27 Ottobre 2015

Roma, tensione Pd: Marino preme per un passaggio in Aula, vuole parlare al Consiglio comunale

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Dopo il clamore dei suoi sostenitori in piazza domenica e delle allusioni molto esplicite alla possibilità di un ripensamento, il sindaco dimissionario di Roma, Ignazio Marino, ieri ha scelto il basso profilo ed entra in Campidoglio da un ingresso secondario per una giornata di lavoro “normale”. Riunisce la giunta, che approva un atto per dare certezze occupazionali alle maestre d’infanzia e uno stanziamento di fondi per le biblioteche, diffonde un comunicato in cui ribadisce il suo impegno per i servizi di trasporto integrato. Insomma, routine come se niente fosse.

Il sindaco di Roma Ignazio Marino (ANSA/ANGELO CARCONI)

Il sindaco di Roma Ignazio Marino (ANSA/ANGELO CARCONI)

Roma, tensione Pd: Marino preme per un passaggio in Aula, vuole parlare al Consiglio comunale. Non c’è traccia di una convocazione dell’Assemblea capitolina, che spetta alla riunione dei capigruppo attesa in settimana. Il Pd però tiene il punto e ribadisce di considerare finita l’attuale esperienza amministrativa. E’ il capogruppo Pd Fabrizio Panecaldo, che è anche il coordinatore della maggioranza di Roma Capitale, ad augurarsi che il sindaco “non ritiri le dimissioni”, perchè “Marino non è sicuramente il più grande problema di Roma, ma oggi rischia di non rappresentare la soluzione per Roma”. Dunque, Panecaldo auspica “che prevalga il buon senso” e sottolinea che “per il bene della città bisogna capire che si deve fare un passo indietro”. Poi, ai microfoni di RadioRadio, Panecaldo annuncia che non si ricandiderà al Campidoglio.

Il presidente dell’Assemblea capitolina, Valerio Baglio, anch’egli del Pd, spiega che in caso di ritiro delle dimissioni “verificheremo da un punto di vista tecnico-regolamentare cosa significhi e da un punto di vista politico quali decisioni prendere, con un confronto che non può escludere il partito nazionale perchè stiamo parlando della capitale d’Italia”.

Una sponda a Marino arriva da Sel: “Non voteremo mozioni di sfiducia insieme ai fascisti e alle persone che hanno distrutto Roma”, assicura il capogruppo di Sel in Campidoglio, Gianluca Peciola, che lascia aperto uno spiraglio sulla possibilità di appoggiare il sindaco dimissionario qualora decidesse di andare avanti: “Sta succedendo qualcosa di strano in questo Paese: le dimissioni vengono indotte dal governo nazionale e da un processo mediatico”, ma “noi non siamo un partito commissariato, coinvolgeremo i nostri organismi e iscritti e decideremo cosa fare”. Secondo Peciola, “bisogna recuperare le regole democratiche: aspettiamo il sindaco in aula – ha concluso – e poi valuteremo”.

Intanto Marino, nel lasciare il Campidoglio, non dice nulla sull’ipotesi di ritirare le dimissioni. Si limita a un sintetico “sto molto bene”. (AGI)

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