Il presidente cinese, Xi Jinping, ha rivolto un appello ad aprire “un nuovo percorso di crescita” per l’economia mondiale e a ridurre le disuguaglianze, aprendo i lavoro del vertice dei leader del G20 ad Hangzhou (Cina). In precedenza, però, incidente diplomatico per Barack Obama e discussione tra funzionari statunitensi e cinesi per il numero di giornalisti presenti al seguito del presidente.

(AFP/GETTY IMAGES – bbc.com)
G20, incidente diplomatico per Barack Obama ad Hangzou. Di fronte all’Air Force One appena atterrato, non c’era la solita scaletta in corrispondenza del portellone di prua ad accogliere l’ospite. Lo staff americano a terra si è affrettato a cercare una soluzione di emergenza, perché il presidente potesse sbarcare dall’aereo.Fotografi e cameramen accreditati alla Casa Bianca sono poi stati aggrediti verbalmente dal cerimoniale cinese, che ha chiesto loro di lasciare l’usuale postazione ai piedi dell’aereo del presidente. Un funzionario dell’Amministrazione è intervenuto, spiegando ai cinesi che i rappresentanti dei media non si sarebbero mossi dal punto in cui si trovavano. Questi ha risposto, urlando: “è il nostro paese!” prima di avviare uno scontro verbale con la consigliera per la sicurezza nazionale Susan Rice e con il suo vice Ben Rhodes che si erano avvicinati ai giornalisti accreditati.
Ma non solo, appena un’ora prima dell’arrivo dell’aereo ieri, diversi funzionari del cerimoniale della Casa Bianca sono stati fermati, ed è stato impedito loro di entrare alla Westlake Statehouse del G20 in cui si sarebbe svolto l’incontro fra i due presidenti. Anche in questo caso, c’è stato uno scontro verbale con i cinesi. “Il presidente arriva fra un’ora”, ha dichiarato un funzionario esasperato ai suoi interlocutori cinesi, che fra l’altrosono quasi arrivati alle mani fra loro, quando uno di loro ha cercato di aiutare gli americani e un altro gli si è scagliato contro.
Venti minuti prima dell’arrivo di Barack Obama e Xi Jingping, le due parti ancora discutevano sulla stanza in cui l’incontro avrebbe dovuto svolgersi, con i cinesi che sostenevano che nel luogo precedentemente concordato non ci sarebbe stato spazio per i 12 giornalisti del pool americano. Infine, l’ultimo diverbio fra le parti, sul numero di giornalisti cha avrebbero dovuto seguire i due presidenti dopo il loro incontro, verso le macchine della delegazione americana.
Avrebbero dovuto essere sei, ma i cinesi hanno chiesto che fosse uno solo. “E’ la nostra soluzione”, ha detto un funzionario cinese. “Ma la vostra soluzione continua a cambiare”, ha risposto un americano. Alla fine, due giornalisti americani sono stati autorizzati a seguire l’evento. L’incidente a conclusione del mandato di Obama viene considerato, dal Washington Post, come una buona illustrazione dell’impotenza della sua amministrazione a cambiare le relazioni con Pechino e a riempire di contenuti lo slogan del ‘pivot to Asia’ che avrebbe dovuto caratterizzarla.
L’economia globale, ha osservato Xi, deve affrontare “molte sfide e rischi” a causa del rallentamento della crescita, la debolezza della domanda, la volatilità dei mercati finanziari e la decelerazione del commercio e degli investimenti, in un momento tra l’altro in cui sta ancora recuperando dalla crisi finanziaria del 2008. Xi ha esortato i partecipanti al verticee dei Venti principali Paesi emergenti e più industrializzati all’adozione di misure tali da spingere l’economia mondiale “sulla strada di una crescita robusta, sostenibile, bilanciata e inclusiva”. L’invito è quello di “coordinare le loro politiche monetarie e fiscali, così come le loro riforme strutturali, in modo da stimolare l’economia e garantire che questo dinamismo si mantenga a lungo”.
Il presidente della Commissione Ue, Jean-Claude Juncker, prima del summit ha sottolineato l’impegno europeo per la ripresa: “La nostra strategia per la crescita – il virtuoso triangolo investimenti-riforme-controllo dei conti sta funzionando: le riforme portano risultati. Tuttavia a questo vertice abbiamo bisogno urgente che i nostri partner del G20 implementino le strategie di crescita già accordate”. Nel suo intervento Barak Obama ha espressamente citato, come modello da seguire, le riforme messe in campo dal governo italiano per far ripartire il Paese. Matteo Renzi, da parte sua, ha ringraziato il presidente americano per la citazione a ha invitato il G20 ad avere coraggio: per vedere i risultati delle riforme occorrono anni, ma non dobbiamo avere paura del futuro, ha detto nel suo intervento il premier italiano. “Spesso per vedere i risultati delle riforme ci vogliono anni. Il futuro viaggia veloce e può impaurire. Dobbiamo avere più attenzione alla equità e alla uguaglianza: tutti vogliamo una crescita inclusiva, certo, ma abbiamo un nemico comune, la paura”. Renzi ha ringraziato il presidente cinese, Xi Jinping, per avergli espresso le proprie condoglianze dopo il terremoto che ha colpito l’Italia centrale il 24 agosto.
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