9 Giugno 2017

Mafia, il boss Graviano intercettato in cella: “Berlusca mi ha chiesto questa cortesia”

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“Berlusca mi ha chiesto questa cortesia… per questo c’è stata l’urgenza. Lui voleva scendere… però in quel periodo c’erano i vecchi e lui mi ha detto ci vorrebbe una bella cosa”. Così il boss di Brancaccio, Giuseppe Graviano, si sarebbe rivolto ad un altro detenuto nel corso di una conversazione avvenuta durante l’ora d’aria che i due condividevano nel carcere di Ascoli Piceno.

(AP Photo/Andrew Medichini)

Mafia, il boss Graviano intercettato in cella: “Berlusca mi ha chiesto questa cortesia”. “Berlusca mi ha chiesto questa cortesia… per questo è stata l’urgenza di… come mai questo qua, poi che successe, ero convinto che Berlusconi vinceva le elezioni in Sicilia, Berlusconi…”. E’ quanto dice, senza sapere di essere intercettato, il boss Giuseppe Graviano, detenuto in carcere a un altro detenuto, Umberto Adinolfi, il 10 aprile del 2016. Gli atti delle intercettazioni sono adesso finiti nel dibattimento per la trattativa tra Stato e mafia. “Lui voleva scendere – dice ancora Graviano al suo interlocutore – però in quel periodo c’erano i vecchi e lui mi ha detto ci vorrebbe una bella cosa…”. Le intercettazioni, come annunciato dal pm Vittorio Teresi all’inizio dell’udienza di oggi, sono state registrate “durante le due ore di socialità” nel carcere di Ascoli “tra il marzo 2016 all’aprile 2017”. Intercettazioni che sono state trascritte con alcuni omissis. “Questa attività di deposito – dice Teresi – deve essere completata da supporti audio che stiamo predisponendo”. Adinolfi è il boss di San Marzano sul Sarno, soprannominato ‘a scamarda. Il pm Teresi ha anche chiesto l’audizione in aula del Boss Graviano.

Le stragi del 1993. “…Poi nel 1993 ci sono state altre stragi ma no che era la mafia, la mafia, iddi ricinu (loro dicono ndr) che era la mafia, allora che fa il governo senza, ha deciso di allentare il 41bis, poi c’è la situazione che hanno levato pure i 450…”, dice ancora Graviano, senza sapere di essere ascoltato, parlando con Adinolfi il 22 gennaio del 2016. “Al Signor Crasto gli faccio fare la mala vecchiaia”, un altro passaggio del colloquio in cui Graviano farebbe riferimento all’ex presidente del Consiglio. Quando lo definisce ‘crasto’, cioè ‘cornuto’, non fa il suo nome ma i magistrati del processo trattativa Stato-mafia, sono convinti che si tratti proprio di Berlusconi. E riferendosi proprio al Cav dice: “Trenta anni fa mi sono seduto con te, 25 anni fa mi sono seduto con te, giusto? Ti ho portato benessere, 24 anni fa mi arrestano e tu cominci a pugnalarmi”. E ancora: “Tu lo sai che mi sono fatto 24 anni, ho la famiglia distrutta … alle buttane glieli da’ i soldi ogni mese. Io ti ho aspettato fino adesso … e tu mi stai facendo morire in galera senza che io abbia fatto niente”. “Ma pezzo di crasto – continua lo sfogo di Graviano – ma vagli a dire come sei al governo. Che hai fatto cose vergognose, ingiuste…”. Tra la fine del 1996 e l’inizio del 1997, mentre era al carcere duro, il boss avrebbe messo incinta la moglie. A raccontarlo è lo stesso capomafia di Brancaccio. “Dormivamo nella cella assieme”, confida Graviano all’amico. “Ti debbo fare una confidenza – racconta prosegue il boss – prima di nascere il bambino, prima di incontrarmi con mia moglie, ho detto ‘no ci devo provare'”. Il ragazzo oggi frequenta l’università.

Le parole di Ghedini. “Tale interpretazione è all’evidenza destituita di ogni fondamento non avendo mai avuto alcun contatto il Presidente Berlusconi né diretto né indiretto con il signor Graviano”. Lo dice in una nota Nicolò Ghedini, riferendosi alle intercettazioni del boss Graviano, che farebbe riferimento a Silvio Berlusconi. “È doveroso osservare come ogni qual volta il Presidente Berlusconi sia particolarmente impegnato in momenti delicati della vita politica italiana e ancor più quando si sia nella imminenza di scadenze elettorali, si vota domenica in oltre 1000 comuni, appaiano nei suoi confronti notizie infamanti”.

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