4 Aprile 2017

Commercio equo e solidale, volontariato, stili di vita sostenibili: la realtà del GIM di Germignaga

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Il GIM, Gruppo Impegno Missionario, è una realtà che esiste vicino a noi e che si è fatto conoscere attraverso progetti internazionali ed iniziative territoriali. Questo gruppo, con sede a Germignaga, in costante espansione lavora ad opere di sostenibilità ambientale, di commercio equo-solidale e di volontariato, guardando lontano, ma senza scordarsi dei suoi luoghi di nascita.

Commercio equo e solidale, volontariato, stili di vita sostenibili: la realtà del GIM di Germignaga

Commercio equo e solidale, volontariato, stili di vita sostenibili. A volte questi sembrano concetti lontani e fumosi, altre un qualcosa per pochi oppure una moda, e tanto ancora. La realtà può essere, invece, più semplice e vicina di quanto si possa immaginare. Nato a Germignaga negli anni ’80, il GIM (Gruppo Impegno Missionario) si è ampliato nel territorio dell’Alto Varesotto. Non si tratta di un’entità astratta, un’associazione che esiste più sulla carta che per le strade. Tutto il contrario. Attorno al GIM si raduna un grande gruppo di persone che, sposandone gli ideali, partecipa a vari livelli alle diverse attività che da esso traggono impulso. Intendiamoci, non parliamo di livelli gerarchici; ci sono, certo, ma sono pochi e soprattutto poco importanti nell’essenza. Nel GIM ciò che importa è il contributo di ognuno che diventa di gruppo, e per partecipazione a vari livelli si intende proprio che ognuno fa quello che può e si sente, chi prendendosi un impegno che presuppone una maggior frequenza e chi dando la propria disponibilità per appuntamenti più circoscritti. Ciò che gravita attorno a questa associazione è molto, possiamo provare a parlarne per parti.

Dall’Africa all’America Latina, di cosa si occupa il GIM? Il nucleo originario dell’attività del GIM è la promozione di progetti di sviluppo nelle parti più svantaggiate di questo nostro pianeta per niente in equilibrio. Essendo l’Africa emblematica di questo disequilibrio, essa è il continente dove il gruppo ha sempre operato maggiormente, benché ci siano state e ci siano tuttora esperienze che lo portano in altri luoghi, come l’America latina. Si collabora con suore e padri missionari o del luogo e, in crescita negli ultimi anni, con laici responsabili di associazioni locali; tutti sono conosciuti di persona e il contatto è diretto, senza intermediari. Una parte dei progetti prevede l’installazione di impianti fotovoltaici e serbatoi per l’acqua, la costruzione di pozzi e pompe per l’estrazione d’acqua, nonché di piccole strutture sanitarie, scolastiche o di generica utilità per le comunità locali. Spesso i volontari del GIM prestano direttamente la propria manodopera, in viaggi che si trasformano in esperienza unica. Un’altra parte riguarda invece il sostegno di Centri per l’aiuto di bambini ammalati di AIDS, una piaga purtroppo molto diffusa, e di progetti che promuovano lo sviluppo della comunità in vari modi: dall’acquisto di un mezzo che permetta alle persone del villaggio di trasportare merci da vendere al mercato, alla creazione di una sartoria che dia lavoro, passando per il finanziamento di stipendi e corsi di formazione per insegnanti e tanto ancora. Un ruolo hanno anche le adozioni a distanza, che permettono a molti bambini e ragazzi l’accesso agli studi e la loro prosecuzione, nonché la possibilità di alimentarsi e usufruire di cure mediche in caso di necessità.

Un passo verso la differenza: il commercio equo-solidale. “Va bene andare dall’altra parte del mondo a dare una mano, ma noi possiamo fare qualcosa anche qui?”, questa è in sintesi la domanda che le persone del GIM si sono poste ad un certo punto. Perché se è vero che alcune zone si trovano in una condizione svantaggiata, è anche vero che delle cause per questa situazione ci devono essere e ovviamente sono tante. Una si può individuare ed è legata al commercio e allo sfruttamento del lavoro. La questione è molto complessa, senza dubbio, ma un modo per agire e fare un passo verso una differenza c’è: il commercio equo e solidale. L’idea è che dietro i prodotti non vi debba essere sfruttamento del lavoro, il prezzo sia giusto e rifletta un equo pagamento del lavoratore al posto di una lunga filiera di intermediari. Spesso le merci arrivano da cooperative sociali o piccoli produttori che rischiano di essere soffocati dalle grande aziende multinazionali. Il GIM non poteva che condividere questa idea e cercare di promuoverla. Negli anni quindi è stato deciso di lanciarsi nella creazione e gestione di un negozio di commercio equo a Germignaga, La Bottega del Mondo, che poi si è duplicato aprendo a Luino e in seguito anche a Ponte Tresa e Gavirate. Intorno alle Botteghe ruota un grande numero di volontari, persone comuni che hanno deciso di mettere a disposizione il proprio tempo per andare nei negozi e coprire i turni. L’aspetto interessante e che può colpire di queste quattro Botteghe del Mondo è che sono interamente gestite con il volontariato, senza scopo di lucro. Forse, però, non deve colpire troppo perché non si tratta di azioni che escono dalla realtà, lontane dalla possibilità di essere messe in pratica. Il risultato può essere straordinario, in un certo senso lo è, ma nasce da una buona organizzazione del piccolo grande contributo di ognuno, assolutamente umano.

Terre di Lago ed Equostop, progetti sul territorio per il territorio. L’idea più recente nata da questo gruppo ha preso forma nella rete Terre di Lago. Sempre in linea con le idee di un commercio che si discosti da quello che è diventato ordinario, di una messa in atto di “buone pratiche” a livello locale e con l’aggiunta del concetto di sostenibilità ambientale, si è sviluppata questa rete che mette in comunicazione direttamente consumatori e produttori locali. La filosofia è quella della promozione dell’acquisto di generi alimentari dai piccoli produttori della zona, quindi di quel famoso “chilometro zero” che permette di abbattere le emissioni di anidride carbonica in un’ottica di rispetto ambientale. All’interno di quest’ultima visione, si sta costruendo il progetto “Equostop” che prevede di ridurre la circolazione di auto promuovendo un “autostop certificato”, potremmo dire, di cui si parlerà molto in zona nei prossimi mesi. Tornando a quell’idea di partecipazione a diversi livelli, un ultimo esempio riguarda le iniziative di raccolta fondi, dove si radunano persone sempre attive nel GIM e persone che si prestano per l’occasione. Ormai famosa è ÈquaLaFesta, tutte le estati al Boschetto di Germignaga, ma durante l’anno si organizzano e si partecipa a diversi eventi.

Per questo gruppo l’importante è fare insieme, ognuno con le proprie possibilità ma condividendo un ideale di giustizia, di equità e di solidarietà.

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