26 Marzo 2016

Foreign fighters, Isis: arruolati oltre 30mila stranieri da 100 paesi diversi. Quali le motivazioni?

Tempo medio di lettura: 2 minuti

Sarebbero oltre 30mila gli stranieri, provenienti da oltre 100 Paesi, che sono andati ad ingrossare le file di Daesh. E’ uno dei dati contenuti nell’articolo che “Gnosis”, rivista italiana di intelligence, dedica al “reclutamento 3.0” dei foreign fighters.

(presstelegraph.com)

(presstelegraph.com)

Il trend di crescita dei foreign fighters è in costante aumento, 30mila stranieri nelle fila dell’Isis. Di questi 30mila, scrive Antonio Teti, esperto di Ict Geovernance, Ict Security e Cyber space sciences, “più di 4.500 provengono da Paesi occidentali (250 americani, 750 britannici e 1.800 francesi), cui vanno aggiunti circa 2.400 cittadini russi e almeno 3.000 giunti dall’Asia centrale”. Per quanto concerne l’Italia, “sarebbero oltre novanta coloro che sono partiti per la guerra santa e, tra questi, più di venti sarebbero già deceduti in combattimento”.

Dall’Europa tra i 5 e gli 11mila combattenti. Secondo un rapporto 2014 dell’International Centre for the study of Radicalisation and Political Violence il numero dei combattenti islamici provenienti dall’Europa oscillava tra le 5.000 e le 11.000 unità: l’Icsr stimava che circa un quinto (18%) dei combattenti stranieri operanti in Siria provenisse dall’Europa occidentale. “Impossibile – si legge ancora nell’articolo – definire un profilo standard per i foreign fighters, perchè è l’eterogeneità che li caratterizza.

Le motivazioni che spingono gli stranieri ad arruolarsi ad Isis. Alcuni credono nel sogno del Califfato universale, altri intravedono la possibilità di essere protagonisti di un progetto in grado di valorizzarli o vivono la scelta come rito di passaggio per una vita migliore, senza escludere quanti imbracciano le armi per ragioni di noia, di tensioni generazionali, di condizionamenti familiari, di denaro, di vendetta, di desiderio di avventura”. Il tragitto migliore per chi desidera raggiungere i territori controllati dall’Isis resta quello che passa per la Turchia grazie alla facilita’ di ottenere il visto, rilasciato al momento dell’arrivo nel Paese ma una considerazione a parte merita la regione balcanica che incarna sempre più il ruolo di “transit point” per i foreign fighters europei. Nel 2015 si è registrato anche un aumento delle partenze di combattenti islamici dagli Stati Uniti: un esempio è quello del Minnesota da dove, l’anno scorso, più di 20 giovani sono partiti per la Somalia per aderire ad al-Shabab. (AGI)

© Riproduzione riservata

Vuoi lasciare un commento? | 0

I commenti sono chiusi.

"Luinonotizie.it è una testata giornalistica iscritta al Registro Stampa del tribunale di Varese al n. 5/2017 in data 29/6/2017"
P.IVA: 03433740127