I volontari della Croce Rossa di Luino sperimenteranno, a partire da domani, sabato 25 febbraio, un progetto pilota di formazione ed informazione. L’iniziativa è destinata a tutti i migranti ospitati all’Asilo Mariuccia di Porto Valtravaglia.

Da domani al via un progetto pilota della CRI Luino per i migranti dell’Asilo Mariuccia. Non solo accoglienza ed iniziative che mirano ad una maggiore integrazione, con l’alternanza scuola-lavoro, ma anche dei corsi veri e propri per accrescere le conoscenze nei migranti ospitati presso l’Asilo Mariuccia di Porto Valtravaglia. Così, nonostante imperversino ancora sui social network le critiche da parte della cittadinanza del nostro territorio verso questi ragazzi e ragazze straniere, viene dato avvio ad un progetto pilota, dal grande rilievo socio-culturale, frutto di una concreta sinergia ideata dalla Croce Rossa di Luino. Saranno coinvolti oltre venti volontari della CRI di Luino, con il placet del direttore Bruno Campagnani e le volontarie dell’Asilo Mariuccia, Enrica Nogara e Isabella Boila. Grande soddisfazione anche per il sindaco Adriano Giacobazzi. Il progetto prevede un corso di primo soccorso, educazione alla malattie sessualmente trasmissibili, buone e corrette pratiche di igiene, conoscenza generale delle dinamiche delle chiamata al 112 e la storia della CRI. Oltre a questo corso Campagnani, insegnanti, educatori e volontari stanno ragionando per organizzare alcuni corsi di storia e geografia non solo del loro continente, ma anche dell’Italia, per una maggior consapevolezza di ciò che hanno intorno e per far capir loro in che contesto sono arrivati e quali aspettative possono avere.
“In questi anni di esperienza con i migranti – spiega il direttore dell’Asilo Mariuccia, Bruno Campagnani -, ci è capitato che arrivassero persone ammalate. Certo, situazioni non gravissime, ma rischiose, anche per la collettività. Ragazzi portatori di epatite o con malattie contagiose. Sin dall’inizio, così, abbiamo collaborato strettamente con l’ufficio vaccinazione dell’ATS di Luino. Dopo aver segnalato il nominativo, nel giro di poco tempo, vengono fatti i primi screening medici, ad esempio ricordo un caso di TBC. Dopo il monitoraggio della malattia il ragazzo è stato curato. Lavorare in questo modo ha una duplice valenza: è importante per loro e allo stesso tempo è utile per la salute pubblica. Ci siamo resi conto, quindi, che c’era un problema di conoscenze basiche. Gli educatori ci aiutano, soprattutto per informare i ragazzi sulle norme di igiene personali e su come trattare il cibo. Quello che mancava, però, è proprio un corso di primo soccorso, come quello che abbiamo attivato con la CRI Luino, che ringrazio molto. Penso sia un bel segnale di integrazione. E’ grande lo stress che questi ragazzi hanno subito nel corso delle loro vite e durante i viaggi, tante le donne che arrivano con una sofferenza psicologica oltre il limite, ne hanno passate di ogni colore. Alcune di loro sono in carico al CPS di Luino, per attacchi di panico, con vissuti difficili da smaltire. A questo si aggiunge anche la situazione paradossale che vivono qui in Italia, sospesi senza sapere cosa sarà del loro futuro. A loro daremo alcune dritte banali, ma molto utili, perchè queste nozioni possono anche salvare delle vite: capiranno cosa fare, chi chiamare e come comportarsi in situazioni di pericolo o emergenza. Ci sono problemi con la lingua italiana, è normale, ma le insegnanti hanno cominciato a far conoscere loro il nome delle parti del corpo, delle malattie… Per noi e per loro è un grande stimolo questo corso, una base da cui partire, che credo dovrebbero frequentare tutti, indistintamente dalla provenienza o dal colore della pelle”.
“L’intenzione – sottolinea Pierfrancesco Buchi, presidente Croce Rossa Luino – è quella di avviare questo progetto pilota con i migranti ospitati a Porto Valtravaglia, per far sì che vengano a conoscenza di alcune buone pratiche utili per la loro integrazione sociale. Stare in Italia significa prima di tutto integrarsi con la nostra cultura e le nostre regole, confrontandosi con realtà come la nostra, nel rispetto ovviamente della propria identità d’origine. Partiamo con loro, ma vorremmo allargare la collaborazione anche ai comuni, alle Caritas e alle associazioni locali che ospitano i migranti su indicazione della Prefettura. Ovviamente però non esistono solo loro. Noi vorremmo che anche i ragazzi dell’Asilo Mariuccia possano avvicinarsi al nostro progetto formativo e con il Direttore Campagnani si sta studiando come andare in questa direzione. Ho poi in corso dei contatti con alcune associazioni sportive del territorio per ragionare su serate legate ai temi del primo soccorso, ma anche dell’accoglienza, per i propri giovani atleti. È fondamentale porre attenzione ai vulnerabili, agli ultimi, a chi è in difficoltà; ma il nostro personale è promotore di una precisa cultura che pone al centro della propria azione quotidiana tutta la Comunità e tutte le sensibilità ad essa collegate. I giovani, le associazioni, i cittadini trovano in CRI Luino e nei suoi volontari degli interlocutori a 360 gradi. Crediamo nella politica dell’agire per e con la Comunità, al fianco di chi crede e ha fiducia nella nostra azione a sostegno delle vulnerabilità”.
“E’ molto importante questo passaggio di integrazione e di inclusione sociale che, spero, li possa portare a realizzare un progetto di autonomia lavorativa e di vita in Italia – racconta la docente Enrica Nogara -. A questo proposito devo ringraziare il Presidente della Croce Rossa Di Luino, Pierfrancesco Buchi, perché ha accettato con entusiasmo la mia richiesta di promuovere per i ragazzi questo corso”.
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