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12 Novembre 2015

I cittadini diventano digitali: a breve partirà l’Anagrafe nazionale, sperimentale in 27 comuni italiani

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Un unico gigantesco archivio che contiene tutti i dati e tutte le informazioni di ogni cittadino, da quelle fiscali a quelle amministrative fino a quelle sanitarie. Questo lo scopo dell’Anagrafe nazionale della popolazione residente, che partirà a breve in via sperimentale in 27 comuni italiani tra cui Roma e Milano e che secondo la numero uno dell’Agenzia delle Entrate, Rossella Orlando, potrebbe essere già in funzione “in pochi mesi” in tutto il Paese.

(firmadigitalefacile.it)

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I cittadini diventano digitali: a breve partirà l’Anagrafe nazionale, sperimentale in 27 comuni italiani. L’idea è far convergere in un unico archivio “monstre” i dati di tutte le principali banche dati italiane, dagli oltre 8 mila comuni all’Inps, dall’Inail alla Motorizzazione, per fare in modo che alla fine del percorso ciascun cittadino con un suo Pin e una sua carta d’identità elettronica possa avere accesso a tutte le posizioni che lo riguardano: da quelle fiscali a quelle amministrative a quelle lavorative o sanitarie.

L’Archivio nazionale prevede l’istituzione di una sorta di “domicilio digitale” ovvero un indirizzo di posta elettronica certificata che ogni cittadino può indicare come esclusivo mezzo di comunicazione con la pubblica amministrazione. Il progetto coinvolge il ministero dell’Interno che, secondo il ministro, Angelino Alfano, “deve diventare l’hub fondamentale e a disposizione di tutte le pubbliche amministrazioni”. “La vita privata dei cittadini deve viaggiare alla velocità degli smartphone e della banda larga – ha aggiunto Alfano – non può andare a velocità rallentata. Il ministero dell’Interno, il Viminale non deve essere inteso solo come il ‘ministero della polizia’, ma un hub fondamentale e a disposizione di tutta la Pubblica amministrazione. Con questo progetto prendiamo tutti i dati, li mettiamo insieme e il cittadino, con la carta di identità elettronica, può gestire ogni rapporto con la P.A.”. “Possedere i dati è un elemento di potere – ha concluso Alfano – e metterli in condivisione significa perdere un pezzetto di potere in favore di una sovranità superiore. In questo ha prevalso lo spirito di colaborazione tra amministrazioni.

“E’ una rivoluzione, cui stiamo lavorando da tempo”, ha aggiunto la numero uno dell’Agenzia delle Entrate, Rossella Orlandi, “perchè significa un’unica banca dati che conterrà tutti i dati in un identificativo certo. Teoricamente tutti gli atti della Pubblica Amministrazione saranno sul personal computer di casa, con un risparmio di tempo per il cittadino e un risparmio consistente della P.A.”. L’operazione “ha certamente un costo – ha aggiunto il vice ministro all’Economia, Pierpaolo Baretta – e in un periodo di difficoltà sappiamo che reperire risorse è un problema. Ma questo è un investimento che è assolutamente necessario fare, non si possono cercare alibi”. (AGI)

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