La mostra sarà visitabile sabato e domenica, dalle 10 alle 12 dalle 15 alle 19, e naturalmente tutti gli altri giorni della settimana chiamando gli artisti al 340.0661614 oppure 335.8049040.
(emmepi) “Due fratelli che espongono insieme, legati da qualche cosa, ma anche divisi. È bello vedere come ci sia legame nella creatività, che si esprime in forme diverse: una fantasia più sciolta, slegata dalle convenzioni, quella di Riccardo; una figurazione più controllata, ma non priva di fantasia quella di Alberto. Credo che sia bello vedere questo confronto”. Con queste parole il sindaco Marco Fazio ha inaugurato, sabato 19 novembre scorso, presso l’ex colonia elioterapica, la mostra “Forme e colori dell’anima”, che ha visto protagonisti il pittore Riccardo Chisari e lo scultore Alberto Chisari, i quali hanno esposto alcune delle opere più prestigiose della loro produzione artistica.

(Foto © Marina Perozzi)
“A due voci o quattro mani per un linguaggio artistico in un’armonica quanto affettiva fratellanza”. Recitava la locandina dell’evento, che, grazie al sapiente allestimento realizzato con la collaborazione di Carla Benecchi e alla straordinaria location, si è rivelato un’autentica esplosione di energia positiva e di luminosità. Dipinti su tela, legno, stoffa (alcuni di grandi dimensioni), ma anche rotoli di tela inchiostrati con colori vegetali, smalti, acrilici, nitro, oro e argento, a conferma della grande versatilità del vulcanico Riccardo Chisari, nato a Tripoli nel 1953, ma rientrato in Italia come profugo nel 1970 a causa dei noti moti rivoluzionari. Del pittore ormai si riconosce lo stile, grazie soprattutto alle mostre realizzate nel suo atelier “Gocce d’Arte” in Via Vittorio Veneto a Luino, ma poco si sa, invece, del fratello, lo scultore Alberto, più riservato e abituato ad esprimere la sua arte nel silenzio e nell’intimità del suo studio varesino.
Ecco dunque l’occasione di questo evento per avvicinarsi a due mondi così diversi e tuttavia non antitetici. “Mio fratello è il mio alter ego, con cui mi confronto, lavorando con lui e condividendo gioie, dolori e pensieri”. Ha affermato Riccardo, parlando di Alberto. “Se non ci fosse lui avrei abbandonato questo mondo dell’Arte che, il più delle volte, ti fa soffrire, perché ti impegni su qualcosa che non paga, che non rende”. Due modi di lavorare diversi, ma complementari: il pittore è abituato a realizzare le sue opere dopo aver rigorosamente e minuziosamente preparato un progetto; lo scultore si lascia invece guidare dall’istinto, da ciò che prova in un dato momento.
La sua produzione artistica è caratterizzata da momenti diversi d’ispirazione, nei quali usa materiali differenti tra loro: dalle cere al gesso e alla creta, tecnica a cui si è accostato in passato, sotto la guida di maestri come Sergio Tapia Radic, che per alcuni anni visse e operò a Luino; ma anche la terracotta il legno, “a cui si può dare una seconda vita” e, da due anni a questa parte, la ceramica. Una straordinaria capacità di plasmare la materia ha permesso ad Alberto Chisari di realizzare busti di donna dallo sguardo enigmatico, misterioso, pensieroso; figure di animali, possenti e anatomicamente perfetti; immagini allegoriche e figure più mistiche e stilizzate, quasi inanimate; sculture che parlano sottovoce e sembrano volersi muovere (se potessero farlo) in punta di piedi; legni cesellati con una minuziosità e una pazienza quasi monacale; linee quasi sempre arrotondate e prive di spigoli acuti; forme quasi sferiche, morbide, rilassanti e accoglienti.
“Io e mio fratello Riccardo non siamo avversari: lui è un trascinatore di masse, mentre io lavoro nascosto nel mio angolino”. Ha sottolineato Alberto Chisari parlando del suo rapporto con Riccardo, ma lasciando trapelare un’intesa di anime che si compensano davvero a vicenda, in un arricchimento che oltrepassa sicuramente l’ambito artistico, arrivando ad influenzare positivamente anche i rapporti con gli altri. Non a caso momenti di musica e di poesia hanno contribuito a rendere ancora più piacevole la visita alla mostra.
“Questo, è un modo di fare cultura condivisa – ha affermato il sindaco Fazio – non la proposta di un singolo, ma un radunarsi di persone e di creatività che animano un paese”.
© Riproduzione riservata



Vuoi lasciare un commento? | 0