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9 Aprile 2017

A Maccagno uno sguardo consapevole sull’adolescenza tra dati ed esperienze

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(emmepi) Quali sono i segnali di cambiamento anomalo che devono indurre la famiglia di un adolescente a chiedere aiuto? Cambiamento improvviso del comportamento, alterazioni del sonno, alterazioni dell’appetito, aumento ingiustificato delle richieste di denaro, calo del rendimento scolastico, sbalzi d’umore, isolamento dagli altri membri della famiglia, noncuranza per l’igiene personale, perdita d’interesse in hobby, sport e altre attività favorite, occhi arrossati, pupille anormalmente dilatate o miotiche, naso che sgocciola continuamente, ecc…”.

A Maccagno uno sguardo consapevole sull'adolescenza tra dati ed esperienze

A Maccagno uno sguardo consapevole sull’adolescenza. Con questo decalogo il professor Vincenzo Marino, ex direttore del Dipartimento delle dipendenze e dell’analogo servizio dell’Azienda sanitaria locale di Varese, psichiatra e psicoterapeuta nonché docente di Sociologia della devianza presso l’Università degli Studi dell’Insubria, introdotto da Rosaria Torri, della Banca del Tempo, ha concluso, lo scorso venerdì 7 aprile, il primo dei quattro appuntamenti voluti dalle Amministrazioni di Maccagno con Pino e Veddasca e di Germignaga, rivolti a genitori, educatori e chiunque interagisca con i giovani, in collaborazione con diverse associazioni del territorio, che si sono ritrovate attorno ai temi dell’educazione dei ragazzi.

In realtà, durante la serata svoltasi presso l’Auditorium, il tema “Adolescenti: tra dipendenza e indipendenza” è stato declinato in molti modi diversi, perché questa “occasione per crescere insieme” ha offerto importanti opportunità di riflessione sul fatto che “l’intera comunità educante ha in carico un patrimonio e gestire le problematiche dell’adolescenza è come trovarsi di fronte ad un piano di emergenza”. Il professor Marino, che di dipendenze è un vero esperto, ha mostrato il quadro di una situazione che, in Italia e in Europa, non è certamente rosea, soprattutto rispetto al consumo di sostanze illegali (eccitanti, deprimenti, allucinogene), ma anche per quanto riguarda quelle legali come l’alcool e la nicotina. La fascia d’età di maggior consumo di sostanze illegali è quella fra i 15 e i 24 anni e il 10% dei maschi quindicenni ammette di essere entrato in contatto con la cannabis già dall’anno precedente, mentre il 10% delle ragazze dai 15 ai 19 anni consuma tranquillanti.

Ma perché le droghe sono così attrattive? Sono molti i fattori che concorrono allo sviluppo del desiderio di consumarle: fattori ambientali, modificazioni socio-culturali, sviluppo dell’offerta di droghe illegali e, recentemente, diffusione di nuove sostanze sintetiche, che, non essendo inserite nella tabella ufficiale degli stupefacenti redatta dal Ministero della Salute, possono circolare liberamente. La piaga del narcotraffico non dà tregua, anzi: assistiamo a una vera e propria “corsa a guardie e ladri tra diversi paesi, perché ogni volta che si identificano nuove sostanze da inserire nell’elenco degli stupefacenti, i narcotrafficanti ne producono sempre di diverse”. Di fronte a questa emergenza, anche i Pronto Soccorso degli ospedali si trovano “in braghe di tela”, perché non dispongono nemmeno di test che permettano di stabilire che cosa i ragazzi ricoverati hanno assunto. Per fortuna si sta cercando di arginare il problema con la creazione di un sistema europeo di allerta, utile per suggerimenti terapeutici. Da non sottovalutare anche il Web Marketing e gli Smart Shops, (centinaia solo in Italia), ai quali tutte le organizzazioni criminali sono particolarmente interessate. Non dimentichiamo, poi, che “la ‘Ndrangheta controlla gran parte del consumo di cocaina prodotta in Colombia e l’8/10% del commercio mondiale”. Che dire poi, delle droghe legali come l’alcool? Argomento molto delicato, perché l’Italia è il maggior produttore nel mondo di vino ed è una voce molto attiva della nostra bilancia de pagamenti. econdo il prof. Marino l’alcool altro è solo un solvente che esercita un’azione tossica sulle cellule, ma: “La ragione per cui si consumano alcolici è perché questi hanno degli effetti psicoattivi e la rete distributiva delle droghe legali è altrettanto capillare quanto quella illegale”.

Dipendenze altrettanto subdole e pericolose sono anche quelle legate alla ludopatia: “Le macchinette e i Gratta E Vinci si trovano dappertutto e oggi la legislazione italiana si propone non già di contenere la domanda e l’offerta di gioco, ma di canalizzarla in circuiti controllabili, con lo scopo di prevenire”.  Nel 2016 gli italiani hanno giocato ben 95 miliardi di euro: 260 milioni al giorno, 3.012 euro al secondo, con un aumento dell’8% rispetto al 2015. Il 51,6% è finito in slot e Video Lottery. Nella nostra cultura, molto stressante, i ragazzi si ritrovano in piazza in preda alla noia, quindi sono alla ricerca di emozioni e le droghe, stimolando il centro della gratificazione, attivano sensazioni piacevoli. L’adolescente, nel momento della pubertà, incomincia a voler essere il primo, fuori di casa. Se fallisce potrà scegliere se usare alcool o droghe per alzare il livello di dopamina e di benessere nel suo organismo. Allora il lavoro del genitore dovrà essere quello di rassicurare a sufficienza nell’infanzia e accompagnare il ragazzo nella sua uscita verso il sociale. “Dare radici e ali: accompagnare il processo di distacco dall’ambiente familiare e la costruzione di un’autonomia”.

La paura dei rischi non deve tuttavia spingerci a desiderare un adolescente conformista e troppo ubbidiente, ma, al contrario “ragazzi protagonisti delle proprie scelte e della propria vita, in grado di realizzare la propria vocazione. Ecco perché gli atteggiamenti acriticamente autoritari non pagano più: gli adolescenti non accettano di essere trattati come bambini e, se non vengono ascoltati, prima esplodono in un rabbioso risentimento, poi si chiudono nel silenzio e interrompono il rapporto con i genitori”.

Facciamo in modo, dunque, che i nostri figli non siano come la “Betty” cantata dai Baustelle, la ragazza 2.0 che usa i social, ma che non riesce a disintossicarsi dalle “dinamiche predefinite del mondo”, citata dal sindaco Fazio: Betty è bravissima a giocare/Con l’amore e la violenza/Si fa prendere e lasciare/Che cos’è la vita senza/Una dose di qualcosa/Una dipendenza”.

Il prossimo appuntamento è fissato per il 3 maggio, presso la palestra della Scuola Media Germignaga, con il professor Alberto Pellai, che tratterà il tema “Adolescenti in viaggio verso l’autonomia”.

Ad organizzare questa iniziativa la Banca del Tempo di Luino, associazione capofila, insieme a: associazione Genitori Valtravaglia (AGEVA), associazione Famigliare “Colibrì”, associazione “Madamadoré” Luino, Canottieri Germignaga, Comitato Genitori Scuola Elementare di Creva, Comitato genitori Scuola Elementare di Luino, Comitato Sorriso Scuola primaria di Porto Valtravaglia, Croce Rossa Italiana, comitato Luino, “Emotion” Palestra, GIM e Terre di Lago, InForm@DSA Luino Onlus, Liceo Scientifico “V. Sereni” di Luino, “Luino Yoga”, Luino Volley, Pro Loco Brezzo di Bedero, PVL Pallacanestro Verbano Luino, Scuola Danza, Ginnastica, Ed. al movimento “A. De Grandi” di Luino e, infine, Scuola di Danza “Performance Academy” di Luino. Un particolare ringraziamento a Arti Grafiche Reggiani di Brezzo di Bedero ed a tutte le persone che hanno contribuito a titolo personale e riservato.

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