31 Marzo 2017

Palazzetto dello Sport, lettera aperta al sindaco di Luino Andrea Pellicini

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Non è passato inosservato l’articolo pubblicato qualche giorno fa sul quotidiano “La Prealpina”, dove il sindaco di Luino, Andrea Pellicini, ha rilanciato la costruzione di un Palazzetto dello Sport nei pressi dell’ex area Visnova. Il progetto è stato inserito nel piano triennale dei lavori pubblici, e ha destato particolare attenzione in tutto il territorio. Una lettera di riflessioni, scritta da Diego Intraina, indirizzata al primo cittadino luinese.

Palazzetto dello Sport, lettera aperta al sindaco di Luino Andrea Pellicini.

Buongiorno Signor Sindaco,

ho potuto leggere sulla “Prealpina” alcune sue dichiarazioni, o meglio sarebbe dire desiderate, in merito alla costruzione di un palazzetto dello sport a Luino; devo dire che la notizia non è nuova, come non è nuova l’idea che periodicamente arriva alla stampa di un campo prova golf nell’area umida e pregiata (vedi studio PLIS pagato da Fondazione Cariplo) dei Paü. Bisogna subito dire che i paragoni e le garanzie da Lei citate per rappresentare un sicuro successo, la sede Canottieri Luino e soprattutto la piscina comunale “le Betulle”, non sono particolarmente felici. Basta pensare all’inserimento urbanistico della nuova sede e alle vicissitudini che hanno interessato il centro Betulle.

Non vorrei essere frainteso, non sto mettendo in discussione la necessità della struttura sportiva Canottieri, a cui non si può riconoscere altro che meriti e onori, sto solo parlando dell’insistenza di voler persistere nell’errore della prescelta localizzazione, a dir poco insensibile rispetto ad un probabile e futuribile riassetto dell’intera area Ratti (ma su questo è già stato scritto molto). Per non dimenticarci del centro sportivo “Le Betulle”, vicissitudine durata quasi due anni, con disdette e appalti perlomeno strani, al fine di poter assegnare in gestione la struttura. Voglio ricordarLe che, l’allora gruppo consigliare di minoranza di Rosaria Torri, ha dovuto protocollare alcune “future memorie”, “occupare” una mattina il Palazzo Comunale, raccogliere le firme e organizzare un’assemblea pubblica per fare in modo che la Sua Amministrazione cambiasse la visione sulle cose e si arrivasse a questa gestione. Fortunatamente il buon senso, anche se in ritardo, ha salvato l’impianto dalla chiusura a cui ci si era pericolosamente avvicinati. Purtroppo, forse perché male consigliato, il buon senso non è riuscito ad avere la meglio nel caso della Canottieri: evitare uno “spreco urbanistico” per quanto riguarda la scelta d’inserimento e non del luogo.

Comunque a parte queste considerazioni che si capiranno probabilmente col passare degli anni, entro nel merito della questione. Inserire in bilancio un palazzetto dello sport senza prima aver fatto nessun studio sulla fattibilità economica e di necessità del servizio è alquanto bizzarro, se vogliamo ascoltare le tanto osannate (solo quando c’è da tagliare qualche serio servizio sociale e assistenziale) teorie sulla sostenibilità e sulla sobrietà. Risulta essere ancora più bizzarro aver individuato la localizzazione senza che questa, per l’appunto, sia stata anticipata da un’analisi sulla dinamica economica e territoriale dell’area in questione e sui costi permanenti dell’impianto che graveranno sulla comunità.

Pensare di localizzare un palazzetto dello sport nell’area libera della stazione (fino ad oggi concessa in diritto di superficie), nelle vicinanze dell’area ex Visnova, è voler semplicemente anticipare la campagna elettorale e non agire, come si dovrebbe fare, in modo politico e responsabile: affrontare con studi generali e riflessioni serie le relazioni e i bisogni concreti, senza inciampare in astratte anticipazioni riconducibili a desideri propri , di una città che è in continua trasformazione anche per quanto riguarda i comportamenti della domanda/offerta. Tanto per intenderci, evidentemente nell’area in questione non essendoci dei particolari plus-valori, come nell’area Ratti (anche qui non propriamente facili, forse per l’aggravamento dell’eccessivo costo iniziale dell’area), i probabili investitori non verrebbero stimolati da alti costi supplementari (standard qualitativi) infrastrutturali come un palazzetto dello sport (il caso parcheggio Coop, da Lei citato, ha un’altra storia facilmente intuibile). Localizzare una struttura vuol dire non solo pensarla a livello d’inserimento spaziale, ma anche capire la dinamica interna degli investimenti, i contrappesi degli scambi (dare del pubblico per avere dal privato: vedi l’attuale trascinamento dell’ex area Borri), i costi di gestione e le relazioni funzionali. Vuol dire predisporsi ad organizzare un piano dove le infrastrutture non vengono seminate casualmente nella città, solo seguendo indiscriminatamente la disponibilità delle aree libere, ma vuol dire intuire e ottimizzare relazioni funzionali che possono potenziare la nuova offerta, in questo caso il palazzetto, e quella esistente a cui questo si andrà a connettere.

Dunque, anche nell’infrastrutturazione di una città diventa importante lo spirito della relazione. Signor Sindaco, per evitare di fare il Suo stesso errore, non voglio precludere nessuna decisione, però, qualora venisse presa con piena serietà (studio di fattibilità) e condivisa serenità (processi partecipativi), il destino del palazzetto non potrà, per evidenti motivi, non confrontarsi con le possibili e opportune connessioni presenti nella città, e una di queste, mi permetto di cosigliarla, è il centro sportivo “Le Betulle”. Il centro, oggi presenta un impianto piscine di vecchia generazione, potremmo dire un edificio energivoro che fra qualche anno andrebbe completamente ricostruito per seri problemi di sostenibilità economica; un edificio che potrebbe essere facilmente trasformato senza particolari problemi in un palazzetto dello sport “minimale” (come Lei ha detto o perlomeno mi sembra d’aver interpretato nella Sua dichiarazione), permettendo così d’inserire finalmente nelle possibilità finanziarie (piano triennale) una costruzione efficiente, integrandola nella stessa area, di un nuovo edificio piscine.

Questo è sicuramente un investimento maggiore, prendi due e paghi uno e mezzo, ma che permetterebbe alla città, negli anni successivi, di ritrovarsi attrezzata organicamente e funzionalmente con riduzioni significative dei costi di gestione: energia, manutenzione, personale, facilitazione nell’organizzazione degli eventi, oltre che di risparmio d’aree strategiche. Non è da sottovalutare che questa decisione andrebbe valutata anche per la possibilità che potrebbe offrire l’inserimento del palazzetto in questo centro: permetterebbe l’esclusività, attraverso l’utilizzo contemporaneo con la palestra esistente, di organizzare manifestazioni articolate.

Signor Sindaco, spero di non aver stravolto i suoi desideri, ma d’aver contribuito a rendere i Suoi pensieri maggiormente strutturati e interessanti. La ringrazio per la Sua disponibilità all’ascolto”.

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