16 Gennaio 2017

Trump contro Ue e Nato, “Bene la Brexit”. In programma incontro con Putin in Islanda

Il neo presidente americano Donald Trump nella sua prima intervista a un media britannico, il Sunday Times, si è raccontato a tutto tondo, parlando della politiche che vuole mettere in atto, sia sul proprio territorio, sia nei rapporti diplomatici. Giudicata positiva la Brexit, meno la Nato e la Ue.

(Foto © Getty Images)

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Trump contro Ue e Nato, “Bene la Brexit”. In programma incontro con Putin in Islanda. Gli europei potrebbero essere interessati da alcune limitazioni per quel che riguarda i viaggi negli Stati Uniti: Trump ha spiegato che il lunedì dopo l’insediamento alla Casa Bianca del 20 gennaio firmerà alcuni provvedimenti per rafforzare i confini degli Stati Uniti, che potrebbero comprendere anche restrizioni sugli europei che viaggiano negli Usa e “controlli estremi” per quelli che arrivano in America “da parti del mondo conosciute per il terrorismo islamico”. In un altro passaggio dell’intervista Trump ha definito “la Brexit una grande cosa e io farò un accordo con il Regno Unito”, mentre sulla Russia ha aggiunto: “dobbiamo cominciare a fidarci di Vladimir Putin”. “L’Unione europea – ha spiegato – rappresenta di base soltanto un mezzo per raggiungere gli obiettivi della Germania. Perciò ho trovato così intelligente che la Gran Bretagna sia uscita”.

La Nato – ha detto ancora il presidente eletto – è obsoleta. Non è attrezzata per combattere il terrorismo islamico e i suoi membri si appoggiano sull’America, non pagano quello che dovrebbero pagare”. In precedenza il presidente eletto in alcuni tweet era tornato sulla vicenda della fuga di notizie sul dossier-scandalo in mano agli 007 che parla di informazioni compromettenti sul tycoon nelle mani di Mosca affermando che i vertici dell’intelligence Usa “hanno compiuto un errore, e quando si sbaglia si dovrebbe chiedere scusa. Anche i media dovrebbero chiedere scusa”: così Donald Trump su twitter .

Trump ha fatto riferimento alle parole di Bob Woodward (giornalista investigativo che con Carl Bernstein fu autore dello scoop che portò allo scandalo del Watergate) che ringrazia per aver definito il dossier-scandalo “un documento spazzatura che non avrebbe mai dovuto essere presentato”. Il tweet prosegue ricordando come per Woodward “Trump ha ragione ad essere arrabbiato. Questi capi dell’intelligence hanno fatto un errore, e quando la gente sbaglia dovrebbe scusarsi”. Poi il tycoon aggiunge: “Anche i media dovrebbero scusarsi”.

Trump e Putin come Reagan e Gorbachev. E’ il sogno del tycoon e dello “zar” del Cremlino di riscrivere la storia dei rapporti tra Washington e Mosca, relazioni che a metà degli anni ’80 erano ancora caratterizzate dal gelo della Guerra Fredda e che sono ripiombate pericolosamente in quel clima. Così, proprio come Reagan e Gorbachev, Trump e Putin potrebbero incontrarsi nel giro di poche settimane in Islanda, a Reykjavik, teatro del summit del 1986 in cui furono gettate le basi per la fine della crisi degli euromissili. E’ il britannico Sunday Times a rivelarlo, citando fonti del governo di Londra che sarebbero state informate da membri del team del neo presidente americano. Ma il condizionale è d’obbligo, perché sia dal futuro portavoce della Casa Bianca, Sean Spicer, sia dall’ambasciata russa a Londra negano seccamente la notizia. “Falsa al 100%”, twitta Speicer, anche se la stampa britannica sembra non credere alle smentite. Tanto più che Trump, per tutta la giornata prodigo come sempre di tweet, non ha fatto cenno alla questione. Quanto basta a creare un giallo su un vertice che comunque è nell’aria da molto tempo, visto che sia Putin che Trump hanno più volte espresso il desiderio di incontrarsi presto, dopo che il tycoon si sarà insediato alla Casa Bianca venerdì prossimo.

Netta smentita del summit da parte del prossimo portavoce di Donald Trump alla Casa Bianca, Sean Spicer: “Non è vero, 100% falso”, scrive senza giri di parole Spicer in un tweet.

Trump vuole “sfrattare” la stampa dalla Casa Bianca  – Donald Trump starebbe pensando di “sfrattare” la stampa dalla Casa Bianca. E stando alle parole di Reince Priebus, nominato chief of the staff, i briefing quotidiani del portavoce potrebbero svolgersi fuori dalla residenza presidenziale. I corrispondenti della Casa Bianca verrebbero infatti trasferiti dalla West Wing di Pennsylvania Avenue al vicino edifico dell’Old Executive Office. (ANSA)

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