16 Marzo 2017

Il Senato respinge la decadenza di Minzolini. M5S: “Voto di scambio tra Pd e Forza Italia”

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Bagarre questa mattina al Senato, dopo che l’aula ha respinto la decadenza di Augusto Minzolini, che così resta in carica come senatore di Forza Italia. Il Movimento 5 Stelle attacca: “Voto di scambio tra Forza Italia e Partito Democratico per il ministro Lotti e Minzolini”.

ANSA/GIUSEPPE LAMI

Il Senato respinge la decadenza di Minzolini. M5S: “Voto di scambio tra Pd e Forza Italia”. L’Aula del Senato salva Augusto Minzolini che resta in carica come senatore di Forza Italia. I senatori hanno infatti approvato con 137 sì, 94 no e 20 astenuti l’ordine del giorno di FI che respingeva la deliberazione della Giunta per le Immunità che nel luglio scorso aveva dichiarato decaduto l’ex giornalista dal mandato di parlamentare perché condannato con sentenza passata in giudicato. Il voto dell’odg è stato accolto da un lungo applauso. Al Pd era stata lasciata libertà di coscienza sul voto. Minzolini nel suo intervento in Aula ha annunciato che si sarebbe dimesso qualunque fosse stato l’esito del voto. Forza Italia aveva provato a far slittare il voto con due odg.  I senatori del Pd che hanno votato insieme a Forza Italia per “salvare” Augusto Minzolini sono stati 19. Mentre quelli di Ap sono stati 23. Nessuno invece di Mdp che hanno votato quasi tutti contro. Ventiquattro Dem e 4 Mdp non erano presenti al momento del voto dell’odg con il quale è stata respinta la decisione della Giunta per le Immunità.

M5s all’attacco: “Voto di scambio Fi-Pd ‘Lotti-Minzolini'”. “Tra il Pd e FI c’è stato di fatto un voto di scambio. I dem ieri hanno salvato Lotti per lo più uscendo dall’Aula e facendogli abbassare il quorum e loro oggi gli hanno salvato Minzolini che resta senatore di FI. E’ una vera vergogna. Hanno dimostrato di essere una Casta che vuole restare al di sopra della legge”. Così il M5S con Mario Michele Giarrusso, ha commentato il “salvataggio” di Minzolini da parte dell’Aula del Senato anche con i voti del Pd.

“Sono pronto a bere la cicuta”. Così il senatore di FI, Augusto Minzolini, ha chiuso il suo intervento nell’Aula di Palazzo Madama che deve pronunciarsi sulla sua decadenza dal mandato di parlamentare, perché condannato con sentenza passata in giudicato. Minzolini, nella sua dichiarazione difensiva ha invitato i parlamentari a non prendere “decisioni ipocrite e pilatesche” e ha citato una frase che gli disse “qualche tempo fa Antonio Di Pietro” e cioè che “la politica porta guai…”. A conclusione del suo intervento è esploso nell’emiciclo un grande e lungo applauso.

Il gruppo di FI del Senato presenta nell’Aula di Palazzo Madama due ordini del giorno per evitare che l’Assemblea si pronunci sulla decadenza dal mandato parlamentare di Augusto Minzolini: uno punta a far tornare in Giunta per le Immunità la vicenda, l’altro a respingere la deliberazione della Giunta che a luglio decise di proclamarlo decaduto dall’attività di parlamentare perché condannato con sentenza passata in giudicato.

L’ex direttore del Tg1 è stato condannato in via definitiva dalla Corte di Cassazione per peculato continuato nel novembre del 2015 a causa dell’utilizzo della carta di credito Rai. Sul caso di Augusto Minzolini, il giornalista e senatore di Forza Italia, condannato con sentenza passata in giudicato, il gruppo del Pd dà ai suoi senatori libertà di coscienza. Cioè i parlamentari Dem potranno decidere liberamente se accogliere o meno la proposta della Giunta per le Immunità che lo scorso luglio ha dichiarato decaduto dal mandato di parlamentare Minzolini in nome della legge Severino. Ma secondo quanto si apprende in ambienti della maggioranza molti nel Pd sarebbero pronti a salvarlo.

“Qualunque sia l’esito del voto un attimo dopo rassegnerò le dimissione da senatore. Dopo però non prima perché voglio appunto che il Senato si esprima su un caso che io considero, con tutto il rispetto che posso avere per la magistratura, una grande ingiustizia”. Così in Aula del Senato interviene il senatore Augusto Minzolini che si dice “vittima di una vicenda kafkiana”. “Alla fine di questo calvario”, aggiunge “sono convinto che la battaglia intrapresa vada al di là della mia persona”. “Sono convinto che – prosegue – certe incongruenze rappresentino occasione per fare punto sulla giustizia e la democrazia nel nostro Paese”. Poi Minzolini sottolinea che “queste battaglie per essere efficaci” devono essere “sterilizzare da interesse personale. Debbono essere solo battaglie di principio”. (ANSA)

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