14 Febbraio 2017

In uscita l’album dei luinesi “Gospel” tra ritmi rock, blues e soul

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Uscirà a marzo il primo album della band luinese “Gospel”, un lavoro frutto di grande passione di Lorenzo, Stefano ed Andrea, ai quale si è aggiunto anche Riccardo. La produzione artistica del disco è stata invece affidata ad un altro luinese, Marco Ulcigrai, frontman de “Il Triangolo”, prima in tour con “I Ministri” e ora con “Le Luci della Centrale Elettrica” di Vasco Brondi. Un pensiero anche per il compianto Andrea Cajelli, de “La Sauna Recording Studio” di Varano Borghi, dove i “Gospel” hanno registrato.

In uscita l’album dei luinesi “Gospel” tra ritmi rock, blues e soul. C’erano una volta una chitarra acustica, una manciata di canzoni e una passione innata per il folk, il blues e il soul. Inizia così la storia dei Gospel, ormai cinque anni fa, dalla spinta cantautorale di Lorenzo Balice. Le sue canzoni hanno una funzione terapeutica e nascono dall’esigenza ben precisa di esorcizzare il proprio vissuto, di parlare con se stesso apertamente, senza nascondersi. Per questo motivo scrive seguendo emozioni dettate dal momento, un’ispirazione umorale e non sistematica.

Nel progetto anche Stefano Dal Lago e Andrea Roncari. Passano alcuni anni e la chitarra acustica non basta più: le canzoni stanno crescendo, così come la voglia di completarle, arricchirle, ma soprattutto farle sentire. Per questo motivi entrano a far parte del progetto Stefano Dal Lago al basso e Andrea Roncari alla batteria, dando ufficialmente vita alla band.

Il primo album “Gospel” è il racconto di questi anni di lavoro, la naturale continuazione del percorso musicale e umano che i tre hanno intrapreso. La scelta della produzione artistica, per una band che fa dei legami un valore imprescindibile, non poteva che ricadere su Marco Ulcigrai (Il Triangolo/I Ministri), loro compaesano e amico da sempre.

Dieci canzoni serrate, dal sound blues e rock, con melodie a tra soul, influenzate dai Black Keys, da Jack White, ma anche da Neil Young e dalla black music. I riff potenti e le chitarre fuzzate si alternano ad acustiche cullanti, le tastiere anni ’70 si stendono come un tappeto melodico, supportato dalla coppia basso batteria che procede a denti stretti per tutta la durata del disco.

I testi sono intimi e viscerali: parlano di vita vissuta, sentimenti talvolta celati dietro a figure retoriche e simbolismi. Finite le registrazioni, seguendo il consiglio di Marco, la band decide di ampliare le proprie soluzioni musicali chiedendo a Riccardo Ligorio di unirsi come secondo chitarrista, tastierista e corista.

(Foto © Raffaella G. Fidanza, Cover album di G. Gallicchio)

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