30 Agosto 2016

Terremoto, mini città sul modello dei MAP abruzzesi. Una soluzione per ricominciare

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I MAP, ovvero moduli abitativi provvisori, sono sistemazioni temporanee per le persone con casa distrutta o inagibile e sono la soluzione scelta per garantire il ripristino delle normali condizioni di vita dei cittadini colpiti dal terremoto.

MAP: una soluzione per ricominciare

(inabruzzo.com)

Vere e proprie città in “miniatura”di legno, realizzate secondo un reale piano regolatore complessivo, che ne garantisce la sicurezza: “I MAP poggiano su speciali basamenti che hanno la funzione di isolarli dal terreno. Si tratta di piastre dello spessore di circa 20 cm, in calcestruzzo leggermente armato per ripartire il peso delle abitazioni sul terreno e a dargli maggiore stabilità. Le piastre poggiano a loro volta sul sottofondo, un supporto di materiale arido che riempie i terreni lì dove sono stati fatti gli scavi per i cantieri” commenta la Protezione Civile. Le strutture provvisorie sono in grado di fornire servizi di ogni genere : dalla chiesa all’edicola, dall’ambulatorio al bar, per ripartire dopo un sisma distruttivo senza spopolare i paesi. Questo fenomeno dei MAP è stato adottato praticamente in tutti i 56 comuni del cratere sismico dell’Abruzzo nel post terremoto del 6 aprile 2009. Un sistema che ha ospitato nel complesso circa 5 mila persone. Modello che, ora, potrebbe essere un esempio per i comuni e le frazioni del centro Italia devastate dalla scossa del 24 agosto scorso.

“Mini città” che, nei casi di migliore riuscita, di provvisorio hanno solo il nome. Studiate come sono per rimanere anche dopo la ricostruzione, facendo subentrare inquilini in affitto agli sfollati man mano che i lavori procederanno, queste soluzioni, creano un circolo virtuoso che produce reddito e consente anche di abbattere le tasse. È il caso di Fossa (L’Aquila), che oltre alla sede centrale dell’ufficio speciale per la ricostruzione (USRC) ospita una città in miniatura pensata come tale fin dall’inizio. Alle case della Protezione civile, si aggiungono quelle degli Alpini, del Friuli Venezia Giulia e della comunità di Verona. Come riferisce il sindaco dell’epoca, Luigi Calvisi, “il villaggio di Fossa è unico: oltre al terremoto, è crollata la montagna e quindi sapevamo che il paese avrebbe avuto tempi di ricostruzione più lunghi di tutti gli altri. Il mio dubbio era: se costruiamo solo delle case, se non ci inventiamo qualcosa, dove ci incontriamo? Perciò abbiamo stilato un progetto completo di tutto, anche di optional, un puzzle completo – spiega Calvisi – il nostro villaggio è diverso dagli altri: ha una piazza centrale, un parco giochi, la chiesa degli Alpini che in realtà è una basilica, la farmacia con ambulatorio, il centro polifuzionale, il bar, l’alimentari, un campetto di calcetto e bocce, e poi 150 case con 150 giardini”. Un villaggio più grande del previsto, “da 30 mila metri quadrati siamo arrivati a 60 mila, più arioso, con 1 milione di euro di oneri di urbanizzazione non finanziati dallo Stato e trovati grazie a donazioni”. È costato 12,5 milioni di cui 7,5 frutto di donazioni. “A distanza di 7 anni, dico purtroppo per la tragedia che si sta vivendo, penso possa essere un modello per Amatrice – conclude Calvisi – lo consiglio anche perché rende 100 mila euro all’anno al Comune e da 4 anni l’ente ha azzerato la Tasi che pesava per 30 mila euro annui”.

Un altro caso virtuoso è quello di Villa Sant’Angelo (L’Aquila). Il villaggio rende al Comune 40 mila euro all’anno. I MAP sul territorio furono realizzati dalla Provincia di Trento e vengono considerati i migliori del “cratere”. “Non sono attaccati tra loro, ma, tra uno e l’altro, sono stati realizzati piccoli stanzini, con pareti singole che non si toccano – rimarca l’allora sindaco Pierluigi Biondi – siamo stati il primo Comune a non avere più sfollati, in due ondate a partire dal 24 ottobre 2009, e il 5 dicembre tutti avevano una casa”. Anche qui la pianificazione innanzitutto: “Il villaggio MAP riconnette Villa alla frazione di Tussillo – evidenzia l’ex amministratore – ed è completo di farmacia, asilo, ambulatorio, bar, alimentari, estetista, tabaccheria, sala parrocchiale, chiesa, e centro aggregativo, questo l’unico in muratura”. (ANSA)

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