In Turchia, dopo il fallito tentativo di golpe delle scorse settimane, parallelamente all’annuncio dello stato di emergenza per tre mesi, è arrivata anche la decisione di sospendere la Convenzione europea sui diritti umani, come annunciato da Numan Kurtulmus, il vice primo ministro. Un combinato che desta non poche preoccupazioni e che viene già definito ad esempio da Amnesty International, “Presagio agghiacciante di ciò che avverrà”.
(arabpress.eu)
Il precipitoso avvicendarsi di eventi che stanno coinvolgendo la Turchia in questi giorni è sotto gli occhi di tutti. Alcuni dei fatti che accadono di questi tempi hanno la forza di arrestare la nostra corsa lungo i soliti binari della quotidianità. È sufficiente aprire un quotidiano, sintonizzare la tv su un qualsiasi telegiornale oppure accedere al web per rendersi conto di quanto rapidamente la spirale di ingiustizie che si sta perpetrando in Turchia s’infittisca un giorno dopo l’altro. Questa la ragione che spinge un centinaio di intellettuali, tra accademici e politici, per la maggior parte europei, a scrivere una lettera aperta ai vertici dell’Unione Europea. Perché l’Europa non può restare indifferente di fronte alla sospensione dei diritti umani in Turchia.
A: Federica Mogherini, Alto Rappresentante dell’Unione per gli affari esteri e la politica di sicurezza e Vicepresidente della Commissione; A: Thorbjørn Jagland, Segretario generale del Consiglio d’Europa
Gentile Alto Rappresentante /Vice Presidente Federica Mogherini,
Gentile Segretario Generale Thorbjørn Jagland,Venerdì 15 luglio la Turchia è stata vittima di un tentativo di colpo di Stato che ha provocato più di 200 vittime, per la maggior parte civili, e più di 1400 feriti. Subito dopo, il Governo turco ha avviato un’epurazione su larga scala e del tutto sproporzionata in seno all’apparato statale. Dal giorno in cui ha avuto luogo il fallito colpo di Stato, fino al 20 luglio 2016, il numero complessivo di epurazioni (sospensione dagli incarichi e arresti) nel servizio pubblico ammonta a più di 61.000 persone. Le purghe hanno colpito in particolare i seguenti settori: ministero della Giustizia (2.875 giudici e pubblici ministeri); Ufficio del Primo ministro (257 dipendenti); ministero degli Affari interni (8.777 agenti di Polizia, Gendarmeria, governatori di distretti provinciali, governatori locali e personale); ministero dell’Istruzione nazionale (21.738 dipendenti sospesi); Consiglio dell’Educazione Superiore (116 professori, compresi 4 rettori, più 1.577 presidi di facoltà cui è stato chiesto di dimettersi); ministero della Famiglia e delle Politiche sociali (393 impiegati statali); ministero delle Finanze (1.500 dipendenti); Agenzia di Intelligence nazionale (100 dipendenti); Autorità di Regolamentazione del Mercato energetico (25 dipendenti); ministero dello Sviluppo (16 dipendenti); ministero delle Foreste e delle Risorse idriche (197 dipendenti); ministero dell’Energia e delle Risorse naturali (300 dipendenti); ministero dello Sport e della Gioventù (245 dipendenti); ministero dell’Ambiente e dell’Urbanizzazione (70 dipendenti); Consiglio supremo per Radio e Tv (29 dipendenti); Agenzia di Regolazione e Supervisione bancaria (86 dipendenti); ministero del Commercio e delle Dogane (176 dipendenti); Autorità garante della Concorrenza (8 dipendenti); Corte militare d’Appello (35 dipendenti); ministero della Difesa (7 dipendenti); Borsa di Istanbul (51 dipendenti).
È stata revocata la licenza di insegnamento a 21.000 docenti di scuole private.
È probabile che i prossimi saranno gli accademici. Migliaia di universitari erano già sotto inchiesta, con l’accusa di “dare sostegno” alle attività terroristiche, per aver difeso la popolazione curda nel Sud-Est della Turchia, sottoposta nel corso dell’ultimo anno a un attacco esteso e letale da parte delle forze regolari turche.
Secondo numerose fonti – tra queste il Commissario europeo per la Politica di vicinato e i Negoziati per l’allargamento Johannes Hahn – la lista delle persone da arrestare era già pronta prima che iniziasse il colpo di Stato. Alcune di queste fonti asseriscono che il colpo di stato è stato messo in atto come extrema ratio contro tali liste.
Il Primo ministro turco ha sospeso le ferie di più di tre milioni di dipendenti pubblici in tutto il Paese, e ai dipendenti del settore pubblico è stato vietato di viaggiare all’estero. Inoltre, secondo un’intervista rilasciata alla CNN il 18 luglio 2016, il Presidente turco Recep Tayyip Erdoğan non ha escluso la possibilità di ripristinare la pena di morte nel Paese. Nel frattempo, il Governo ha dichiarato lo stato d’emergenza e la sospensione temporanea della Convenzione europea dei Diritti umani, come consentito dall’articolo 15 CEDU. Questo articolo non permette però di venir meno al rispetto dei principi fondamentali sanciti dalla Convenzione.
Non esiste più, in conclusione, un sistema di pesi e contrappesi. Secondo alcuni resoconti, le persone messe sotto custodia non riescono a trovare avvocati difensori, perché nessuno si esporrebbe al rischio di difenderle e di entrare così a far parte della lista delle epurazioni.
La Turchia è firmataria della Convenzione europea dei Diritti dell’Uomo e del Protocollo n. 6 della CEDU riguardante l’abolizione della pena di morte. Come Paese candidato all’adesione all’UE, la Turchia si è anche impegnata al pieno rispetto dei criteri di Copenhagen, tra cui la presenza di istituzioni stabili che garantiscano la democrazia, lo stato di diritto, i diritti umani e il rispetto e la protezione delle minoranze, oltre all’abolizione della pena capitale.
Noi, firmatari di questa lettera, condanniamo ogni tentativo di rovesciare l’ordinamento democratico attraverso colpi di stato militari. Al tempo stesso, tuttavia, condanniamo le purghe attuate dal Governo turco in violazione dei diritti umani e dello stato di diritto. Il principio di indipendenza e d’imparzialità del potere giudiziario – insieme alla libertà dei media – è alla base dello stato di diritto e della democrazia. L’indipendenza politica dei corpi insegnanti fa parte delle condizioni di esistenza di una società libera.
Chiediamo all’Alto Rappresentante / Vice Presidente Federica Mogherini, così come al Segretario generale del Consiglio d’Europa Thorbjørn Jagland, di seguire da vicino la situazione in Turchia per quanto riguarda il rispetto dei diritti umani e dello stato di diritto, e chiediamo di esigere l’immediata liberazione di tutti coloro che sono stati arbitrariamente arrestati e detenuti a seguito del fallito colpo di Stato militare.
Ricordiamo il recente disegno di legge adottato dal Parlamento turco che revoca l’immunità dai procedimenti giudiziari per 138 parlamentari, appartenenti per lo più al partito di opposizione HDP e alla minoranza curda. Tutto sembra suggerire che il colpo di Stato offra al Governo turco l’occasione di limitare ulteriormente il ruolo delle opposizioni e la loro funzione di vigilanza democratica. Poco dopo il suo arrivo a Istanbul, la mattina del 16 luglio, Erdogan ha affermato: “Questa insurrezione è un dono di Allah, perché ci consentirà di ripulire le forze armate”.
Chiediamo quindi all’Alto Rappresentante / Vice Presidente Mogherini di esaminare la situazione, prestando particolare attenzione alla condizione della minoranza curda e delle altre minoranze nel Paese. Esortiamo allo stesso modo il Segretario Generale Thorbjørn Jagland, perché ricordi al Governo turco l’obbligo di rispettare la Convenzione europea dei Diritti dell’Uomo e tutti i suoi Protocolli, che comprendono il diritto alla vita, al giusto processo, alla protezione da arresti arbitrari.
Sollecitiamo inoltre l’Alto Rappresentante / Vice Presidente Mogherini affinché chieda al Consiglio europeo di sospendere immediatamente l’accordo UE-Turchia firmato il 18 marzo 2016, alla luce dei recenti sviluppi e in considerazione del fatto che già al momento della firma dell’accordo la Turchia non era un “paese sicuro” per rifugiati e richiedenti asilo.
Infine chiediamo a tutti gli Stati membri dell’UE di impegnarsi con forza presso il Governo turco affinché nel Paese siano pienamente ristabiliti lo stato di diritto e i principi democratici, come condizione essenziale per futuri rapporti diplomatici e per la continuazione dei negoziati di adesione.
Con i migliori saluti,
Barbara Spinelli – Deputata del Parlamento europeo, Gruppo Sinistra unitaria europea/Sinistra verde Nordica (GUE/NGL); Albena Azmanova – Professore associato in Political and Social Thought,University of Kent, Brussels School of International Studies, UK; Étienne Balibar – Filosofo, Professore Emerito presso l’Université de Paris-Ouest, Francia, e Anniversary Chair in Modern European Philosophy, Kingston University London, UK; Seyla Benhabib – Eugene Mayer Professor in Political Science and Philosophy, Yale University, USA; Sophie Bessis – Storica, ricercatrice presso l’Institut de relations internationales et stratégiques di Parigi, Francia e Tunisia; Hamit Bozarslan – Storico e politologo, Ecole des hautes études en sciences sociales di Parigi, Francia; Susan Buck-Morss – Filosofa politica, CUNY Graduate Center, NYC, USA; Judith Butler – Maxine Elliot Professor in Comparative Literature and Critical Theory, University of California, Berkeley, USA; Claude Calame – Storico e antropologo, Ecole des hautes études en sciences sociales di Parigi, Francia; Joseph H. Carens – FRSC Professor in Political Science, University of Toronto, Canada; Maeve Cooke – Membro della Royal Irish Academy, MRIA School of Philosophy, University College Dublin, Irlanda; Vincent Duclert – Storico, Ecole des hautes études en sciences sociales di Parigi, Francia; Didier Fassin – Professore in Social Sciences, Institute for Advanced Study, Princeton, USA; Éric Fassin – Professore in Sociologie, Université de Paris-8, Francia; Shelley Feldman – International Professor, Cornell University, USA; Peter Geschiere – Emeritus professor of anthropology, University of Amsterdam and Leiden University, NL; Michael Hardt – Professor, Duke University, USA David Harvey – Distinguished Professor, Graduate Center of the City University of New York, USA; Marianne Hirsch – William Peterfield Trent Professor in English and Comparative Literature e Direttrice dell’Institute for Research on Women, Gender, and Sexuality, Columbia University, USA; Philip Hogh – Philosophy Department, Carl von Ossietzky University Oldenburg, Germania; Jean E. Howard – George Delacorte Professor in Humanities, Department of English and Comparative Literature, Columbia University, USA; Julia Koenig – Institute for Social Pedagogy and Adult Education, Goethe University, Frankfurt am Main; Elena Loizidou – Reader in Law and Political Theory at School of Law, Birkbeck, University of London, UK; Sandro Mezzadra – Professore di Teoria politica, Università di Bologna, Italia; Jennifer Nedelsky – Faculty of Law and Political Science, University of Toronto, Canada; Rosalind Petchesky – Distinguished Professor Emerita in Political Science, Hunter College & the Graduate Center, City University of New York, USA; Ilaria Possenti – Dipartimento di Scienze umane, Università di Verona, Italia; Mary Louise Pratt – Silver Professor, Professor Emerita of Social and Cultural Analysis, Spanish & Portuguese, Comparative Literature, New York University, USA; Lynne Segal – Anniversary Professor, Psychosocial Studies, Birkbeck College, University of London, UK; Vicky Skoumbi – Caporedattore del quotidiano αληthεια (Aletheia), Grecia; Céline Spector – Professore, Department de Philosophie Université Bordeaux Montaigne e membro onorario Institut Universitaire de France, Francia; Yanis Varoufakis – Professore in Economic Theory presso l’Università di Atene, ex-ministro delle Finanze e deputato del Parlamento greco, Grecia; Frieder Otto Wolf – Freie Universität Berlin, ex-deputato del Parlamento europeo, Germania; Vladimiro Zagrebelsky – ex Giudice della Corte Europea dei Diritti Umani; François Alfonsi – Presidente dell’European Free Alliance (EFA); Brando Benifei – Deputato del Parlamento europeo, Gruppo dell’Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici (S&D); José Bové – Deputato del Parlamento europeo, Gruppo Verdi/ALE; Nicola Caputo – Deputato del Parlamento europeo, Gruppo dell’Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici (S&D); Fabio Massimo Castaldo – Deputato del Parlamento europeo, Gruppo Europa della Libertà e della Democrazia Diretta (EFDD- M5S); Fabio De Masi – Deputato del Parlamento europeo, Gruppo Sinistra unitaria europea/Sinistra verde Nordica (GUE/NGL); Karima Delli – Deputata del Parlamento europeo, Gruppo Verdi/ALE; Pascal Durand – Deputato del Parlamento europeo, Gruppo Verdi/ALE; José Inácio Faria – Deputato del Parlamento europeo, Gruppo Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l’Europa (ALDE); Eleonora Forenza – Deputata del Parlamento europeo, Gruppo Sinistra unitaria europea/Sinistra verde Nordica (GUE/NGL); María Teresa Giménez Barbat – Deputata del Parlamento europeo, Gruppo Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l’Europa (ALDE); Ana Maria Gomes – Deputata del Parlamento europeo, Gruppo dell’Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici (S&D); Tania González Peñas – Deputata del Parlamento europeo, Gruppo Sinistra unitaria europea/Sinistra verde Nordica (GUE/NGL); Yannick Jadot – Deputato del Parlamento europeo, Gruppo Verdi/ALE; Benedek Jávor – Deputato del Parlamento europeo, Gruppo Verdi/ALE; Eva Joly – Deputata del Parlamento europeo, Gruppo Verdi/ALE; Josu Juaristi Abaunz – Deputato del Parlamento europeo, Gruppo Sinistra unitaria europea/Sinistra verde Nordica (GUE/NGL); Jude Kirton-Darling – Deputata del Parlamento europeo, Gruppo dell’Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici (S&D); Stelios Kouloglou – Deputato del Parlamento europeo, Gruppo Sinistra unitaria europea/Sinistra verde Nordica (GUE/NGL); Merja Kyllönen – Deputata del Parlamento europeo, Gruppo Sinistra unitaria europea/Sinistra verde Nordica (GUE/NGL); Patrick Le Hyaric – Deputato del Parlamento europeo, Gruppo Sinistra unitaria europea/Sinistra verde Nordica (GUE/NGL); Paloma López Bermejo – Deputata del Parlamento europeo, Gruppo Sinistra unitaria europea/Sinistra verde Nordica (GUE/NGL); Lorena Lopez de Lacalle – Tesoriere della Treasurer European Free Alliance (EFA); Marisa Matias – Deputata del Parlamento europeo, Gruppo Sinistra unitaria europea/Sinistra verde Nordica (GUE/NGL); Stefano Maullu – Deputato del Parlamento europeo, Gruppo del Partito Popolare Europeo (PPE); Marlene Mizzi – Deputata del Parlamento europeo, Gruppo dell’Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici (S&D); Ulrike Müller – Deputata del Parlamento europeo, Gruppo Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l’Europa (ALDE); Javier Nart – Deputato del Parlamento europeo, Gruppo Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l’Europa (ALDE); Carolina Punset – Deputata del Parlamento europeo, Gruppo Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l’Europa (ALDE); Michèle Rivasi – Deputata del Parlamento europeo, Gruppo Verdi/ALE; Sofia Sakorafa – Deputata del Parlamento europeo, Gruppo Sinistra unitaria europea/Sinistra verde Nordica (GUE/NGL); Elly Schlein – Deputata del Parlamento europeo, Gruppo dell’Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici (S&D); Helmut Scholz – Deputato del Parlamento europeo, Gruppo Sinistra unitaria europea/Sinistra verde Nordica (GUE/NGL); Branislav Škripek – Deputato del Parlamento europeo, Gruppo dei Conservatori e Riformisti Europei (ECR); Jordi Sole – Segretario generale della European Free Alliance (EFA); Bart Staes – Deputato del Parlamento europeo, Gruppo Verdi/ALE; Dario Tamburrano – Deputato del Parlamento europeo, Gruppo Europa della Libertà e della Democrazia Diretta (EFDD- M5S); Miguel Urbán Crespo – Deputato del Parlamento europeo, Gruppo Sinistra unitaria europea/Sinistra verde Nordica (GUE/NGL); Pello Urizar – Segretario Generale di Eusko Alkartasuna (Basque political party); Ernest Urtasun – Deputato del Parlamento europeo, Gruppo Verdi/ALE; Monika Vana – Deputata del Parlamento europeo, Gruppo Verdi/ALE; Marie-Christine Vergiat – Deputata del Parlamento europeo, Gruppo Sinistra unitaria europea/Sinistra verde Nordica (GUE/NGL); Julie Ward – Deputata del Parlamento europeo, Gruppo dell’Alleanza Progressista di Socialisti e Democratici (S&D); Tatjana Ždanoka – Deputata del Parlamento europeo, Gruppo Verdi/ALE.
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