5 Giugno 2017

Luino, Compagnoni: “Discutiamo in consiglio, ma ritroviamo equilibrio perso e torniamo a dialogo costruttivo”

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La questione legata alla mozione sui frontalieri, presentata e ritirata poi in seguito dal consigliere Taldone, nell’ultima seduta di consiglio comunale, ha creato dibattito nel mondo politico luinese. Oltre alle discussioni di queste ultime settimane, solo sabato, avevamo pubblicato la mozione di censura che riguardava il presidente del consiglio comunale, Davide Cataldo, e ieri la replica della Lega Nord Luino. Oggi, a prendere parola è Franco Compagnoni, facendo un excursus storico che lo ha visto protagonista quando, dopo esser stato il più votato nel primo Pellicini, aveva dato le proprie dimissioni per far spazio, con modifiche al regolamento comunale annesse, alla figura superpartes del presidente del consiglio. Ecco le parole del capogruppo de “L’Altra Luino”.

Il capogruppo de “L’Altra Luino”, Franco Compagnoni (© Jordan Copelli Photografhy)

Luino, Compagnoni: “Discutiamo in consiglio, ma ritroviamo equilibrio perso e torniamo a dialogo costruttivo”. “Con tutti i colleghi consiglieri comunali – esordisce il consigliere Franco Compagnoni -, condivido un rapporto di conoscenza ed amicizia, che le diversità di atteggiamenti e pensiero, e soprattutto la politica, non contaminano. Sono però tutt’altro che abbagliato, per riprendere la terminologia degli amici, dai paradossi che una mozione di assoluto buon senso per il territorio e dai contenuti locali universali, direi fisiologicamente votabile, ha generato con imbarazzi politici e sudditanze assurde, sia nella maggioranza, che addirittura nella minoranza proponente, obbligandola addirittura al ritiro. Ancora non si è capito, ritiro o rinvio? A me pare, invece, come si suol dire calcisticamente, che la palla sia stata scagliata in tribuna a pochi istanti dal termine, perchè è difficile giustificare paradossi di per sé inspiegabili, quanto le giustificazioni stesse ne evidenziano ancora maggiormente appunto la assurdità”.

“E’ evidente, inoltre, che anche nell’interpretazione generale del ruolo del presidente del consiglio comunale – continua Compagnoni -, vi sia un netto divario tra chi ha proposto la mozione di censura e chi ha replicato attraverso organi di partito. Si tratta di un divario di assoluta autentica libertà di opinione, essenziale per chi riveste un ruolo di amministratore. Non capisco perchè la replica non sia venuta dal sindaco o dall’amministrazione, ma dalla Lega Nord direttamente. In riferimento poi alla situazione specifica dell’ultimo consiglio comunale, invece, non si tratta di celare nostri ‘errori amministrativi’. Di quali errori parliamo? Di che tipo? E’ fisiologico che nel corso del mandato ne avremo fatti, e forse ne faremo ancora, ma alla stesso modo ne avranno fatti e ne faranno anche coloro i quali hanno sottoscritto il comunicato stampa e chi in qualche modo all’interno della stessa maggioranza lo deve subire”.

“In realtà – spiega Compagnoni – vi è da parte nostra la volontà di richiamare l’attenzione su atteggiamenti e dinamiche, estranee al consiglio stesso, percepite nettamente ed atte ad impedire la discussione della mozione in quell’occasione, con l’obiettivo di trovare condivisioni in momenti successivi. Certo, buoni propositi giustificativi di ricerca di unitarietà, ma avremmo voluto intervenire anche noi, quando, dopo aver aperto la discussione con l’intervento del sindaco, la parola è stata ridata al consigliere proponente Taldone per ritirare la sua mozione?!? Dal canto nostro, invece, avremmo anche potuto condividere un percorso in commissione, come poi verificatosi, ma avremmo anche potuto provare a convincere Giuseppe Taldone affinchè ritenesse il percorso in commissione superfluo, e che alcune modifiche, invece, potessero essere introdotte con emendamenti durante la seduta. Insomma, avremmo solo voluto intervenire come sempre, senza sgomitare, come in questo consiglio comunale è sempre stato usuale”.

“Per questo, oltre alla mozione di censura, abbiamo voluto ripresentare una nuova mozione sulla chiusura del valico di Cremenaga – afferma ancora Compagnoni -. Abbiamo scelto appunto di replicare la mozione del consiglio di Regione Lombardia, presentata dai consiglieri regionali Marsico, Alfieri e Cattaneo, approvata a larga maggioranza. L’intento è quello di dare un ulteriore ed importante ruolo a Luino, che secondo la nostra visione deve tornare davvero al centro del territorio, come catalizzatrice di iniziative condivise, e pertanto fonte di proposte, come quella appunto che sia l’amministrazione luinese a farsi promotrice della delibera di consiglio in tutto il territorio interessato”.

“Ci aspettiamo che dopo una discussione in aula, si possa ritrovare l’equilibrio perso e tornare ad un dialogo costruttivo per i nostri cittadini – conclude Compagnoni -. Confidando, infine, che oltre le dichiarazioni propedeutiche più atte a mostrare i muscoli che ad esprimere posizioni concrete, vi siano magari, nelle parole di consiglieri comunali, diciamo più indipendenti, volontà maggiormente collaborative e a tutela del diritto di tutti, riportando al dibattito dialettico-costruttivo, e non giuridicamente querelante. Vedremo atteggiamenti e voti in consiglio. Come si suol dire, il re è nudo”.

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