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2 Luglio 2014

Riforme, resta l’immunità anche per i senatori. Il testo arriverà in aula il 9 o 10 luglio

Tempo medio di lettura: 2 minuti

Non cambia nulla nella politica italiana, nonostante si sia sbandierato in lungo ed in largo la frase e l’hashtag #cambiamoverso. Ieri il Parlamento, con larga maggioranza, ha ripristinato l’immunità prevista dall’articolo 68 della Costituzione, anche per i “nuovi” Senatori della Repubblica. E’ passato in Commissioni Affari Costituzionali l’emendamento dei relatori Finocchiaro e Calderoli che mira a stabilire lo scudo per Palazzo Madama. Il solo voto sfavorevole, in commissione, è stato quello del Movimento 5 Stelle. Così sta per tornare l’immunità per deputati e senatori: la modifica alla bozza dell’esecutivo, che inizialmente non prevedeva lo scudo per Palazzo Madama, era stata accolta tra le polemiche nei giorni scorsi.

(all4shooters.com)

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L’articolo 68 della Costituzione Italiana: l’immunità parlamentare. L’articolo 68 della Costituzione recita: “I membri del Parlamento non possono essere chiamati a rispondere delle opinioni espresse e dei voti dati nell’esercizio delle loro funzioni. Senza autorizzazione della Camera alla quale appartiene, nessun membro del Parlamento può essere sottoposto a perquisizione personale o domiciliare, né può essere arrestato o altrimenti privato della libertà personale, o mantenuto in detenzione, salvo che in esecuzione di una sentenza irrevocabile di condanna, ovvero se sia colto nell’atto di commettere un delitto per il quale è previsto l’arresto obbligatorio in flagranza. Analoga autorizzazione è richiesta per sottoporre i membri del Parlamento ad intercettazioni, in qualsiasi forma, di conversazioni o comunicazioni e a sequestro di corrispondenza.” Con la riforma del 1993 si è escluso dall’immunità parlamentare il caso in cui un deputato dovesse essere perseguito in virtù di una sentenza di condanna passata in giudicato e si è eliminata la necessità dell’autorizzazione a procedere per sottoporlo a procedimento penale.

La reintroduzione dell’immunità parlamentare. In Commissione è passata con il voto favorevole della maggioranza di Governo, di Forza Italia (tranne Minzolini) e della Lega Nord. La proposta è dei relatori Finocchiaro e Calderoli. Il ministro Boschi, invece, ne ha solo preso atto, provando a derubricarla come questione minore.

E il governo? “Ha dato parere favorevole” alla luce del dibattito che si è svolto in commissione”. Un’immunità “in forma molto ridotta dopo la riforma del 1992 che resta a presidio della libertà di esercizio delle funzioni” dei parlamentari, spiega la presidente della Commissione Affari Costituzionali Anna Finocchiaro. “Noi abbiamo avuto una discussione generale molto ricca e un’indagine conoscitiva con molti costituzionalisti. Che il testo della nostra Costituzione restasse inalterato è stata una richiesta largamente avanzata. Tutti hanno confermato la necessità che restasse l’autorizzazione della camera di appartenenza per essere sottoposti a perquisizione, arresto e intercettazioni”.

Il commento di Giovanni Endrizzi, capogruppo M5S in commissione Affari Costituzionali al Senato. “La commissione Affari Costituzionali del Senato, con il solo voto contrario del Movimento 5 Stelle e del gruppo Misto, ha reintrodotto l’immunità parlamentare totale per i senatori. Questo senza nemmeno sapere se i membri del Senato della Repubblica saranno eletti dai cittadini oppure nominati dalle segreterie di partito. Dopo la sentenza della Corte Costituzionale che ha abolito il Porcellum tra l’altro come ‘padri costituenti’ di fatto siamo già ‘padri illegittimi’. Ora, che a questa politica si mantenga il privilegio dell’immunità parlamentare totale è uno sfregio al dialogo con i cittadini”.

Per consultare ed analizzare in che modo funziona l’immunità parlamentare all’estero consultare il sito libertadiopinione.it, che propone un interessante articolo al riguardo.

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