Una bella storia di solidarietà, rete e condivisione, che arriva direttamente dai social network, è quella di Nino, signore 72enne che grazie ad un gruppo Facebook luinese, ma soprattutto grazie alle decine di volontari che si spendono quotidianamente per aiutare i bisognosi del territorio, è riuscito ad avere una casa e un’automobile, entrambe offerte da persone che, in un mondo sempre più legato all’individualismo, sembrano un bagliore di sole dietro le nubi.
Luino: la storia di Nino, il 72enne che grazie a Facebook ora ha una casa ed un’auto. E’ una vicenda che potrebbe ricordare una sceneggiatura di un film del neorealismo italiano quella di Nino Albani, un 72enne dell’alto Varesotto che negli scorsi giorni dopo aver abbandonato la sua casa, in comune accordo con il proprietario, ha vissuto momenti difficili. Ma partiamo dall’inizio. Nino, insieme alla moglie, viveva in una casa in via Valleggio a Luino da dodici anni circa, appartamento concessogli gratuitamente dal signor Galli, al quale la coppia aveva chiesto aiuto. I due si occupavano di animali, ma sopravvivevano faticando ad arrivare a fine mese. Il signor Galli e la moglie, infatti, nel corso degli anni li hanno sempre aiutati, per qualsiasi necessità. Qualche anno fa, però, alla moglie è stata riscontrata una grave encefalopatia: da quel momento la loro vita è cambiata perchè la signora aveva bisogno di assistenza 24 ore su 24. Con il passare del tempo, le condizioni di vita precarie e igieniche all’interno dell’abitazione, anche Nino viene colpito dall’osteoporosi, da dolori molto forti alle gambe e alle braccia, da problemi cardiaci e calcificazione alle ossa. Così convivono, tra i tanti problemi di salute e mille difficoltà, fino a qualche settimana fa, quando Nino è costretto a ricoverarsi. In ospedale porta anche la moglie che però non è autonoma e per questa ragione lascia la struttura, facendo perdere le proprie tracce mentre Nino è ricoverato. Dopo qualche ora le forze dell’ordine intervengono e recuperano la donna, che in seguito a diverse vicissitudini viene trasferita in una struttura di Besano.
Le dimissioni di Nino, la triste scoperta e l’inizio della vicenda. Una volta dimesso, Nino, però, non ha più una casa: l’abitazione era in pessime condizioni e insieme al proprietario di casa, dopo aver contattato autorità e istituzioni, sperava in un intervento dei Servizi Sociali del comune di Luino che, a causa di procedure, termini di legge e burocrazia, non lo aiutano. Così l’uomo, uscito dall’ospedale, e in precarie condizioni di salute, non sa dove passare la notte. Dopo aver cercato aiuto a Luino, viene accompagnato a Lavena Ponte Tresa dove il parroco gli paga quattro notti in albergo, con l’obiettivo di trovarsi una sistemazione. Nino vive con la pensione minima. Una signora, che conosce la coppia da trent’anni, Nadia Giorgi, e che sente il 72enne quotidianamente, gli trova una temporanea casa per tre giorni a Milano, ma Nino rientra a Luino nei primi giorni di novembre, quando riceva i 500 euro di pensione. Con questi soldi si paga quattro notti in B&B, mentre Nadia su Facebook segnala la situazione sul gruppo “Sei di Luino se…”. Da qui parte la macchina della solidarietà, perchè le tre donne che gestiscono il gruppo Facebook “Non ti serve più? Regalalo (Solo per Luino e limitrofi)” danno il via ad una splendida storia di aiuto e condivisione.
L’intervento del gruppo “Non ti serve più? Regalalo (Solo per Luino e limitrofi)”. “Una volta letta la segnalazione – spiegano le tre volontarie amministratrici del gruppo, Loredana, Selene e Chiara -, ci siamo subito attivate, pubblicando il post sul gruppo che gestiamo. Conta più di 4500 membri, ma solo un centinaio ci aiuta quotidianamente. Abbiamo incontrato Nino che ci ha raccontato lucidamente quanto accaduto e allora ci siamo date da fare. Grazie a Nadia, Marilena e al signore che ha messo a disposizione la casa, siamo riusciti a dargli un tetto dove vivere, un piccolo monolocale nella zona del cimitero di San Pietro ed un’automobile piena di viveri e beni di prima necessità che ci hanno portato decine e decine di luinesi. Lo abbiamo fatto in silenzio, su Facebook, e quando leggiamo certe dichiarazioni dell’assessore Franzetti che dice che i social network non sono utili per i cittadini più deboli, ci arrabbiamo. Loro in dieci giorni non sono riusciti a trovargli una sistemazione, a causa della mancanza di flessibilità e di piccole negligenze, noi in poche ore lo abbiamo aiutato concretamente. A lui hanno detto che le sue condizioni di salute non possono permettergli il diritto di inoltrare la domanda di ricovero in una struttura assistita. Ma stiamo scherzando? Invitiamo loro a far visita a Nino che, a fronte delle sue condizioni di salute, è lucidissimo mentalmente. Possibile che non si trovi una sistemazione per quest’uomo? E’ umano lasciare un uomo, qualsiasi siano i suoi problemi ed i suoi limiti, al freddo in mezzo alla strada? Non dovrebbe essere forse questo il compito dei Servizi Sociali di ogni comune? Prendersi carico dei disagiati?”.
Il lavoro quotidiano dei volontari impegnati sul territorio luinese. Questo è solo uno dei casi più rilevanti del lavoro che Loredana, Selene e Chiara, compiono quotidianamente, senza proclami, tra volontariato e disponibilità delle persone iscritte al gruppo. L’intento è quello di aiutarsi vicendevolmente, avendo un occhio di riguardo per i bisognosi e le persone più deboli, come nel caso di Nino. Si scambiano vestiti, scarpe e beni di prima necessità, tutto gratuitamente. Di solito sono proprio i volontari a portarli nelle case oppure si incontrano a Luino. “Se non lo facciamo noi – spiega Selene -, non lo fa nessun altro e così ci siamo rimboccate le maniche, siamo in tanti. Ci comportiamo in questo modo perchè anche a noi piacerebbe essere trattate così qualora avessimo bisogno. Ognuno di noi fa fatica ad arrivare a fine mese, ma cercando di farci coraggio ed aiutarci l’un l’altro riusciamo a cavarcela dignitosamente. Di sicuro non vogliamo sostituirci nessuno, ma dove non arrivano le istituzioni, bloccate da procedure e leggi, possiamo intervenire noi cittadini che con buona volontà e solidarietà, cerchiamo di porre rimedio a queste situazioni sgradevoli”.
Queste donne e questi uomini che si impegnano così tanto in favore dei bisognosi non vogliono nessuna medaglia, ma raccontandoci questa storia tenevano a ribadire che, nonostante litigi, insulti e toni rabbiosi tra i commenti in tanti post di questi gruppi Facebook locali, c’è anche una società pronta a darsi una mano, in ogni circostanza. Ed è questo quello che è successo a Nino, una storia triste quasi finita a lieto fine. Nino, infatti, ora, sta aspettando una definitiva sistemazione presso la struttura di Besano dove è ospitata la moglie, dopo aver presentato la domanda per ricevere ricovero e cure per le condizioni di salute che tutto sono fuorchè ottimali.
“Vedere così tanta solidarietà e mobilitazione tra i luinesi è una cosa che mi ha riempito il cuore – racconta Nadia Giorgi -. Nino è stato completamente sommerso di vestiti, spesa, coperte, stoviglie e tanto altro. L’ho sentito ieri sera e mi ha detto che è rimasto sveglio fino a tardi per mettere in ordine tutto quello che gli era stato regalato. ‘Ho trovato delle persone fantastiche, che mi hanno riempito il cuore di calore, non lo avrei mai detto’, mi ha confessato Nino, che ha chiuso la telefonata dicendomi: ‘Sono l’uomo più felice del mondo, grazie'”.
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