Questa volta, e con un preavviso nullo (“le consultazioni saranno aperte dalle 10 alle 19 di oggi 8 gennaio e dalle 10 alle 12 di domani”), Beppe Grillo chiede di scegliere quale futuro avrà a Strasburgo il MoVimento. In quale gruppo, cioè, dovrà far confluire i propri eletti. Attualmente nell’Efdd (la cui natura è cambiata, spiega il leader M5S), la scelta può essere fatta tra l’Alde (“gli unici ad aprire un dialogo con noi”), il Misto (ma non essere in un gruppo vuol dire non contare, è l’avvertimento) o restare in Efdd (gruppo di cui fa parte il partito di Nigel Farage, ndr).

Foto Roberto Monaldo / LaPresse
M5S di nuovo alle “urne”, in vista divorzio con l’Ukip. “Divorzio” in Europa tra il M5S e l’Ukip, il partito degli euroscettici britannico un tempo capitanato da Nigel Farage. Dopo mesi di frizioni, Beppe Grillo con un post a sorpresa sul blog dà la parola alla Rete, invitando gli attivisti a decidere sul gruppo europeo. Tre le opzioni tra le quali i militanti sono chiamati a scegliere sul blog del leader 5 Stelle: confluire nel gruppo politico Alde; confluire nel raggruppamento dei Non Iscritti; Rimanere nel gruppo politico Efdd”, nato dall’unione con l’Ukip e formato anche da gruppi politici minori. Si vota dalle 10 alle 19 di oggi e dalle 10 alle 12 di domani, 9 gennaio.
In un lungo post, Grillo spiega i motivi della scelta che ha portato a restituire la parola alla Rete, come al principio, quando i grillini approdarono a Bruxelles. “I recenti avvenimenti europei, come la Brexit – spiega a proposito dell’Ukip – ci portano a ripensare alla natura del gruppo Efdd. Con lo straordinario successo del Leave, Ukip ha raggiunto il suo obiettivo politico: uscire dall’Unione europea. Parliamo di fatti concreti: Farage ha già abbandonato la leadership del suo partito e gli eurodeputati inglesi abbandoneranno il Parlamento europeo nella prossima legislatura. Fino ad allora, i colleghi inglesi saranno impegnati a valorizzare le scelte che determineranno il futuro politico del Regno Unito”.
“Abbiamo studiato le percentuali di voto condiviso con Ukip e le atre delegazioni minori: la cifra non supera il 20%. Molto poco. Rimanere in Efdd – illustra Grillo – equivale ad affrontare i prossimi due anni e mezzo senza un obiettivo politico comune, insieme a una delegazione che non avrà interesse a portare a casa risultati concreti”.
“Ci ritroviamo nelle condizioni di rimanere in Parlamento con le prerogative derivanti dall’appartenenza a un gruppo politico, ma senza la possibilità di fare il massimo per realizzare il programma del MoVimento 5 Stelle in Europa”. Ma tra le righe, anche un’accusa. “Non nascondiamo anche un certo disagio – scrive Grillo – rispetto all’utilizzo improprio di capitali delle Fondazioni (a cui noi abbiamo rinunciato e continueremo a rinunciare) da parte di alcuni colleghi di Efdd, in riferimento alle notizie pubblicate e da cui prendiamo le dovute distanze”. (ADNKRONOS)
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