Luino | 13 Luglio 2017

La mia maturità è stata un’esperienza meravigliosa, quasi cinematografica…

Il racconto di Giorgio, liceale luinese, che lunedì con gli esami orali ha terminato la maturità. Ora tra vacanze, relax e meritato riposo, si pensa all'università

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(Giorgio Napoli) In realtà la maturità non è quell’enorme mostro che dipingono professori e alunni, non che sia una passeggiata, non mancano la pressione e l’ansia per chi vuole superarla al meglio, ma certi ragazzi, che sentono queste due componenti molto di più dei loro coetanei, rischiano di non godersi gli ultimi giorni di liceo (ndr, Liceo Scientifico “V. Sereni” di Luino).

La maturità è un periodo strano nella vita di uno studente, si chiude un percorso, quello della scuola dell’obbligo, iniziato alle elementari, che dura da ben 13 anni. Allo stesso modo si apre un porta su un nuovo mondo, quello dell’università e del lavoro a cui i neo maturandi non sono abituati. Dire che durante la maturità succedono fatti strani è riduttivo, i comportamenti degli studenti sono tra i più disparati, chi ormai sa di aver finito e non fa più nulla, chi sta puntando ai voti alti e deve mettercela tutta, chi non ha mai studiato, ma di colpo vuole andare bene, chi vorrebbe andare bene, ma crolla psicologicamente per la troppa pressione o ansia. Questi crolli psicologici sono dati dal fatto che dal primo giorno della quinta i professori ogni due parole, massimo tre, usano la parola maturità, legandola con tutto quello che riescono trovare che possa trasmettere ansia e preoccupazione… se alcuni lo usano come stimolo altri non reggono e crollano.

Durante la maturità i giovani impazziscono e spesso capita che in questo mese di stress sboccino amori fino a poco prima impossibili, si potrebbe dire che una congiuntura di eventi favorevoli fa sì che due anime sovraccaricate di emozioni finalmente si trovino e si riconoscano empaticamente come gemelle.

Per molti queste ultime verifiche portano poi alla libertà di inseguire un sogno, intraprendere un percorso che progettano da tempo, altri invece si trovano a dover fronteggiare un futuro incerto, per cui continuano a fare ogni sorta di ragionamento, spremendo le meningi per giorni e giorni, senza trovare la risposta che cercano. Per uno studente di quinta liceo ci sono due enormi scogli da superare, la maturità e la scelta dell’università: per la prima in fondo basta mantenere la calma, mentre la seconda crea ancora più ansia, specialmente sui maturandi che magari non hanno ancora scelto il loro futuro e vedono il liceo come ultima ancora di salvezza e un antro in cui ripararsi.

Le emozioni che pervadono un maturando sono moltissime, sia belle che brutte, soprattutto molto intense, però sa che dopo quest’ultima fatica di Ercole lo aspetta l’estate migliore della sua vita, libero di riposarsi prima di intraprendere un nuovo percorso. Questo riposo del guerriero è fatto di viaggi, divertimento e spensieratezza, quella che si può trovare solo dopo un grande sforzo.

La chiamano maturità perché per poterla superare al meglio i ragazzi devono imparare a gestire questa miriade di emozioni che li pervadono durante le prove, nei giorni di studio e nei momenti di riposo. La maturità credo sia una delle esperienze che restano impresse nella mente di chi la affronta per tutta la vita, uno di quegli eventi che si racconta prima ai figli e poi ai nipoti.

La mia maturità è stata un’esperienza meravigliosa, quasi cinematografica: pomeriggi passati a studiare per cercare di raggiungere una preparazione adeguata, dato che non lo avevo fatto prima, altri assieme agli amici a ragionare su cosa faremo l’anno prossimo, senza trovare una soluzione. Poi sono iniziati gli scritti, tensione alle stelle, che ha raggiunto il culmine per la seconda prova. Tutto questo mi ha destabilizzato e mi è salita la febbre, così i tre giorni successivi al posto che passarli a studiare per la terza e ultima prova scritta li ho passati a letto febbricitante. Una spinta in più per concentrarsi e dare il meglio nell’orale che ho ritenuto essere la parte a me più congeniale, ma per cui la sera prima ho faticato parecchio ad addormentarmi.

L’esperienza è stata una delle migliori che io abbia vissuto anche grazie alle persone che mi circondano: amici, parenti, compagni di classe e professori, tutti presenti nel momento del bisogno e sempre con una parola buona per stemperare la tensione. L’estate del 2017 resterà nel mio cuore e nei miei ricordi, non credo si possa cancellare un simile tornado emotivo.

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