14 Maggio 2016

Unioni civili, tornano le polemiche sulle stepchild adoption

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All’indomani dell’approvazione delle unioni civili, si riaccende la polemica all’interno della maggioranza sul tema delle adozioni. A gettare benzina sul fuoco è Enrico Costa, ministro per gli Affari Regionali con delega alla famiglia, Enrico Costa, al quale replica Monica Cirinnà.

(vita.it)

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Unioni civili, tornano le polemiche sulle stepchild adoption. Sul tema delle adozioni “non può rientrare dalla finestra quello che è uscito dalla porta: la giurisprudenza fino ad oggi ha dato delle interpretazioni colmando un vuoto normativo. Ora quel vuoto non c’è più, una norma esclude la stepchild adoption e quindi mi aspetto di vedere chiusa la fase di interpretazione creativa”. Lo ha detto il ministro per gli Affari Regionali con delega alla famiglia, Enrico Costa, presente oggi al convegno del Forum delle Associazioni familiari “Famiglia, la vera impresa in Italia”.

La replica di Monica Cirinnà. “Non è così, non c’è alcuna giurisprudenza creativa, c’è la giurisprudenza che, davanti alla scelta del legislatore di non decidere, continua ad applicare la norma esistente che è la legge sulle adozioni che è richiamata esplicitamente al punto 20 del maxi-emendamento del governo”. Così Monica Cirinnà, interpellata dall’ANSA, replica al ministro con delega alla famiglia Costa per il quale sulle adozioni, dopo la legge sulle unioni civili, la giurisprudenza deve chiudere “una fase di interpretazione creativa”. “Nel maxi-emendamento del governo alle unioni civili – spiega la senatrice Pd che ha dato il nome alla legge – l’ultima frase del punto 20 dice che ‘resta fermo quanto previsto e consentito in materia di adozione dalle norme vigenti’. Quindi i giudici continuano ad applicare le legge in materia di adozione che, per la stepchild, applica la lettera D, cioè che per le adozioni in casi particolari il punto di partenza è la tutela del minore”.

Boschi, cose giuste si fanno e basta. “Le cose giuste si fanno e basta, la legge sulle unioni civili è una legge giusta. Ci siamo impegnati con i cittadini e le promesse si mantengono; le cose giuste si fanno”. Lo ha detto il ministro per le Riforme Maria Elena Boschi a Palermo. “Aver approvato la legge sulle Unioni civili è stato un momento in cui abbiamo sentito di aver fatto la nostra parte per cambiare la vita della gente”, ha aggiunto.

Lauricella, stepchild? Prima reato utero affitto. “Cerco sempre di osservare con obiettività le posizioni di tutti ma non posso adeguarmi a posizioni che utilizzano il merito delle questioni al solo scopo di distinguersi politicamente. La stepchild adoption rischia di condurre a pratiche inaccettabili eticamente e socialmente, soprattutto per mancanza di rispetto della condizione delle donne che prestano (o sono costrette a prestare) il loro corpo. Se prima non si affermerà con norma che la maternità surrogata (o utero in affitto) è reato, non si potrà in alcun modo pensare di introdurre nel sistema la stepchild adoption”. Lo afferma Giuseppe Lauricella, deputato del Pd. “Ed il reato – prosegue – dovrà essere previsto non solo per chi “affitta” l’utero ma anche per chi commissiona la maternità surrogata anche fuori dall’Italia. Occorre scongiurarne la pratica sotto ogni punto di vista e nei confronti di qualunque posizione soggettiva ed oggettiva, sia nei riguardi di chi si presta, sia di chi compra. Continuare a nascondere l’equivoco significa voler assecondare non l’interesse del bambino (che non esiste) ma soltanto l’egoismo della pretesa di genitorialità. Al contrario, va rivista la disciplina delle adozioni per renderla più rapida e dare una famiglia ai tanti bambini abbandonati o orfani, senza cedere sul piano della valutazione della idoneità ad essere genitori, sempre nell’interesse del bambino che deve rimanere il valore di riferimento da tutelare”. (ANSA)

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