Da qualche tempo si è arrivati a comprendere che per lavorare oggi si deve considerare con molta attenzione il settore agricolo.

Purtroppo gli altri settori di un’economia traballante non garantiscono, soprattutto a certe fasce, la possibilità di sperare in un impiego, seppur provvisorio. Non solo, l’utilizzo dei vaucher ha segato le gambe anche al comparto dei lavoratori stagionali che se fino a qualche anno fa, per lo meno, riuscivano a mettere da parte qualche piccola somma o investire in chebanca conto deposito o simili (dettagli su http://www.apprendistatoprovinciaroma.it/chebanca-conto-deposito/), in previsione di un futuro magari meno difficile, e nel frattempo, finita la stagione, potevano contare sull’assegno mensile di disoccupazione, cosa che oggi non accade più.
Il vaucher però era nato proprio per il lavoro agricolo, un settore che, a dispetto del boom dell’industria dell’ultimo cinquantennio, ha trovato proprio in questo periodo di crisi nuovo vigore. La terra oggi offre diverse opportunità, e non tanto per i braccianti, che comunque tirando le somme sono comunque sottopagati, ma per chi sceglie di avviare una piccola azienda, tirando fuori dal cilindro delle opportunità un’occasione per sé e per chi, nell’azienda troverà lavoro.
Negli ultimi tempi sono diverse le realtà sul territorio che hanno avviato un’impresa nell’agricoltura, Cooperative e piccole aziende, appunto, che hanno iniziato a trarre profitto proprio dalla terra. Purtroppo, però, di recente, anche il settore agricolo ha mostrato segni di sofferenza in Lombardia. La prova è che non si riesce a trovare un’azienda per avviare un progetto sociale a sostegno di individui con problemi psichici, progetto avviato dai Servizi Psichiatrici di Varese e del Verbano. In pratica si tratta di avviare un laboratorio di Orticoltura con dei fondi messi a disposizione dalla Regione.
Questo percorso riabilitativo non riesce a partire e questo sembra essere lo specchio di un comparto in crisi dove non si trova del personale che possa coniugare i propri interessi produttivi con le capacità effettive di persone con questo tipo di disabilità, il che tradotto significa che chi lavora nell’agricoltura è impegnato a mantenersi a galla e non può prestare aiuto o contribuire a questo progetto. C’è da sperare che la situazione si possa sbloccare, almeno il tanto necessario sia per dare respiro ai lavoratori e agli imprenditori, sia per dare vita concretamente al progetto.
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