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24 Febbraio 2016

La Corte Costituzionale boccia la legge anti-moschee di Regione Lombardia

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“La Consulta ha bocciato la nostra legge che regolamentava la costruzione di nuove moschee. La sinistra esulta: Allah Akbar”. Così il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, ha commentato l’accoglimento da parte della Corte Costituzionale del ricorso contro la normativa regionale che impone norme urbanistiche più stringenti per la realizzazione di luoghi di culto sul territorio.

(foto Newpress)

(foto Newpress)

La Corte Costituzionale boccia la legge anti-moschee di Regione Lombardia. La legge regionale lombarda riguardante la realizzazione di nuove infrastrutture religiose prevedeva una serie di rigide regole per poter ottenere di edificare nuovi luoghi di culto. Per Paolo Grimoldi, deputato della Lega Nord e segretario della Lega Lombarda, “la bocciatura da parte della Consulta della legge regionale lombarda che normava la costruzione di nuovi edifici di culto, imponendo regole chiare, controlli, e dando anche ai cittadini residenti la possibilità di esprimersi a riguardo, rappresenta l’ennesima ingerenza politica di Roma, e del governo Renzi (mai eletto dal popolo), nei confronti di chi, democraticamente eletto come il governatore Maroni, cerca solo di tutelare il proprio territorio e raccogliere le istanze dei suoi cittadini”.

Soddisfatto invece Eugenio Casalino, consigliere regionale del M5S Lombardia, che commenta: “La Corte Costituzionale ha bocciato la vergognosa legge regionale cosiddetta ‘anti moschee’ di un anno fa voluta fortemente da Maroni e dalla Lega come presunta soluzione di sicurezza”. “Non ci voleva un esperto per capire che quel testo violava in più punti la Costituzione italiana sul diritto di culto, come ricordato in ben tre pareri dell’ufficio legislativo del consiglio regionale e ignorato dalla maggioranza, così come la voce di Anci Lombardia e delle undici confessioni religiose audite, compresa quella cattolica. Insomma – conclude – archiviamo finalmente una legge idiota e propagandistica che avrebbe prodotto solo problemi”.

Una serie di referendum per chiedere ai cittadini se vogliono o meno l’apertura di moschee nei loro quartieri. E’ la proposta lanciata da Roberto Calderoli che ritiene giusto “in assenza di una legge, che almeno sia data voce ai cittadini: si chieda ai residenti, in maniera democratica, attraverso delle consultazioni organizzate dai Comuni, di potersi esprimere liberamente, di poter dire se vogliono o meno una moschea nel loro quartiere o nella loro città. Almeno su questo, almeno su un tema così importante per un territorio, ci permettano di far esprimere la gente”. Il vicepresidente leghista del Senato osserva ancora che “in Lombardia c’è un governo regionale, regolarmente eletto dai cittadini con il loro voto, che ha votato in Consiglio regionale una legge che avrebbe dato regole certe, controlli e trasparenza sull’edificazione di nuovi luoghi di culto, ma soprattutto consentendo ai cittadini del territorio interessato di potersi esprimere a riguardo. A Roma c’e’ un governo che non è stato eletto dal popolo ma imposto dal Palazzo, un governo che ha impugnato questa legge regionale davanti alla Consulta che l’ha bocciata. Adesso in Lombardia le varie Comunita’ islamiche stanno invocando a gran voce un’accelerazione nell’assegnazione dei terreni, da parte dei rispettivi Comuni, per edificare al piu’ presto nuove moschee, potendo aggirare le regole e i paletti – accusa ancora Calderoli – che aveva previsto la nuova legge regionale”.

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