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11 Gennaio 2016

La carriera di attore di David Bowie: sul set da Roeg a Nolan

Tempo medio di lettura: 3 minuti

Alieno, gigolò, vampiro, ufficiale, killer, re dei Goblin, agente dell’Fbi, Ponzio Pilato, Andy Warhol, gangster, Nikola Tesla. Anche cattivo per Veronesi e voce per personaggi animati. Sono solo alcuni dei ruoli recitati da David Bowie, nella sua carriera come attore, sporadica, ma con varie gemme, che l’ha portato ad essere diretto, in grandi e piccole parti, fra gli altri, da Nicolas Roeg, Nagisa Oshima, Tony Scott, John Landis, Martin Scorsese, David Lynch, Christopher Nolan e in un passaggio italiano da Giovanni Veronesi.

David Bowie nei panni di Nikola Tesla in "The Prestige" di Christopher Nolan (bdtorino.eu)

David Bowie nei panni di Nikola Tesla in “The Prestige” di Christopher Nolan (bdtorino.eu)

La carriera di attore di David Bowie: sul set da Roeg a Nolan. Un percorso iniziato a fine anni ’60, che comprende anche performance come voce di personaggi animati, da narratore per documentari e serie tv, oltre che vari cameo nei panni di se stesso, “Zoolander compreso”. Tra le prime prove c’è quella nel ruolo di “The cloud” (La nuvola) nello spettacolo di mimo realizzato da Lindsay Kemp con il quale c’era una grande stima reciproca) a Londra nel 1967, “Pierrot in Turquoise”, diventato poi anche un film tv nel 1970. Il primo protagonista, un alieno in cerca d’acqua per il suo pianeta, glielo fa interpretare Nicolas Roeg in “L’uomo che cadde sulla terra” (1976).

Tre anni dopo in “Gigolò” (1978) di David Hemmings, Bowie si cala nei panni di un ufficiale prussiano che alla fine della I guerra Mondiale, non trovando lavoro, accetta di prostituirsi in un bordello gestito dalla “Contessa” (Marlene Dietrich). Tra il 1980 e il 1981 conquista i critici a Broadway nel ruolo di John Merrick in “The Elephant Man”.

Torna al cinema con Cristiana F – “Noi, i ragazzi dello zoo di Berlino” di Uli Edel (1981), dove appare in un cameo nel ruolo di se stesso mentre si esibisce dal vivo, e poi incarna un vampiro dandy a fianco di Catherine Deneuve e Susan Sarandon (con la quale, ha rivelato l’attrice recentemente, c’è stata anche un’appassionata storia d’amore oltre il set) in “Miriam si sveglia a mezzanotte” di Tony Scott (1983). Nello stesso anno Bowie dà vita in “Furyo” di Nagisa Oshima, a uno dei suoi personaggi più intensi, l’ufficiale neozelandese Jack Celliers che non si piega alle spietate regole del campo di prigionia giapponese dov’è segregato, suscitando la morbosa reazione del Capitano Yonoi (Ryuichi Sakamoto).

Fra gli altri ruoli, quello di un malconcio killer in “Tutto in una notte” di John Landis (1985) e del pubblicitario Vendice Partners nel musical ambientato nella Londra degli anni ’50 “Absolute beginners” di Julien Temple (1986). Vira nel fantasy impersonando il magnetico “Jareth re dei Goblin” in Labyrinth (1986) di Jim Henson (il papà dei Muppet) e si cala nei panni di un inquieto Ponzio Pilato in “L’ultima tentazione” di Cristo di Martin Scorsese (1988). Richard Shephard ne fa il coprotagonista della commedia gialla “The linguini incident” con Rosanna Arquette (1991), mentre David Lynch lo chiama per un cameo nei panni di un agente dell’Fbi dato a lungo per disperso, in “Twin Peaks – Fuoco cammina con me” (1992). In “Basquiat” di Julian Schnabel (1996), regala un ritratto breve ma folgorante di Andy Warhol, mentre torna a un ruolo da cattivo, per lo spaghetti western di Giovanni Veronesi “Il mio west” (1998).

Nell’indie “Everybody Loves Sunshine” di Andrew Goth (1999) è un gangster che tenta di mantenere la pace e Christopher Nolan ne fa il volto del geniale scienziato Nikola Tesla in “The Prestige” (2006). Tra le interpretazioni più curiose, quelle solo in voce per la serie animata amata dai bambini Spongebob Squarepants, e per il malvagio Maltazard nella versione americana del fantasy “Arturo e il popolo dei Minimei” di Luc Besson (2010).

Infine, fra le innumerevoli presenze della sua musica nei film, una delle più recenti e inedite è stata in “Io e te” di Bertolucci (2012), con Ragazzo solo, ragazza sola versione italiana, registrata nel 1970 dal musicista di Space Oddity.

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