Il premio Nobel per la letteratura 2016 è andato a Bob Dylan “per aver creato una nuova espressione poetica nell’ambito della grande tradizione della musica americana”. Dylan ha conquistato il Premio Nobel per la Letteratura 2016 a vent’anni esatti dalla prima candidatura.

Bob Dylan è il vincitore del Premio Nobel 2016 della Letteratura. Il riconoscimento dell’Accademia di Svezia “per aver creato nuove espressioni poetiche nella grande tradizione musicale americana”. Bob Dylan, alias Robert Allen Zimmerman, è forse il più enigmatico tra i geni della musica popolare. Nessuno come lui si è accanito contro il suo mito, divertendosi a spiazzare pubblico e critica con scelte sorprendenti che vanno dalla svolta elettrica degli anni ’60 alla conversione al credo dei Cristiani rinati fino al recente approdo agli spot pubblicitari, Victoria’s Secret compreso (ma per gli investitori rappresenta un testimonial formidabile). Per non parlare del rapporto che ha con il suo repertorio, che rende spesso indecifrabile al pubblico dei suoi concerti. Menestrello di Duluth, 24 maggio 1941, è un gigante della cultura degli ultimi 50 anni.
Cantautore folk e scrittore, è stato nelle sue canzoni un poeta intenso, autore di versi quasi narrativi, pieni di simbolismi sfuggenti, dedicati all’amore o a personaggi contorti, ed è il portavoce di una generazione di utopie. “Tutto quello che posso fare è essere me stesso, chiunque io sia”, ha detto di se stesso. Il talent scout che ha scoperto la sua voce ruvida e nasale e le sue note tutte ‘tosse e abbaio’ è John Hammond, il leggendario produttore che ha portato al successo anche Aretha Franklin e Billie Holiday. Hammond lo sentì per la prima volta suonare l’armonica. Il suo primo album, un album folk and blues registrato nel novembre del 1961 e chiamato proprio come lui, è considerato tra i meno belli, ma fu registrato in soli due giorni. “Le mie canzoni non cercavano di piacere a nessuno, non trasudavano dolcezza”, ha scritto nella sua autobiografia, Chronicles, pubblicata nel 2014 in Usa. “O allontanavano la gente o la costringevano a venirmi più vicino per capire di cosa si trattasse”.
Già nel settembre 1996 il menestrello del rock fu indicato all’Accademia Reale Svedese come meritevole del prestigioso riconoscimento dal professore Gordon Ball, docente di letteratura dell’Università della Virginia. A quella prima candidatura se ne aggiunsero altre da studiosi americani di importanti università Usa, ottenendo anche l’appoggio del poeta Allen Ginsberg, il canotere della Beat generation. All’epoca Ball spiegò che Dylan era stato proposto “per l’influenza che le sue canzoni e le sue liriche hanno avuto in tutto il mondo, elevando la musica a forma poetica contemporanea”. Dai primi anni 2000 il nome di Bob Dylan è ricorso più volte nel toto-Nobel.
Particolare anche la decisione di affidare a una donna, Sara Danieus, l’annuncio, prima donna a dare la lettura della decisione del Comitato dei Nobel, come ha spiegato la stessa organizzazione su Twitter. (AGI)
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