tutte le persone, molte spiagge del lago Maggiore, tra cui il Parco Giona di Maccagno, da tre anni, nei mesi estivi, sono sorvegliate dai bagnini, grazie ad una convenzione siglata dai comuni con l’Autorità di bacino lacuale dei laghi Maggiore, Comabbio, Monate e Varese.

E così anche Maccagno con Pino e Veddasca si è attrezzata e quest’anno sono stati Massimo Lorito e Leonardo Sforza a garantire l’incolumità a tutti i bagnanti. Oltre una cinquantina gli interventi tra acqua e spiaggia, dagli scivoloni sulla piattaforma alle punture di insetti sul bagnasciuga, ma anche salvataggi difficoltosi di bagnanti e recuperi di sportivi sul windsurf o kitesurf. Fortunatamente, però, non si è verificato nessun tragico evento e, per la maggiore, tutto è stato gestito nel migliore dei modi, anche grazie al contributo della Croce Rossa di Luino che domenica dopo domenica, a partire da giugno, ha presidiato la zona per qualsiasi eventualità di intervento.

“E’ il primo anno che presto servizio come bagnino sulla spiaggia di Maccagno – spiega Massimo -. Io sono originario del Gargano e Leonardo di Bari e, con la collaborazione del responsabile di Varese della ‘Società Salvamento di Genova’ Roberto Carullo, abbiamo iniziato a prestare servizio a Maccagno dal 24 giugno. Subito ci siamo resi conto che è quella affidataci è una spiaggia complessa. Come operatori ci siamo trovati a gestire le situazioni più disparate, come ad esempio un ragazzo che lanciatosi dalla piattaforma non è più stato visto riemergere. Io non ero in servizio. Mi sono spogliato e mi sono buttato in acqua. Per fortuna sono riuscito a salvarlo, ma quando lo abbiamo recuperato aveva già bevuto molta acqua e perdeva sangue dal naso. Grazie alle cure della Croce Rossa di Luino è stato salvato. Un altro ragazzo, poi, che è stato recuperato dal mio collega, ha rischiato l’annegamento nei pressi del fiume”.

In totale sono una cinquantina gli interventi, tra cui persone che si sono fatte male, lussazioni seguite a cadute, ma anche per punture di insetti o inconvenienti d’altro genere verificatisi sulla spiaggia. Gli interventi più complessi, quelli di salvataggio in acqua, invece, sono stati una decina, ma fortunatamente nessuna persona ha avuto tragici riscontri. Il lavoro dei bagnini, però, è terminato domenica scorsa e la spiaggia così, fino alla fine della stagione, non sarà presenziata. I due bagnini nel corso di queste settimane, con torni di sette ore ogni giorno, hanno sensibilizzato turisti e cittadini, cercando di spiegar loro cosa significa stare in acqua, tuffarsi e aver rispetto per l’ambiente e le persone. “E’ stato molto bello ricevere complimenti per la nostra presenza, tante le persone che ci hanno dimostrato la loro simpatia e stima nei nostri confronti”, conclude Massimo.

“Sono diversi anni che la questione dei bagnini è una tematica oggetto di interesse per la nostra realtà – spiega il sindaco di Maccagno con Pino e Veddasca Fabio Passera -, abbiamo sempre avuto la consapevolezza che avere un servizio a terra di questo tipo, per noi, era fondamentale. Proprio per questa ragion siamo tra i comuni che, più di altri, hanno pressato l’Autorità di bacino lacuale dei laghi affinché fosse realizzato un bando finalizzato alla creazione di questo servizio. Quella di Maccagno è in assoluto la spiaggia più frequentata del territorio. Abbiamo oltre 3 chilometri di spiagge che costeggiano il lago e le acque sono balneabili. Attraverso questo servizio di sicurezza, noi abbiamo la possibilità di garantire a villeggianti e cittadini una copertura che comprende tutta la zona che va dal Lido al Parco Giona. Diversi sono poi gli enti dislocati sul territorio che collaborano attivamente a questo progetto di tutela dei bagnanti, come la Croce Rossa Italiana e la Protezione Civile di Maccagno con Pino e Veddasca. Da una parte siamo consapevoli del fatto che il nostro lago rappresenti un patrimonio inestimabile del quale siamo custodi, ma dall’altra, come sindaco, posso dire di aver sempre provato apprensione, conscio della pericolosità dei nostri fondali. Non sempre, infatti, le persone conoscono queste problematiche, penso ad esempio ai bambini stranieri. In questo senso la nostra volontà si è sempre mossa nella direzione di ridurre i rischi connessi alla natura della realtà lacustre, permettendo, così, alle persone di fruirne con maggiore sicurezza”.

“Nei mesi di luglio e agosto – conclude Passera – abbiamo un gran numero di persone che si riversano sulle nostre spiagge e di fronte a questa concentrazione ci rendiamo conto che avere due bagnini al Parco Giona è molto importante, ma ne servirebbero di più per tutti e tre i chilometri circa di costa che abbiamo”.

La convenzione per la sorveglianza delle spiagge del lago, è siglata dai comuni con l’Autorità di bacino lacuale, ma è totalmente a carico delle amministrazioni comunali.

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