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22 Gennaio 2017

Rigopiano, ritrovato corpo della sesta vittima. “Valanga pesante come 4 mila tir carichi”

Tempo medio di lettura: 2 minuti

Individuato il corpo “purtroppo privo di vita di uno dei dispersi” dell’Hotel Rigopiano, travolto mercoledì da una valanga. E’ quanto si legge sul profilo ufficiale Twitter dei Vigili del Fuoco. Un ritrovamento che porta a 23 il bilancio dei dispersi, che in mattinata era stato aggiornato a 24 dalla Prefettura di Pescara: “E’ stata segnalata da una delle persone salvate – riportava la nota diffusa in mattinata – la possibile presenza all’interno della struttura, al momento dell’evento, di un ragazzo senegalese lavoratore dell’albergo”.

(Foto - Infografica © ANSA)

(Foto – Infografica © ANSA)

Rigopiano, ritrovato corpo della sesta vittima. “Valanga pesante come 4 mila tir carichi”. I vigili del fuoco hanno individuato il corpo di una vittima all’interno dell’Hotel Rigopiano. Si tratta di un uomo ed è la sesta vittima ufficiale, finora, della slavina che ha investito l’albergo. Come “4.000 tir a pieno carico”: questa la pressione esercitata dalla slavina che si è abbattuta sull’hotel Rigopiano e che nella zona di accumulo ha pesato 120.000 tonnellate. Sono i dati del servizio Meteomont. “E’ stata una bomba, mi sono ritrovato i pilastri addosso. Ero seduto sul divano e i pilastri sono scivolati in avanti tagliandolo in due. Ci siamo salvati per questo”. Così Vincenzo Forti, uno dei superstiti, ha raccontato all’amico Luigi Valiante i drammatici momenti dopo la valanga che ha travolto la struttura. Forti è stato estratto dai soccorritori insieme alla fidanzata Giorgia Galassi. Lo continuano a ripetere tutti, come un mantra: “C’è ancora speranza”. Ma la verità è che dopo il miracolo sull’albergo sommerso di neve è sceso di nuovo il silenzio.

Gli ultimi quattro sopravvissuti, Francesca Bronzi, Giorgia Galassi, Vincenzo Forti e Giampaolo Matrone, sono stati estratti a notte fonda: ora sono 11 in totale gli scampati alla valanga. Poi l’hotel Rigopiano ha restituito solo morti: all’alba i vigili del fuoco hanno tirato fuori il corpo di una donna e un paio d’ore dopo ne hanno recuperata un’altra. Una è Nadia Acconciamessa, la madre del piccolo Edoardo. L’altra, identificata in serata, è Barbara Nobilio, 51 anni, di Loreto Apritino (Pescara), in vacanza con il marito, tuttora disperso. Erano anche loro al piano terra, in alcune stanze a meno di una decina di metri da dove sono stati salvati Edoardo, Ludovica e Samuel. Il tempo di caricare i loro corpi sull’elicottero e dall’ammasso di macerie e neve è uscito il corpo di un uomo: Sebastiano Di Carlo, 49 anni, il papà di Edoardo, orfano dunque di entrambi i genitori.

Ora sono cinque le vittime accertate, ma tutti sanno che è un numero parecchio a ribasso, considerando che mancano all’appello ancora 23 persone, quelle che il burocratese chiama “dispersi segnalati”, vale a dire coloro che erano nella lista ufficiale degli ospiti, i dipendenti e persone che non soggiornavano in hotel ma la cui presenza è stata segnalata da amici o parenti. All’elenco si è aggiunto Faye Dame, immigrato senegalese, di circa 30 anni, regolarmente assunto all’hotel Rigopiano. L’immigrato era nella struttura al momento della tragedia.

I soccorritori, a 1.200 metri d’altezza, stanno lavorando in condizioni estreme: da venerdì la neve si alterna alla pioggia, rendendo ancora più pesante quell’enorme blob di neve, detriti e alberi sradicati che ha sommerso l’hotel. Il rischio valanghe è salito a 4 su una scala di cinque, ‘rischio forte’. Per questo, chiunque arrivi lassù per lavorare deve indossare l’Arva – lo strumento che consente di essere localizzati sotto le valanghe – e deve registrarsi prima di entrare nell’area di ricerca. (ANSA)

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