31 Marzo 2016

Tra rappresentanza e delega, ecco perchè partecipare al “Frontierday” di sabato 2 aprile

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(Diego Intraina) – Alcune motivazioni per partecipare alla manifestazione di Lavena Ponte Tresa organizzata dall’Associazione Frontalieri Ticino nonostante il diniego sindacale. Ritenere che tutte le manifestazioni organizzate in Italia siano espressione di una definitiva sintesi argomentativa, politica e sindacale, è demagogico.

Tra rappresentanza e delega, ecco perchè partecipare al “Frontierday” di sabato 2 aprile. Affermare che le manifestazioni organizzate da più organizzazioni politiche insieme ai sindacati debbano presentare sempre soluzioni comuni, invece, è ideologico, mentre non fare differenze tra uno sciopero e una manifestazione è strumentale. Se è vero che l’Associazione Frontalieri Ticino non può garantire un espressione di delega, è altrettanto vero che UNIA e CGIL, solo per citare le organizzazioni presenti nell’unica assemblea sindacale di Creva, fatta solo pochi giorni fa nonostante la discussione sia in essere da molti mesi di fronte ad una sessantina di persone, non rappresenta sicuramente garanzie migliori di rappresentatività e di delega. È pur vero che la problematica dei patti bilaterali e della doppia imposizione fiscale è una condizione anomala impossibile da ritrovare nella condizione lavorativa tradizionale.

In questo caso i lavoratori frontalieri si trovano in balia di una sospensione, hanno a che fare con due sindacati: uno che opera nell’ambito dei diritti dei lavoratori in Svizzera, l’altro che li difende dal punto di vista dei diritti civili in Italia. Due ambiti completamente indipendenti tra loro che non possono formare, utilizzare o trasferire la loro forza contrattuale da uno Stato all’altro; dunque i lavoratori sono obbligati a convivere con una precaria e debole condizione contrattuale e organizzativa. Se il primo soggetto, in questo caso UNIA, può contattare e consultare i lavoratori sui luoghi di impiego in forma collettiva, senza poter interagire sui bisogni residenziali, il secondo soggetto, la CGIL in questo caso, in mancanza di un rapporto con la base e senza un “coordinamento territoriale” predisposto alla consultazione dei lavoratori (ndr, questa difficolta la si è potuta constatare nell’unica assemblea sindacale convocata a Creva), non riesce ad avvicinarli e ad affiancarli se non individualmente nella forma del patronato: sportello frontalieri presso il Comune di Luino e nelle Sedi Sindacali.

Dunque non aderire alla manifestazione non è giustificabile: in entrambi i casi, la rappresentanza e la delega non possono essere prese come motivazioni perché anche nel loro caso sono deboli e anomale di fatto, visto il loro disarticolato “sistema democratico”. Ma a parte questo forzato formalismo statutario a cui si rifanno per non aderire, voglio chiedere ai due Sindacati se non è un motivo sufficiente l’umiliazione che in questi anni i frontalieri stanno vivendo: contratti di lavoro capestri, diminuzioni salariali giustificati dalla crisi economica, impoverimento della disoccupazione, sparizione del tesoretto disoccupazione, umiliazione della professionalità attraverso continue restrizioni salariali, e adesso, colpo finale, una doppia tassazione che, fino a pochi giorni fa, nonostante i continui richiami d’allerta è stata nascosta nelle sue vere cifre, sia da parte dei Partiti che dei Sindacati.

Finisco allora con alcune domande: non è sufficiente questa articolata e scientifica umiliazione che si sta infliggendo al mondo del lavoro per arrivare ad applicare il buon senso, evitando inutili primigenie, e manifestare insieme per una giusta causa? Una manifestazione ben organizzata e riuscita perchè non dovrebbe servire ai futuri tavoli di contrattazione?

Aderire a questa manifestazione non vuol dire sicuramente d’avere uno spirito anti-sindacale o anti-partitico, pertanto è opportuno che tutti i lavoratori frontalieri, sindacalizzati e non, partecipino alla manifestazione in modo che il grido, no all’umiliazione del lavoro, possa essere ascoltato nelle sedi istituzionali opportune. Questo grido, è sì l’atto di una volontà che diventa l’espressione della delega di rappresentanza: portare nelle istituzioni (in questo caso) e nei luoghi di lavoro (in altri casi) la “voce unitaria” dei lavoratori.

Domani, venerdì 1 aprile a Malnate alle ore 21, ci sarà l’incontro sindacale con il Sottosegretario Vieri Ceriani, mentre sabato 2 aprile a Lavena Ponte Tresa alle ore 14.30, l’invito è anche aperto a tutti i partiti e agli amministratori locali per il “Frontierday”.

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