L’80enne ciclista di origini russo-polacche, Janus River, è dal gennaio 2000 che è in giro per il mondo, accompagnato dalla sua sola bicicletta: 125 paesi toccati, oltre 310mila chilometri. “Nessuno mai al mondo ha fatto un giro in bici con soli tre euro al giorno, è un mio piccolo ma grande record, di cui vado fiero. Il mio giro si chiama ‘Estremo Giro del Mondo’. A parte l’età, finirò il giro, stando al mio programma, a Pechino nel 2028, quando avrò 91 anni“, esordisce così River.
Sì è proprio così ed è sorprendente, specialmente in un mondo come quello in cui siamo abituati a vivere, dove la comodità è una condizione prestabilita. Invece River ha fatto la sua scelta, una scelta di vita, che oggi ha fatto conoscere a Luino e che farà conoscere nei prossimi giorni in provincia di Varese. Così, dopo il tour sulla sponda piemontese del lago Maggiore, proveniente dalla Valle Cannobina, questa mattina è arrivato a Luino (ndr, prima cittadina lombarda a ricevere il celebre sportivo), accolto all’Imbarcadero dall’assessore Franzetti e dal consigliere Frulli. Noi siamo andati ad incontrarlo nel Centro Storico di Luino, al ristorante “Al Cantinone”, dove, dopo aver passeggiato per le vie del Borgo Antico, aspettava il pranzo, suo unico pasto quotidiano eccezion fatta per la colazione, mentre dormirà alla Locanda del Cencio, “rigorosamente senza materasso. Un altro record è quello di dormire da 17 anni ininterrottamente all’interno di un sacco a pelo“.
River è arrivato in Italia il 18 ottobre 1978, due giorni dopo l’elezione di Papa Wojtyła, e ha sempre lavorato nel campo del calcio e dello spettacolo fino al 2000. La scintilla con questa sfida è scoccata il 30 dicembre 1999, mentre leggeva il giornale nella sua casa al mare a Fregene, in provincia di Roma. “Ho letto che uno studente italiano stava facendo il giro d’Europa in bicicletta. Da qui è iniziata la mia idea”. Ha lasciato tutto dietro sé, abbandonando qualsiasi bene terreno, confessando che con i soldi guadagnati durante la sua vita avrebbe potuto viverne un’altra senza problemi. “I risparmi che ho andranno tutti in beneficenza ai bambini della Siberia, l’ho già messo a testamento”.
In Italia River toccherà nel suo viaggio quindici regioni, circa 12mila chilometri, non andando mai oltre i 10-15km al giorno, sia per l’età, sia per il peso delle borse che si porta dietro, mentre le salite, invece, le fa sempre a piedi. Partirà da Genova in barca, con una bananiera, “perchè in questi ultimi anni cadono gli aerei e non voglio rischiare di cadere anche io. Così arriverò in Venezuela e farò un giro che durerà tre anni, fino in Patagonia. C’è l’1% di possibilità di rimanere in vita. Non sarà come in Cina dove mi hanno preso in ostaggio trenta volte e poi rilasciato dopo avermi riconosciuto. In Sud America sono consapevole che nessuno mi chiederà nulla, ti sparano senza chiedere neanche il passaporto. Sarà difficile”.
Però, River per organizzare i suoi viaggi, una volta visitata tutta l’Europa, si accorda sempre con le ambasciate e con i Governatori delle Regioni. “Non sono mai andato, tra America, Africa ed Asia e in tutti quei paesi in cui non sono stato invitato dalle autorità e dai governi. Oggi mi è rimasto visitare il Sud America, che farò nei prossimi tre anni, l’Australia e dopo, come ultima, la Cina, fino al 2028”. River non ha mai avuto ripensamenti, mai un pensiero che lo potesse far tornare alle abitudini di una volta. “Lo devo ai milioni di bambini che ho incontrato nelle scuole. Non posso deluderli, loro continuano a seguirmi. Non li dimenticherò mai, specialmente quelli piccoli piccoli”.
Nobile anche il pensiero relativo alle popolazioni del mondo, con uno sguardo all’ideologia politica, quella comunista. “Io sono un vero comunista per un semplice motivo. Credo che tutte le persone devono avere la stessa ricchezza, né poveri, né miliardari. Sono dello stampo di Lenin e del credo di Marx. Mi ero iscritto al Partito Comunista Russo, poi a quello polacco e poi al PCI, ai tempi di Berlinguer. Oggi i comunisti non esistono più, mi fanno ridere quello che dicono di esserlo”.
River affronta questo viaggio così complesso con soli tre euro al giorno. “Alle autorità e alle istituzioni che incontro lungo il mio cammino chiedo sempre, in tutto il mondo, ospitalità e nel 90% dei casi sono i comuni ad accogliermi e trovarmi una sistemazione. In Africa ed in Asia i Governatori della Regione sono simili alle divinità e quindi non vi è alcun tipo di problema. Per quanto mi riguarda io chiedo solo, scrivendo lettere, un posto in cui dormire, qualsiasi posto, basta che ci sia una doccia calda. Non uso un letto per dormire. Mangio solo una volta al giorno, due primi o un primo abbondante, un’insalata e un po’ di vino. Niente altro, la sera solo frutta. Dei tre euro che chiedo, uno, quando non trovo frutta da prendere dagli alberi, lo spendo per comprarla, mentre gli altri due euro mi servono per la colazione la mattina, caffè o cappuccino e, se possibile cornetto o bombolone, che mi piace moltissimo. Per il comune non è una grande spesa e, quindi, con il sorriso mi aiutano sempre”.
Un ultima domanda, però, guarda al futuro. Ma dopo esser arrivato a Pechino e aver effettuato tutto il giro programmato, che farà River? “Continuerò ancora fino a quando non mi spegnerò. Non mi fermerò mai. Solo se mi accadesse qualcosa mi potrei fermare, un arresto o qualche problema di salute. Finora sto bene e non ci penso nemmeno. E’ impossibile da visitare il mondo per intero, non basterebbero diverse vite per farlo e quindi perchè fermarmi? Per questo mio ‘Estremo Giro del Mondo’ non posso far altro che ringraziare una sola categoria di persone: i giornalisti di tutto il mondo. Senza loro e senza apparizioni sui giornali io sarei morto tante volte”.
River domani continuerà a Porto Valtravaglia il suo viaggio in provincia di Varese e sul lago Maggiore, mentre mercoledì 9 sarà a Laveno Mombello, venerdì 11 a Leggiuno, sabato 12 a Monvalle, domenica 13 a Ispra, lunedì 14 a Cadrezzate, martedì 15 a Biandronno, il 16 a Buguggiate, il 17 e il 18 agosto a Varese, dove sarà salutato presso la sede della Provincia, il 19 a Malnate e, infine, il 20 a Vedano Olona.
Una bella storia, da raccontare, in una società che troppo spesso dimentica quanto l’essenzialità delle cose possa bastare per vivere bene. Anche con tre euro al giorno, un sacco a pelo ed una bicicletta per girare il mondo.
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