13 Marzo 2017

Luino, la voce delle donne tra pop e rock

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(emmepi) Un bel pomeriggio insieme ai “Trip to Venus” che sabato a Luino hanno dedicato una video conferenza con musica dal vivo all’universo femminile tra musica pop e rock.

(emmepi)

Luino, la voce delle donne tra pop e rock. Amano cambiare nome ogni volta che si esibiscono, ma in realtà sono sempre loro: Claudio Mella, Antonio Azzarito, Marco Chemello e Tamara Leporini, che questa volta, hanno scelto il nome “Trip to Venus” per la video conferenza con musica dal vivo dedicata all’universo femminile nella musica pop e rock, che sabato 11 marzo scorso ha chiamato a raccolta numerosissimi appassionati, che hanno occupato ogni posto disponibile nella sala conferenze della biblioteca di Villa Hussy, con molte persone sedute addirittura per terra, pur di assistere al tributo alle cantanti e cantautrici che, nel corso degli anni, “si sono dovute confrontare con un mercato discografico dominato dagli uomini”.

Del resto, per i quattro appassionati e affiatatissimi musicisti ogni pretesto è buono per fare musica e non poteva sfuggire la ghiotta occasione della recente giornata internazionale della donna, celebrata l’8 marzo, per raccontare voci, stili musicali e storie che, dagli anni ’20 fino ai giorni nostri, hanno caratterizzato la musica americana e anglosassone: “La nostra proposta mira ad esaltare la donna dell’atto di esprimere se stessa, vera ed assoluta protagonista in veste di vocalist, strumentista e autrice”. Ecco allora brevi filmati, molti dei quali rari, alternati a tanta musica dal vivo, suonata rigorosamente senza alcuna amplificazione.

Partendo dalla britannica Amy Winehouse, scomparsa giovanissima nel 2011, la cui voce, in fatto di emozioni, può essere paragonabile a quella di Janis Joplin, e dalla statunitense Suzanne Vega, il cui “Tom’s diner” fu il primo pezzo campionato in mp3, la carrellata tra le voci femminili più o meno famose, ha attraversato miti come le “Women in blues” Betty Smith, Billie Holiday, Big Mama Thornthon ed Etta James; ha fatto ha fatto conoscere o riscoprire Natalie Merchant, Rosetta Tharpe, Linda Thompson, Kate Wolf, Tracy Chapman, Joni Mitchell. Che dire, poi, di Chrissie Hyde, della band rock anglo-statunitense che, pur avendo cambiato più volte formazione, la vede ancora leader indiscussa del gruppo?

La risposta è stata data da Antonio Azzarito, a cui è stato affidato il compito di collegare tra loro filmati e brani suonati dal vivo:Il rock non è solo bella musica, ma anche messa in scena, teatralità ed erotismo”. Non di solo erotismo, però è costellato l’universo del pop rock al femminile, ma anche di poesia, grazie alla californiana Kate Wolf, la cui carriera di cantautrice folk è stata bruscamente interrotta dalla sua morte prematura. Straordinariamente calda la voce di Tracy Chapman, la cantautrice nera folk considerata la più importante dagli anni ’80 in avanti. Michelle Shocked, invece, fu considerata una mezza rivoluzionaria, perché difendeva qualsiasi tipo di diritti, fino al punto di essere arrestata in seguito alla sua partecipazione ad “Occupy Los Angeles”, nel novembre 2011. Proprio durante questo arresto viene immortalata da un’istantanea che la ritraeva immobilizzata dai poliziotti. La medesima immagine verrà poi utilizzata dalla cantante come copertina di quello che sarà il suo album più noto, “Short Sharp Shocked”.

Non solo cantautrici, ma anche testimoni dei cambiamenti di un’epoca. Infatti la notorietà di Patsy Cline è legata, oltre che alla voce, al fatto di aver dettato il costume e il modo di vivere degli americani: gli anni ’50 immortalati da film come Happy Days derivano infatti proprio dal suo modo di vestire. Molti avrebbero dovuto essere i nomi delle cantautrici selezionate dai “Trip to Venus”, ma ricordarle tutte avrebbe richiesto molto più tempo delle due ore ininterrotte dello spettacolo, perciò i quattro amici musicisti hanno concluso il loro viaggio musicale con l’indimenticabile Nina Simone, cantante, pianista, scrittrice e attivista per i diritti civili statunitense (1933/2003), della quale è stato ricordato che, sesta di otto figli, già all’età di sette anni suonava e cantava all’oratorio della chiesa. Il pregiudizio razziale la penalizzò per lungo tempo e fu grazie al contributo della comunità di colore locale che Nina poté iscriversi a una scuola di musica a New York.

Doverosi e sentiti i ringraziamenti del gruppo a Nadia Fantato, direttrice della Biblioteca, per aver avuto l’idea della serata, ma anche all’Amministrazione Comunale e in particolare all’Assessore Piermarcello Castelli, presente alla video conferenza. Dopo aver presentato i componenti del gruppo, Antonio Azzarito ha ricordato anche il prezioso contributo dei collaboratori: Doris per il montaggio delle slides e Nicola alle luci. Per parlare delle donne, dunque, della loro creatività in tutte le epoche e in ogni forma non è necessario aspettare esclusivamente l’8 marzo, ma ogni giorno dovrebbe essere l’occasione per “celebrare la loro natura originaria, molteplice e sfaccettata, di per sé potente e luminosa; che si manifesti delicata o sensuale o aggressiva o leggera o impegnata o irriverente o amara o ironica, pudica o scontata, sempre in grado di veicolare una grazia selvaggia e libera, una carica emotiva complessa e allo stesso tempo diretta e istintiva…” come ha scritto Tamara Leporini in chiusura dell’opuscolo che conteneva i testi tradotti in italiano dei brani cantati dal gruppo.

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