25 Febbraio 2016

Wikileaks, Obama firma la legge per la tutela della privacy degli “alleati” stranieri

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Nel pieno della bufera per le intercettazioni americane ai danni di Silvio Berlusconi quando era premier, il presidente Usa, Barack Obama, ha controfirmato lo “Judicial Redress Act”. La legge garantirà agli europei e ai cittadini di Paesi alleati la stessa protezione in America in fatto di “privacy” assicurata ai cittadini americani. L’intento è quello di aumentare la fiducia dopo le rivelazioni di Snowden. Lo rende noto la Casa Bianca.

(reversespeech.com)

(reversespeech.com)

Wikileaks, Obama firma la legge per la tutela della privacy degli “alleati” stranieri. Il presidente Usa Barack Obama ha firmato una legge che estende la protezione della privacy “non solo ai cittadini americani ma anche a quelli stranieri” dei Paesi alleati, che potranno fare causa al governo degli Stati Uniti se i loro dati saranno svelati in modo illegale. Denominata “Judicial Redress act bill”, la legge, che aveva avuto un largo sostegno bipartisan al Congresso, è volta di fatto a ricostruire la fiducia tra gli alleati europei dopo lo scandalo del Datagate, i controlli di massa della Nsa denunciate dalla “talpa” Edward Snowden. Uno scandalo che la Casa Bianca ha tentato di chiudere con lo Us Freedom Act, la legge che le toglie alla Nsa la possibilità di raccogliere indistintamente i dati telefonici di milioni di americani e di conservarli nei suoi database. Ma evidentemente non è bastato, come dimostra anche il caso diplomatico tra Italia e Stati Uniti scoppiato dopo le ultime rivelazioni di Wikileaks sullo spionaggio americano ai danni di Silvio Berlusconi quando era capo del governo nel 2011, poco prima delle sue dimissioni. Acqua passata, ha lasciato intendere la diplomazia americana.

Ma ora Obama manda un ulteriore segnale, anche per rassicurare il mondo del business, forse anche in vista della firma del TTIP, l’accordo sul libero scambio tra Ue e Usa. Obama ha definito la legge, che protegge i dati dei cittadini, una misura chiave per tutelare i dati dei consumatori che contribuirà a portare affari in Usa. Per il presidente, che ha firmato anche un’altra legge per vietare la tasse sull’accesso internet, si tratta di un “altro passo” nell’epoca dell’informazione per “garantire che anche se proteggiamo la sicurezza del popolo americano, siamo pure consapevoli della privacy che amiamo così tanto”. Una battaglia che tuttavia lascia aperto il capitolo del braccio di ferro sulla privacy tra Apple e governo per lo sblocco di un iPhone nelle indagini sulla strage di San Bernardino.

Gli americani già godono di simili diritti nella maggior parte degli Stati membri dell’Ue. Il provvedimento era chiesto come prerequisito ed è da considerare come una dimostrazione di disponibilità Usa nei confronti dell’Ue che lavora a sostituire il Safe Harbour, bocciato lo scorso autunno dai giudici europei, alla luce delle preoccupazioni nell’Unione per il trattamento dei dati personali.

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