“Sono soddisfatto del risultato ottenuto nel corso dell’ultimo Consiglio comunale di Luino per per ciò che riguarda l’approvazione della mozione da me presentata contro la chiusura del valico di Cremenaga e contro ogni forma di discriminazione nei confronti dei nostri lavoratori frontalieri”. Inizia così la nota stampa relativa all’approvazione della mozione sui frontalieri, votata dalla sola maggioranza e dal proponente, e portata in consiglio comunale giovedì sera, che ha inviato il consigliere comunale e capogruppo de “La Grande Luino” Giuseppe Taldone, dopo le varie vicissitudini delle ultime settimane e della scorsa seduta.
“Mozione approvata in un contesto non semplice né tantomeno scontato – spiega Taldone -, preceduto da tensioni e polemiche affiancate da una dialettica che raccoglieva punti di vista e sensibilità quanto mai varie. Ma il buon senso alla fine ha prevalso e siamo riusciti a far sintesi, coinvolgendo la maggior parte dei Consiglieri comunali compresi quelli della Lega Nord, con buona pace di chi strumentalmente puntava, anche in Consiglio, più allo scontro che al raggiungimento del risultato. Ciò si è potuto realizzare grazie anche alla buona volontà del sindaco Pellicini e del suo vice Casali che, come il sottoscritto, hanno saputo mediare e rimodulare le posizioni per trovare l’accordo”.
“Posso facilmente immaginare cosa sarebbe successo se non avessi raccolto l’appello della maggioranza di condividere la mozione prima di votarla – continua il consigliere provinciale luinese -. Oltre a dimostrare irragionevole intransigenza, avrei condannato la stessa ad una sicura bocciatura, non disponendo di numeri sufficienti per farla passare, avvalorando così la tesi denigratoria di essere più interessato allo scontro politico ed alla visibilità mass mediatica che al raggiungimento del risultato. Una brutta figura che avrei fatto fare a me stesso e all’intero Consiglio comunale, dimostrando un’inconcludente litigiosità anche su questioni che dovrebbero rispondere solo a logiche di buon senso. Saremmo stati così tutti più vulnerabili ed esposti allo sberleffo di coloro che, oltre confine, non amano particolarmente i nostri connazionali e non vedono l’ora di prenderli di mira. Avremmo fornito loro materiale su cui speculare e questo sicuramente non potevamo permetterlo”.
“In Comunità Montana, qualche tempo fa, si è verificata una situazione analoga con il presidente Piccolo che, pur disponendo rispetto al sottoscritto di numeri sufficienti per l’approvazione di una mozione a sostegno degli ospedali, ha preferito ritirare e poi ripresentare la stessa in Consiglio, raccogliendo l’appello della minoranza di condividerla prima in Commissione. Penso sia questo il modo migliore per rappresentare bene e responsabilmente le istituzioni: la gente, oggi più che mai, chiede risultati e non improduttiva dialettica e si spazientisce quando vede i propri rappresentati capaci solo di litigare. Giocare allo sfascio o al tanto peggio tanto meglio non porta da nessuna parte.
“Spero vivamente che ciò faccia riflettere almeno un po’ coloro che, anche nel corso dell’ultimo Consiglio comunale, hanno ceduto al richiamo della polemica, configurando per il sottoscritto false retromarce o assurde sudditanze solo per il gusto di confondere le idee. A costoro vorrei ricordare che per mia natura ascolto tutti, compreso i partiti, ma ragiono sulle cose agendo poi senza alcuna soggezione. L’unica mia vera sudditanza è verso il bene comune e l’interesse generale e non è con i giochini verbali ed i trabocchetti istituzionali che li si rappresenta seriamente. La verità è che si è fatto un proficuo e buon lavoro di background per consentire alla mia mozione di poter andare avanti e ciò evidentemente ha infastidito chi pensava di poterla utilizzare come strumento di lotta politica”.
“Sicuramente con meno faziosità e maggiore serenità d’animo – conclude Taldone -, anche coloro che hanno deciso di non votarla si sarebbero potuti riconoscere nel suo contenuto, evitando così di presentarne una seconda decisamente analoga, strumentalmente estrapolata da un contesto completamente diverso, quello regionale, e riprodotta qui da noi con il vero obiettivo di verificare se vi fossero discrepanze politiche tra il voto locale e quello regionale. Non è con questi artifici che si interpreta la buona politica: la gente naturalmente saprà giudicare!
Si chiude così la nota inviata dal consigliere luinese Giuseppe Taldone.
Ecco la mozione votata in consiglio comunale.
“Le autorità elvetiche hanno adottato un provvedimento di chiusura durante le ore notturne di alcuni valichi con l’Italia tra cui Ponte Cremenaga, motivandolo con ragioni di sicurezza e di lotta alla delinquenza. Questa decisione, presa unilateralmente dalla Svizzera quale dichiarata misura per fronteggiare la criminalità, sta generando preoccupazione nelle popolazioni di confine. Vi è infatti il timore, confermato dal Ministro degli Interni Marco Minniti, che al termine del periodo sperimentale della chiusura notturna, fissato per ottobre 2017, questa misura possa divenire definitiva ed estendersi anche ad altri valichi.
Ciò creerebbe gravi disagi alle popolazioni che vivono sul confine e soprattutto ai lavoratori frontalieri, i quali non devono essere penalizzati in alcun modo.
Tutto ciò premesso, il Consiglio Comunale impegna il Sindaco e la Giunta Comunale a mettere in campo ogni opportuna azione nei confronti del Governo nazionale a tutela dei nostri lavoratori frontalieri e della popolazione di confine, invitandolo ad un serio confronto con le autorità svizzere sulle politiche della sicurezza transfrontaliera per garantire, anche attraverso l’uso di nuove tecnologie, adeguati controlli ai valichi che consentano la riapertura di quello di Cremenaga negli orari notturni e il rispetto del principio della libera circolazione delle persone”.
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