19 Ottobre 2016

Migranti, Morcone: “La Ue pressa l’Italia, mentre altri stati membri non rispettano accordi”

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La rabbia per le continue pressioni da parte dell’Unione Europea: l’Italia in prima fila nella questione migranti, risulta essere ugualmente sotto la lente di ingrandimento del grande occhio dell’UE che la monitora in maniera quasi ossessive e che non vede le inadempienze degli altri stati membri. Queste sono le preoccupazioni del prefetto Mario Morcone, Capo Dipartimento per le libertà civili e l’immigrazione del Ministero dell’Interno, in audizione al Comitato parlamentare Schengen.

Migranti, Morcone: "controllo ossessivo dell'UE, ma stiamo facendo il nostro"

(ansa.it)

Le disomogeneità dell’accoglienza. “Rimane – ha aggiunto – un forte pregiudizio dal Centro e Nord Europa per le scelte fatte nel 2014 che hanno consentito alle persone di andare in giro per l’area Schengen. Già da metà 2015 abbiamo fatto scrupolosamente il nostro lavoro, facendo le identificazioni, gli hotspot e usando le procedure che loro hanno indicato”. “Ci guardano sotto la lente di ingrandimento” ma, “noi da metà del 2015 siamo irreprensibili, sotto il profilo dello sbarco e dell’accoglienza. Lo stesso non vale per i Paesi che non hanno rispettato il piano Juncker: siamo stati in grado i ricollocare 1.318 persone, e non certo per colpa nostra”, ha aggiunto. Il prefetto ha poi sottolineato che “sono 2.600 su 8.000 i Comuni che accolgono i migranti: questo ha creato grandi disomogeneità, con aggregazioni imponenti e l’esclusione di un numero importante di Comuni”, per questo motivo “ci si è posti il problema di costruire degli incentivi e un sostegno ai sindaci” e il Consiglio dei ministri ha trovato la soluzione del “fondo di riconoscenza di 100 milioni, che sarebbe destinato ai comuni che accolgono”.

Le spese e il fondo premiale comunale. Fornendo chiarimenti sul fondo premiale per i Comuni, di 500 euro una tantum a migrante, ha precisato però che la misura deve ancora essere messa a punto e tradotta in un testa normativo: “Credo che il fondo di riconoscenza non abbia un vincolo di destinazione”: le risorse andranno al Comune, che sarà “libero di interpretarle in base alle esigenze”. Il fondo “riguarda il 2016, non la manovra in legge di Stabilità 2017”. In merito alla questione del debito del Viminale, emersa nelle scorse settimane, Morcone ha spiegato che “l’accoglienza” dei migranti “ci costa circa cento milioni al mese: complessivamente 1,2 miliardi all’anno, di cui una parte l’abbiamo pagata. Ad oggi servono 650 milioni. Da quello che mi risulta, le risorse erano state già individuate e sono state rese disponibili con la manovra varata dal governo. Certo, c’è sofferenza da parte di piccole organizzazioni, legata anche alla policy che stiamo portando avanti dell’accoglienza diffusa. Le spese sono un miliardo e due, non di più, ampiamente meno di quello che i migranti che lavorano ci restituiscono. Lo dicono l’Istat e Confindustria”. (ANSA)

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