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Canton Ticino | 6 Luglio 2017

‘Ndrangheta, dieci arresti per traffico di droga. Uno di questi domiciliato al confine

Un'operazione della DIA di Milano, che ha portato il fermo di dieci persone, vede tra gli arrestati il boss Giovanni Morabito che dormiva al confine

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La DIA di Milano ha sgominato un’organizzazione dedita al traffico di stupefacenti che operava su uno sfondo ‘ndranghetista e ha sequestrato, nel corso di varie operazioni, 129 chilogrammi tra cocaina e marijuana, che dalla Lombardia passavano per Roma diretti in Sicilia.

Dieci le persone finite in manette giovedì, fra cui i due capi della banda, che – a detta degli inquirenti – intrattenevano legami forti con due tra le più importanti famiglie della mafia calabrese a Rosarno.

Tra gli arrestati vi sono persone con rapporti “forti” con la ‘ndrangheta. Tra questi Giuseppe Morabito, 48 anni, di Rosarno (Reggio Calabria), in collegamento con le famiglie Bellocco e Pesce, e che faceva la spola tra il Canton Ticino, dove aveva un domicilio, e l’Italia. L’appoggio che Morabito aveva in Ticino, dove tornava a dormire tutte le sere, gli sarebbe dovuto servire per rimanere lontano dalle autorità italiane

Gli investigatori, invece, hanno atteso che arrivasse in Italia, in provincia di Pavia, e tra la notte del 4 e 5 luglio lo hanno arrestato a bordo di un’auto con targa elvetica, in compagnia di Antonio Curciariello, 50 anni, calabrese residente a Legnano.

Altro personaggio di spicco è Francesco Cicino, 47 anni, ritenuto legato a Carmelo Novella, il boss della ‘ndrangheta ucciso a San Vittore Olona, nel Milanese, il 14 giugno del 2008. A riportare la notizia è ANSA.

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