luino | 18 Giugno 2017

L’impresa di Marco Castorino: in bicicletta da Luino fino in Sicilia

In dodici giorni ha raggiunto Barcellona Pozzo di Gotto, in provincia di Messina. "E' stata un'esperienza stupenda"

Tempo medio di lettura: 3 minuti

Lui e la sua bicicletta. E’ quanto è bastato a Marco Castorino (noto anche come Kasto) per intraprendere una vera e propria impresa: attraversare l’Italia da nord a sud pedalando. Partito da Luino lo scorso 2 giugno, Marco ha raggiunto la Sicilia martedì 13 giugno per un totale di 1640 km. Un’iniziativa che di certo non poteva passare inosservata e per questo gli abbiamo rivolto qualche domanda.

Marco, da cosa è nata l’idea di fare questo viaggio in bicicletta?

L’idea era quella di farmi un regalo, dedicarmi del tempo. Ne sentivo la necessità e volevo vedere se ero in grado di fare un’impresa del genere.

E’ la tua prima esperienza di questo tipo?

Sono un ciclista alle prime armi e mi sono sempre limitato a fare tappe giornaliere: è la prima volta che faccio un percorso così lungo. Inoltre, nei mesi scorsi mi sono allenato parecchio perché avevo in mente il percorso che volevo fare, altrimenti non ce l’avrei fatta.

Qual era questo percorso?

Prima delle mia partenza, ho detto a tutti da Luino mi sarei fermato a Roma. In realtà nella mia mente avevo già intenzione di proseguire, ma non ho voluto dirlo a nessuno per evitare inutili preoccupazioni. Il mio obiettivo era di arrivare in Sicilia e oggi posso dire di esserci riuscito.

Quindi hai letteralmente attraversato la Penisola…

Sì sono partito dal confine italo-svizzero fino ad arrivare alla punta dello Stivale, percorrendo in totale 1640 km, con una media di 165 km/giorno. Ci ho impiegato 12 giorni, di cui 10 a pedalare, visto che ho fatto solo una sosta di due giorni a casa di amici a Fondi, in provincia di Latina

Allora raccontaci tappe e avventure di cui sei stato protagonista…

La prima tappa ha avuto come destinazione Novi Ligure, sede del museo dedicato a Fausto Coppi. Sono arrivato nel giorno della festa del paese e, anche se aiutato dalla gente del posto, non ho trovato un posto dove dormire. Alla fine, dopo inutili tentativi e telefonate, un ragazzo si è fidato di me e mi ha lasciato casa sua, mentre lui andava a dormire dalla fidanzata. Il secondo giorno, invece, sono arrivato al Passo del Bracco, in provincia di La Spezia, e, visto il luogo solitario, ho riscontrato la stessa difficoltà del giorno prima. Così un signore, stanziato in un campeggio, mi ha offerto il letto della sua roulotte. Nella terza tappa ho raggiunto Vada, provincia di Livorno, e ho trovato più facilmente un Bed&Breakfast, dove la mattina dopo mi hanno preparato una super colazione solo per me. Non ho avuto la stessa fortuna ad Orbetello, il giorno seguente, quando non so quante volte ho fatto avanti e indietro per l’Aurelia… Alla fine ho trovato un secondo B&B, dove mi sono trovato ugualmente bene.

E poi finalmente Roma…

Sì ho raggiunto la capitale nella quinta tappa. Ancora prima di entrare in città avevo già la camera pronta ad aspettarmi perché avevo incontrato un ciclista della zona (con cui abbiamo fatto parecchi km insieme), che mi ha trovato un posto tramite una sua conoscente. Da qui sono andato a Fondi (Latina) a trovare degli amici, i quali mi hanno costretto a fermarmi a dormire per due notti (unica sosta di tutto il viaggio). E’ stato allora che ho deciso di riprendere a pedalare per allungarmi fino a Napoli. Così, attraverso questi miei amici, sono entrato in contatto con un ragazzo del posto, che a tutti i costi ha voluto che andassi a dormire a casa sua. Mi ha fatto visitare la città, con i suoi quartieri più caratteristici, e ovviamente siamo andati a mangiare la pizza e non ho potuto toccare il portafoglio… Qui ho passato una giornata bellissima, forse in assoluto una delle più belle della mia vita.

Allora avrai pensato “fatto 30, facciamo 31”… 

Sì ho cominciato a prendere in considerazione la possibilità di continuare a scendere per l’Italia, così ho proseguito per la Costiera Amalfitana e sono arrivato fino a Paestum, in provincia di Salerno, dove in una gelateria ho incontrato un ragazzo che, dopo svariati tentativi, è riuscito trovarmi un posto per dormire. Da qui mi sono spinto fino a Scalea (CS), dove, grazie a un carabiniere, ho trovato facilmente una stanza per dormire. Quella sera ho mangiato un pollo intero, perché avevo bisogno di proteine in vista di quello che mi aspettava: volevo arrivare in Sicilia in due tappe. In realtà alla fine ce l’ho fatta in una, perché ho pedalato da Scalea a Villa San Giovanni (RC), poi ho traghettato e infine ho raggiunto un mio amico a Barcellona Pozzo di Gotto, in provincia di Messina. Quel giorno ho percorso quasi 250 km, un’ultima tappa da pazzi per me. Appena ho visto il mare mi sono buttato dentro completamente vestito.

Cosa ti ha sorpreso in questo percorso?

Sicuramente la gentilezza e l’ospitalità di tutte le persone che ho conosciuto. Inoltre devo dire che ho sempre trovato molta solidarietà da parte dei numerosi ciclisti che ho incontrato: mi supportavano per quello che stavo facendo, mi aiutavano e mi davano indicazioni. Voglio ringraziare tutti quelli che mi hanno sostenuto, in particolare il team 3VL.

Adesso cosa farai?

Dopo essermi goduto qualche giorno di vacanza in Sicilia, sono tornato a Luino in treno. Si ricomincia a lavorare.

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Una risposta a “L’impresa di Marco Castorino: in bicicletta da Luino fino in Sicilia”

  1. Cristina Croci ha detto:

    Marco è un mio amico!
    Lui sa già il mio pensiero ma lo vorrei render pubblico.
    Dire: numero 1, bravo Marco ed altro sarebbe scontato…
    Lo definirei un Campione, un esempio per chi è solitamente sui giornali perché è “famoso”,ammirevole perché grintoso,deciso…
    È stato un viaggio di gambe ma anche di testa che ti avrà arricchito ancor di più
    Meriti una medaglia per l’impegno, una la grinta e una per la forza che hai avuto nell’affrontare un obbiettivo nn comune a tutti!!!
    Cristina Croci

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