31 Ottobre 2016

Tumore da amianto, uno screening riduce del 50% la mortalità

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L’esposizione all’amianto è ancora una delle cause che provoca numerosi casi di sviluppo del tumore in Italia. Uno studio condotto dall’azienda Ospedaliero-Universitaria di Udine è stato presentato a Roma e, secondo il coordinatore dello studio, i programmi di sorveglianza sviluppati, permetterebbero di ridurre la mortalità del 50%.

Tumore da amianto, uno screening riduce del 50% la mortalità

(asarva.org)

Il mesotelioma della pleura e il cancro del polmone possono essere provocati dall’esposizione all’amianto. In Italia si registrano ogni anno 40.000 casi di tumore polmonare e 1.900 casi di mesotelioma, ma l’incidenza è particolarmente elevata in alcune Regioni del Paese, tra le quali il Friuli Venezia Giulia. In questa Regione, tra il 2002 ed il 2004 è stato condotto uno studio di screening su 1050 lavoratori dei cantieri navali nell’area di Monfalcone e Trieste grazie ad una collaborazione tra l’Azienda Ospedaliero-Università di Udine e l’Azienda Sanitaria Isontina, L’analisi dei dati a 10 anni ha evidenziato che programmi di sorveglianza con TC, analoghi a quelli promossi nei forti fumatori, possono ridurre del 50% la mortalità dovuta a cancro del polmone in soggetti esposti all’amianto.

E’ questo il principale risultato emerso dallo studio ATOM 002 che è stato presentato a Roma nel corso del XVIII Congresso Nazionale dell’Associazione Italiana di Oncologia Medica (AIOM). “Solo nei Paesi occidentali l’amianto provoca ogni anno 20.000 casi di carcinoma polmonare e 10.000 mesoteliomi – ha spiegato Gianpiero Fasola Direttore del Dipartimento di Oncologia dell’AOU di Udine e coordinatore dello studio -. Questo materiale è stato messo al bando da diversi anni, ma causa ancora decessi dovuti all’esposizione precedente e si prevede che il picco di incidenza di queste patologie oncologiche si verifichi nel 2030. E’ quindi è necessario attivare programmi di screening nelle aree a rischio. Ad oggi però non esiste una strategia di sorveglianza basata sull’evidenza. Il follow up a 10 anni di questa ricerca, condotta assieme ai Colleghi dell’Ospedale di Monfalcone e all’ Epidemiologia dell’Università di Udine, documenta per la prima volta una riduzione dei decessi per tumore polmonare causati dall’asbesto. Sulla base delle evidenze maturate riteniamo ragionevole che la TC a basso dosaggio di radiazioni – ha aggiunto Fasola – possa essere inserita in programmi pubblici di sorveglianza rivolti a popolazioni accuratamente selezionate e ad alto rischio per l’esposizione all’amianto. (ASKANEWS)

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