2 Dicembre 2016

I giovani italiani leggono poco, si informano su Facebook e fanno pochi figli

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Legge pochissimo ma guarda molta tv, per informarsi preferisce Facebook ai quotidiani, si muove in macchina preferendo i modelli ‘green’ che rispettano l’ambiente, ma soprattutto è più povero di quanto non lo fosse suo nonno, si sposa sempre meno e fa meno figli: è la fotografia dei giovani italiani scattata dal Censis nel 50mo rapporto pubblicato oggi.

Giovani italiani: leggono poco, si informano su FB e fanno pochi figli

(trucchifacebook.com)

Non è un Paese per genitori. Lo studio conferma che “l’Italia non è un Paese per genitori. Che nel Belpaese si facciano troppi pochi figli e sempre più avanti negli anni è una consapevolezza ormai diffusa nell’immaginario collettivo. Nel sentire comune, la prima causa imputata rispetto al crollo delle nascite è la grave e perdurante crisi economica”. La ricchezza dei giovani, infatti, “è inferiore del 41% rispetto a quella dei sessantenni, che stanno sempre meglio. Per gli over 65 il reddito infatti è aumentato del 24,3%”.

La ricchezza dei ‘millennial’, secondo l’analisi del Censis, “è inferiore del 4,3% rispetto a quella dei loro coetanei del 1991, mentre per gli italiani nell’insieme il valore attuale è maggiore del 32,3% rispetto ad allora e per gli anziani è maggiore addirittura dell’84,7%. Il divario tra i giovani e il resto degli italiani si è ampliato nel corso del tempo, perchè venticinque anni fa i redditi dei giovani erano superiori alla media della popolazione del 5,9% (mentre oggi sono inferiori del 15,1%) e la ricchezza era inferiore alla media solo del 18,5% (mentre oggi lo è del 41,1%)”.

Laureati ma poco affascinati dalla lettura. Benché il tasso di laureati sia del 13,1% della popolazione di età superiore ai 15 anni, il numero di lettori in Italia è stabilmente basso: nel 2015 solo il 42% della popolazione di 6 anni e oltre ha letto almeno un libro nel corso dell’anno. I “lettori forti” (che hanno letto più di 12 libri l’anno) sono solo il 13,7%, con un aumento di 2,4 punti negli ultimi vent’anni. A romanzi e saggi, gli italiani preferiscono la tv: nel 2016 la televisione continua ad avere un pubblico sostanzialmente coincidente con la totalità della popolazione (il 97,5% degli italiani, con +0,8% nell’ultimo anno), soprattutto quelli della tv digitale terrestre (+1,5%) e satellitare (+1%), mentre gli utenti delle diverse forme di tv via internet si attestano al 24,4% e quelli della mobile tv all’11,2% (erano solo l’1% nel 2007). La crescita cumulata per la tv via internet nel periodo 2007-2016 è pari a +14,4 punti percentuali di utenza.

I quotidiani cartacei perdono lettori, ridotti al 40,5% degli italiani (-1,4% nell’ultimo anno, -26,5% complessivamente nel periodo 2007- 2016), mentre continua ad aumentare l’utenza dei quotidiani online (+1,9% nell’ultimo anno) e degli altri siti web di informazione (+1,3%). Mantengono i propri lettori i settimanali (+1,7%) e i mensili (+3,9%). Facebook si afferma sempre più come fonte d’informazione per gli italiani.Tra le prime fonti utilizzate per informarsi, dopo il 63% dei telegiornali si colloca il social network di Zuckerberg con il 35,5% e i giornali radio con il 24,7%. I quotidiani non superano il 18,8%. Il 19,4% sceglie i motori di ricerca come Google, il 10,8% YouTube e il 2,9% Twitter.

Italiani sempre più connessi. Continua la crescita impetuosa degli utilizzatori di smartphone (+12% in un anno: una crescita superiore a quella di qualsiasi altro mezzo), arrivati al 64,8% degli italiani (e all’89,4% dei giovani di 14-29 anni). La penetrazione di internet aumenta di 2,8 punti percentuali nell’ultimo anno e l’utenza della rete tocca un nuovo record, attestandosi al 73,7% degli italiani (e al 95,9%, cioè praticamente la totalità, dei giovani under 30). La crescita complessiva dell’utenza del web nel periodo 2007-2016 è stata pari a +28,4%: nel corso degli ultimi dieci anni gli utenti di internet sono passati da meno della metà a quasi tre quarti degli italiani (dal 45,3% di utenza complessiva nel 2007 al 73,7% nel 2016.

L’auto si sceglie green. Pur ricoprendo un ruolo centrale nelle scelte di mobilità degli italiani (si usa difatti nel 60,8% degli spostamenti quotidiani, con un aumento nell’ultimo decennio del 2,1%), l‘auto è più green. Ora si riducono le emissioni: quelle di CO2 sono passate dai 144,3 grammi per chilometro delle auto immatricolate nel 2008 ai 114,8 gr/km di quelle immatricolate nel 2015, come risulta dall’indagine Censis-Unrae. Oltre alla recente progressione delle vendite di vetture ibride ed elettriche (sono passate dallo 0,3% dell’immatricolato nel 2011 all’1,6% nel 2015), cresce l’attenzione degli italiani per queste soluzioni: il 65,1% si dichiara interessato e la percentuale sale al 78,3% nella fascia d’età 18-24 anni. Il 38,5% degli italiani maggiorenni è fortemente interessato anche al car sharing e al car pooling oppure è già utente di questi servizi. E tra i giovani si sale al 55,8%. (AGI)

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