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26 Maggio 2017

Maccagno: domenica all’Auditorium in scena “Boccaperta”, spettacolo dedicato all’adolescenza

Tempo medio di lettura: 2 minuti

Si terrà nella sera di domenica 28 maggio all’Auditorium di Maccagno il terzo incontro di “Adolescenza: precauzioni per l’uso” che, dopo gli interessanti incontri con il Professor Vincenzo Marino e quello con il Professor Alberto Pallai, prosegue con lo spettacolo “Boccaperta” presentato dalla Compagnia Teatro Periferico ed interpretato da Dario Villa. L’appuntamento è per le ore 20.30.

Maccagno, domenica all'Auditorium uno spettacolo dedicato all'adolescenza: "Boccaperta"

Maccagno: domenica all’Auditorium in scena “Boccaperta”, spettacolo dedicato all’adolescenza. Dopo i primi due interessanti incontri i con il professor Vincenzo Marino ,dedicato al tema “Adolescenti tra dipendenza e indipendenza”, e quello tenuto dal professor Alberto Pellai, dal titolo “Adolescenti in viaggio verso l’autonomia”, la rassegna “Adolescenza: precauzioni per l’uso” giunge al suo terzo appuntamento. Questa volta ad aiutare i partecipanti ad addentrarsi nel complesso ed enigmatico universo dell’adolescenza sarà lo spettacolo “Boccaperta” presentato dalla Compagnia Teatro Periferico ed interpretato dal bravissimo Dario Villa. “Adolescenza: precauzioni per l’uso” è un’iniziativa promossa dalla Banca Del Tempo, in collaborazione con una ventina di Associazioni del territorio, con il patrocinio dei comuni di Germignaga e Maccagno con Pino e Veddasca che hanno contribuito a sostenere le spese organizzative degli eventi in calendario. A questa rete virtuosa collabora anche il Liceo Linguistico “V. Sereni” di Luino, che, nell’ambito del progetto di alternanza scuola/lavoro, ha messo a disposizione le sue studentesse Ilaria Arlotta, Greta Congiusti, Giorgia Cremonesi Vittoria Milanese e Alice Lopesa per collaborare all’organizzazione e gestire l’accoglienza del pubblico.

“Boccaperta”: un piccolo testo poetico, toccante, denso. Lo spettacolo portato in scena dalla compagnia Teatro periferico “Boccaperta” il cui testo è di Tommaso Urselli, la regia di Paola Manfredi e le scene di Salvatore Manzella narra le vicende di un ragazzo con la vocazione per la rappresentazione e per il trasformismo che gioca a mettere in scena la propria famiglia, i personaggi e alcuni episodi fondanti e a volte tipici di una certa preadolescenza di provincia. Per raccontarli, in una chiave spesso ingenua e surreale, al principale confidente e punto di riferimento, nonché supereroe preferito: il proprio amico immaginario. Attraverso questo processo di rappresentazione di sé e del mondo che lo circonda, si svolgono le tappe con cui il personaggio dà vita a un “monologo di formazione” a più voci. La famiglia, con i legami d’affetto che spesso s’intrecciano con gli aspetti negativi, capaci di frustrare la libertà e l’equilibrio della personalità, le figure non sempre rassicuranti, se non addirittura minacciose, di madri apprensive o padri assenti, figlie e figli alle prese con le loro domande, i loro desideri, le loro angosce, la loro incapacità di vivere: Urselli ci fa piombare al centro di mondi familiari difficili ma neanche troppo fuori dal comune. I toni sono delicati, mai troppo espliciti e spesso decisamente evocativi. Ecco allora il significativo ritratto di Boccaperta: un ragazzino di fronte ai problemi dell’esistenza, il senso delle cose, la sessualità, la morte. Boccaperta è un piccolo testo poetico, toccante, denso. La pièce è scritta in uno stile frammentario, come sono frammentari i nostri ricordi dell’infanzia e le immagini forti che ci hanno fatto crescere in fretta e che sono impresse dentro di noi.

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