Varese | 26 Giugno 2017

Domani sera “La guerra in un sorriso”: la storia di un clown in una terra dilaniata

Un documentario dedicato ad un'anima pura capace di restituire il diritto alla meraviglia a quei bambini che vivono la guerra sulla loro pelle

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Marco Rodari, nome d’arte “Il Pimpa”, è un clown: naso rosso, cappellino girato all’indietro, elica in testa, come a mostrare che è un uomo prestato alla terra ma destinato a sollevarsi ai cieli. Un clown che, però, sceglie una cornice differente da quella ordinaria per regalare un sorriso: le zone di guerra. Un clown in una zona martoriata dalla guerra è un respiro, un momento di felicità, di luce e pace in cui il mondo circostante, dilaniato e massacrato, si fa contorno. Ed è proprio da questa straordinaria figura che nasce il documentario che sarà proiettato a Varese: “La guerra in un sorriso”. L’appuntamento, solo su invito, è per la serata di domani, martedì 27, alle ore 21, presso Film Studio 90.

Un progetto, quello di questo documentario nato sulla scia del libro “La guerra in un sorriso”, che si propone seguire Il Pimpa nel suo cammino, catturandone le immagini, i volti, gli incontri, oltre che il senso profondo della sua opera.  Il documentario segue il più recente viaggio di Marco Rodari e del suo alter ego, il “clown” Pimpa, ad Aleppo, quella che qualche anno fa era una città e oggi è per larghi tratti un cumulo di polvere e macerie. Rodari è l’Uomo dietro la corazza protettiva del naso rosso, che riflette sul senso del suo viaggio che si fa anche straziante viaggio interiore. Il “clown”, invece, è colui che restituisce il diritto alla Meraviglia a quei bambini che vivono sulla loro pelle distruzione, disperazione, smarrimento, abbandono. Dal doppio vissuto di questa anima pura, accompagnata giorno per giorno con delicatezza e rispetto dalla macchina da presa, l’origine di un documentario toccante e di sublime bellezza.

Marco Rodari per vari mesi all’anno gira il mondo: dal 2009 sono state oltre trenta le località colpite da conflitti e carestie, toccate. Ha portato il suo naso rosso in luoghi dove spesso faticano a entrare anche le Ong. Gaza, Iraq, Egitto, Siria, le zone di guerra e di dolore che sono state colorate dai suoi spettacoli di clownerie. La sua missione è non tirarsi indietro, non girare la testa, portare un istante di sorriso a quei bambini cui non è rimasto più niente, anche a costo di rischiare la propria vita, come è più volte successo. Nel documentario la storia di Marco è raccontata a partire dal febbraio 2017, momento in cui rientra in Italia dopo una lunga permanenza ad Aleppo, in Siria, al tempo del terribile assedio. Questo lavoro non parla solo di guerra: la guerra c’è, è la grigia scenografia, dove però i protagonisti sono persone, bambini, che lottano per ritrovare una normalità e un bizzarro clown che è il loro medico spirituale per qualche minuto.

Il documentario prodotto da Sonitus, con le musiche originali di Alessandro Grosso e Mirko Carchen, ha visto alla direzione e alla regia della fiorentina Simona Picchi (ndr, residente da anni a Luino). L’opera alterna immagini girate in Italia, al ritorno di Marco, con tipologia di ripresa “in movimento” e il supporto di un operatore video munito di dji Ronin, con fotocamera full-frame Reflex a ottiche mobili che consente di personalizzare ogni inquadratura e dare un effetto realtime che possa unirsi visivamente alle immagini catturate dalla GoPro di Marco direttamente in Siria. La struttura narrativa si avvale di un montaggio parallelo, in cui le immagini di Aleppo si alternano a quelle girate in Italia, questo per dare una forte connotazione di non linearità del tempo e dello spazio, per cui il racconto di Marco rappresenterà l’unico filo conduttore.

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