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6 Maggio 2017

Via vai sospetto a Laveno Mombello, blitz dei Carabinieri: scoperte due “case dello spaccio”

Tempo medio di lettura: 2 minuti

I militari, appostati nei pressi dell’abitazione dello spacciatore, dove da alcuni giorni era stato segnalato un via vai anomalo, hanno seguito e bloccato una donna di 48 anni. Tre in totale le persone arrestate, mentre sono stati rinvenuti oltre 8kg di marijuana ed oltre 350 grammi di cocaina.

Via vai sospetto a Laveno Mombello, blitz dei Carabinieri: scoperte due “case dello spaccio”. Avevano allestito una sorta di casa dello spaccio. Da un sospetto via vai di individui sono partite le indagini dei Carabinieri del Nucleo Investigativo del capoluogo che, insieme ai militari della Stazione di Laveno Mombello e della Compagnia di Varese, hanno arrestato per detenzione illecita di sostanze stupefacenti tre individui, una coppia di coniugi incensurati ed un uomo originario della provincia di Bergamo. I militari, appostati nei pressi dell’abitazione sospetta, dove da alcuni giorni era stato segnalato il via vai anomalo di una Toyota Yaris rossa, hanno seguito e fermato l’auto, identificando una 48enne operaia di Sangiano alla guida, per poi rinvenire 50 grammi di marijuana occultati nella borsa della donna.

A quel punto i Carabinieri hanno fatto irruzione a Laveno nell’abitazione di via Castellini e presso la residenza della donna a Sangiano. Nel corso delle due perquisizioni, la scoperta: nelle abitazioni erano presenti altrettanti inquilini, a Laveno un disoccupato bergamasco di 53 anni con piccoli precedenti in materia di stupefacenti, mentre a Sangiano il marito coetaneo della 48enne – disoccupato ed originario di Varese –, ma soprattutto erano detenute sostanze stupefacenti in notevole quantità e diversa qualità.

Infatti a Laveno i militari hanno rivenuto 7 kg di marijuana nel sottoscala ed oltre 350 grammi di cocaina in un armadio, mentre a Sangiano presso l’abitazione dei due coniugi, il marito della donna ha consegnato ai Carabinieri il chilogrammo di marijuana ed il mezzo chilo di hashish che deteneva nella credenza. Tutti e tre i soggetti coinvolti sono stati arrestati e tradotti in carcere, su disposizione del Pubblico Ministero della Procura di Varese, dottor Luca Petrucci.

Sono ancora in corso i necessari approfondimenti per comprendere il ruolo dei tre arrestati nello spaccio degli stupefacenti in zona. Le notevoli quantità recuperate lasciano pensare che la sostanza non fosse destinata ad uno spaccio “al minuto”, ma che i protagonisti della vicenda – nonostante fossero del tutto o pressoché incensurati – si ponessero ad un livello superiore rispetto a quello di semplici “pusher”.

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