19 Maggio 2016

Ospedale di Luino, “Le parole hanno il loro peso. Salute e Sanità a confronto”

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(Diego Intraina) – Ieri sera si è svolta l’assemblea “Luci e ombre sulla nuova riforma sanitaria regionale. Quale ruolo per gli ospedali periferici” indetta dal Coordinamento intercomunale del Partito Democratico luinese davanti a solo 50 persone, numero limitato se lo si rapporta con le aspettative delle 8000 firme del comitato per la difesa dell’ospedale.

L'entrata dell'Ospedale di Luino (Foto di archivio 2014)

L’entrata dell’Ospedale di Luino (Foto di archivio 2014)

Ospedale di Luino, “Le parole hanno il loro peso. Salute e Sanità a confronto”. La realtà di scarsa partecipazione sembra paradossale e non fa altro che richiamare ad un ordine perentorio la politica che, fino ad oggi, si è volutamente fatta fotografare dormiente sulla schiena dei comitati civici. Si, dormiente, perché più volte su questo giornale sono state fatte richieste d’intervento e si sono espressi, senza nessun commento, contenuti che oggi, guarda caso, sembrano condivisi anche dal Pd luinese. La situazione odierna è esplicita e parla chiaro: senza una re-azione concreta della politica istituzionale non si riesce ad elaborare concrete sintesi di contenuto che possono servire a dare indicazioni a chi di fatto è stato dato il potere di deliberare.

Ma la tempistica in politica risulta essere strategica e molto spesso appagante. Organizzare incontri politici/partitici con i cittadini in un momento caldo quando le acque sono agitate, grazie all’attività di vari soggetti territoriali (in questo caso i Comitati o i media), non ottiene lo stesso risultato dell’operare nella sonnolenta bonaccia.

Comunque, a parte questa considerazione d’utilità, devo fare i complimenti al sindaco di Germignaga Fazio per il suo contributo e ruolo stimolante di moderatore e ai due relatori locali Prof. Fariello e dott. Grassi per la loro impareggiabile esposizione nell’inquadrare i problemi territoriali e organizzativi dell’ospedale di Luino, su cui non voglio intrattenermi per non togliere lo spazio ad una fresca pubblicazione che confido verrà fatta dal coordinamento del Pd luinese.

Ma una cosa devo dirla subito: è di questo capitale umano che i partiti hanno bisogno per arrivare a sintesi qualificate e non di banali rincorse dietro ad espressioni di pancia. Purtroppo, molto spesso, e non si sa per quale logica, questi patrimoni vengono dimenticati da ambiziosi gruppi dirigenti. Se questa elaborazione fosse stata presentata qualche mese fa, ed era possibile, anche le 8000 firme avrebbero assunto un valore politico differente.

Chiudo rispondendo sinteticamente alla domanda d’apertura del moderatore: come mai la percezione “di difficoltà” dei cittadini sull’andamento dell’ospedale non è la stessa “positiva” che hanno i direttori o i dirigenti che governano la sanità regionale? La risposta può sembrare banale: un dirigente di strutture sanitarie è portato a verificare l’andamento dell’organizzazione con degli elementi matematici di carattere scientifico: il paziente corrisponde ad una cifra o ad una percentuale statistica raggiunta ecc., invece, l’utente ha ben altri sensibili sensori legati non solo alla stretta malattia. L’utente si porta appresso un intero mondo fatto di relazioni quotidiane con cui interagisce e che di fatto condizionano la sua percezione e livello di benessere (qualità della vita): difficoltà logistiche territoriali, disagi e affezioni familiari, insomma una struttura complessa di ricettori che basterebbe rinominare diversamente per poterla interpretare differentemente. Questo cambiamento era la motivazione che ha spinto nell’anno 2002 il Governo Italiano quando ha deciso di passare dal Ministero della Sanità al Ministero del Lavoro, della Salute e delle Politiche sociali della repubblica Italiana.

Per parlare di Salute (non è un caso che non sia possibile la separazione tra pubblico e privato) e non di Sanità, diventa dunque naturale doversi calare nel quotidiano, nell’ambiente in cui si vive e pertanto confrontarsi con quel profondo rispetto etico degli strumenti politici che sono le Autonomie Locali governate dai Sindaci con tutti i loro doveri di relazione con il territorio (situazione su cui andrebbero fatte attente verifiche e istituite nuove ricerche).

Difendere in ogni momento il principio fondamentale dello Spirito dell’Autonomie, indipendentemente dalla situazione, diventa necessario per garantire quei principi di giustizia che si rifanno a sistemi morali ed etici di comunità che non sempre si possono e si devono omologare.

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