Luino | 19 Giugno 2017

La Croce Rossa di Luino unisce in riva al lago amministrazioni, associazioni e cittadini del territorio

Una trentina le realtà locali presenti alla sessione dedicata loro: amministratori, associazioni sportive, Comunità Montane, provincia di Varese e don Sergio

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Una giornata, “Rimetti in circolo la vita”, organizzata dalla Croce Rossa di Luino, che ha visto ieri pomeriggio la presenza di centinaia e centinaia di persone in riva al lago Maggiore, al Parco a Lago di Luino. L’obiettivo? Imparare e fare prove pratiche gratuite di massaggio cardiopolmonare e disostruzione pediatrica sui 50 manichini  posizionati in piazza Chirola, con il supporto dei formatori, due eccellenze della formazione in tutta Italia, Marco Guernelli e Sabina Biffi.

Un’occasione interessante, per stare insieme, inoltre, è stata quella di dedicare una sessione totalmente alle autorità locali, per lanciare un forte messaggio di sensibilizzazione sul territorio ed esprimere l’importanza di queste utilissime pratiche salvavita per bambini e adulti.

“Ringrazio le amministrazioni comunali presenti, le associazioni del territorio, la Parrocchia con don Sergio, il dottor Guido Garzena di Areu, che per la prima volta ha fatto il discente, e le Comunità Montane – commenta Pierfrancesco Buchi Presidente della Croce Rossa di Luino -, per aver partecipato simbolicamente a questa sessione speciale di oggi pomeriggio. E’ molto importante per noi lanciare un messaggio di unità, parlare la stessa lingua tutti insieme verso le nostre comunità, che ci guardano e ci ascoltano, a cui dobbiamo dare risposte semplici e chiare, ma condivise. Nei prossimi mesi saremo impegnati a Cremenaga per un campo sull’emergenza, insieme alla collaborazione del comitato di Milano e del sindaco qui presente. Speriamo di organizzare iniziative simili anche in altri comuni. Un ringraziamento finale va ai nostri volontari che, come sempre, lavorano dietro le quinte senza apparire mai. Sono loro a portare avanti la nostra associazione. Chiudo con una frase di Thomas Merton e con la frase conclusiva del suo libro ‘Nessun uomo è un’isola’: «Il tempo galoppa, la vita ci sfugge fra le mani, ma ci può sfuggire come sabbia oppure come semente». Ecco noi vogliamo essere il semente”.

Ad intervenire poi, è stato proprio il dottor Guido Garzena, responsabile Areu: “Al di là dell’utilità di un evento come questo, è fondamentale formare tutte le persone per la cultura salvavita, operazioni semplici ma efficaci. E’ difficile trovare il veicolo giusto ed entrare nella testa delle persone e negli ultimi dieci anni è stato fatto tanto, anche in provincia di Varese e a Luino, ed abbiamo aumentato le nostre potenzialità. C’è una grande soddisfazione. Stiamo raccogliendo quanto abbiamo seminato, anche grazie alle iniziative organizzate sul territorio, come quella di oggi. Un plauso ai docenti, a Pierfrancesco Buchi e a tutta la CRI Luino, che è più viva del solito, per andare avanti e continuare ad organizzare eventi come questi, rivolti alle famiglie, ai giovani ma anche ai bambini. Spero che questi corsi vengano inseriti nelle scuole”.

A fare pratica, ieri pomeriggio, in piazza Chirola, anche il consigliere provinciale Paolo Bertocchi: “Anzitutto volevo fare i complimenti alla Croce Rossa di Luino per l’impegno costante e quotidiano nei confronti delle comunità del nostro territorio. Oggi, però, (ndr, ieri), per un evento di questo tipo, il mio ringraziamento va a loro perchè è davvero importante parlare delle manovre salvavita, soprattutto pediatriche e farlo in un contesto di questo tipo è stato qualcosa di speciale. E’ fondamentale per tutti conoscere le azioni da fare in momenti di criticità, facendo cose utili ed evitare quelle inutili. Aver invitato amministratori, le realtà del territorio, associazioni e cittadini, significa aver a cuore il territorio e provare a sensibilizzare in primis noi, per attivare un passaparola utile a tutta la popolazione”.

“Questo è un progetto attivo da quasi dieci anni – raccontano gli istruttori CRI Marco Guernelli e Sabina Biffi -, e l’obiettivo è quello di sensibilizzare i cittadini, cambiare la mentalità delle persone e la cultura delle comunità. Far capire che tutti possiamo essere parte attiva e determinante nel soccorso di una persona infortunata, prima che arrivino i volontari del 118, è una cosa che può far la differenza per salvare la vita di qualcuno. E’ necessario, così, rendere consapevoli le persone attraverso la formazione e l’informazione. Se prima le lezioni erano frontali, oggi organizziamo eventi come quello di oggi, creando rapporti umani ed empatici. E’ un grande stimolo anche per noi, e l’intento è quello di coinvolgere tutte le fasce d’età, anche e e soprattutto i giovani”.

(Foto di gruppo e di copertina © Francesco Muzzopappa)

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