Varese | 18 Giugno 2017

“Il Varese Pride una festa di popolo e di libertà”

La testimonianza di Alessandro Franzetti: "Ora è il momento di proseguire sulla strada dei diritti, verso il matrimonio egualitario e le adozioni"

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Una bella giornata quella che ieri c’è stata a Varese e che ha visto la partecipazione alla seconda edizione del “Varese Pride” di oltre duemila persone. Un unico solo grido, quello di rivendicare gli stessi diritti per tutti, indistintamente. Sono scesi in piazza e per le vie del centro non solo attivisti, ma anche sostenitori dei diritti civili. Tra loro anche Alessandro Franzetti, già presidente del consiglio comunale di Luino, ex amministratore locale e cittadino sempre impegnato politicamente, che ha voluto raccontarci per quale ragione ha partecipato al “Varese Pride”.

“Come lo scorso anno – spiega Alessandro Franzetti -, ho partecipato ieri al Varese Pride, manifestazione per l’orgoglio LGBTI che si è svolta nelle vie del centro del capoluogo bosino. Si è trattato di una vera festa di popolo: oltre 2500 persone diverse tra loro per età e orientamento sessuale, ma accomunate da un’irrefrenabile passione civile per la difesa dei diritti delle minoranze, si sono ritrovate in un caldo pomeriggio per dire il loro sì al bene più prezioso che ogni persona possiede: la libertà di essere sé stessi”.

Era bello essere in mezzo a mamme con passeggini, nonne con nipoti, single, etero, gay, bsx… insomma una galassia colorata di arcobaleno unita dalla voglia di manifestare l’uguaglianza nei diritti. Se vogliamo essere uno stato davvero democratico, civile e laico dobbiamo permettere a tutti i cittadini di sentirsi liberi e accettati, e soprattutto non discriminati. Tutelare i diritti delle minoranze, qualsiasi esse siano (sessuali, di genere, religiose, politiche, etniche) significa tutelare i diritti di tutti, anche della maggioranza“.

“Ieri – continua ancora Alessandro – era doveroso essere presenti in piazza, ognuno a manifestare la fierezza di quello che è e vive. È stata toccante la testimonianza di Stuart Milk, consigliere del presidente Obama per i diritti civili e nipote del compianto Harvey Milk, primo politico statunitense dichiaratamente omosessuale ucciso barbaramente da un collega fanatico e omofobo. Egli ha detto che suo zio si sarebbe commosso a vedere riunite in piazza tutte queste persone”.

“In Italia molte cose sono migliorate, grazie al governo Renzi che ha realizzato quel capolavoro di civiltà che sono le unioni civili, al contrario del centrodestra che è in larga parte oscurantista e persino omofobo. Avremmo bisogno di una destra moderna e liberale, non di questo centrodestra. Nel resto d’Europa i partiti di destra, una destra presentabile, approvano i matrimoni e le adozioni gay, mentre qui abbiamo formazioni politiche che parlano ancora di ‘famiglia naturale'”.

Ma quale natura… qualsiasi tendenza e gusto sessuale è naturale, e come dicevano i latini, naturalia non sunt turpia (non ci si deve vergognare delle cose naturali). Guardiamo agli Usa, al Canada, all’Olanda, alla Francia, alla Spagna, al Regno Unito..non alla Russia di Putin che segrega in Cecenia i gay nei campi di concentramento. E abbiamo finalmente il coraggio di dire che l’Islam è troppo spesso omofobo, e che nei paesi musulmani i gay vivono molto male. Penso all’Arabia Saudita o all’Iran dove è prevista la pena capitale per i gay. Che bello manifestare ieri con tanti amici, con l’Italia libera da pregiudizi, con l’Italia che vuole essere una bella Italia.

Ora è il momento di proseguire sulla strada dei diritti, verso il matrimonio egualitario e le adozioniE soprattutto è il momento di essere tutti, veramente, indistintamente e convintamente, umani”.

Si chiude così la testimonianza di Alessandro Franzetti.

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