15 Ottobre 2015

Legge di stabilità, manovra da 27-30mld: ecco le novità. Quali modifiche per le partita Iva?

Oggi il governo varerà la manovra 2016 ma a poche ore dal Consiglio dei ministri, convocato nell’ultimo giorno utile (il 15 ottobre è la scadenza fissata dalle regole Ue per trasmettere il testo a Bruxelles) restano ancora dei nodi da sciogliere, a partire dalle coperture. Il cantiere della legge di stabilità è dunque ufficialmente ancora aperto e in queste ore prosegue il confronto a livello politico e tecnico per definire il menù degli interventi che valgono tra i 27 e i 30 miliardi, circa metà dei quali destinati solo a disinnescare clausole di salvaguardia.

(ilgiornale.it)

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Legge di stabilità, manovra da 27-30mld: ecco le novità delle misure previste. Oggi il premier, Matteo Renzi, si presenterà alla riunione con i ministri munito di slide per illustrare l’elenco delle misure che lievita di ora in ora. Il cavallo di battaglia della manovra 2016 è stato fin dall’inizio l’abolizione della Tasi e dell’Imu sulla prima casa (case di lusso incluse), così come dell’Imu agricola e sui macchinari imbullonati: un intervento che nel suo insieme dovrebbe costare tra i 4,5 e i 5 miliardi di euro. Ma il mosaico delle voci da finanziare ha perso e acquistato nuovi tasselli.

Nella manovra dovrebbe essere inserito il part-time per chi è vicino all’età della pensione, un intervento apripista per la flessibilità  pensionistica vera e propria che arriverà nel giro di pochi mesi, come annunciato dal premier stesso. I lavoratori che dal 2016 al 2018 maturano i requisiti per la pensione potranno optare per il part-time al 60-40% e tutelare il loro assegno pensionistico. A versare i contributi in busta paga sarà, infatti, il datore di lavoro mentre ai contributivi figurativi penserà lo Stato. Previsto un intervento su una platea residua di esodati da coprire con un’ultima salvaguardia e dovrebbe essere confermata anche la cosiddetta “opzione donna”.

In zona Cesarini, dopo una lunga riunione al ministero con gli operatori elettrici, entra anche il canone Rai in bolletta che costerà 100 euro. Tra le ipotesi al vaglio quella di far pagare l’intero ammontare in un’unica soluzione o subito la metà della cifra e il resto in rate spalmate su più mensilità e riportate sotto altre voci in bolletta, ma sempre con un’attenzione alla trasparenza. Resta ancora da sciogliere il nodo, evidenziato dagli operatori elettrici, dei casi di morosità e delle doppie utenze. Si sta cercando di capire a chi spetterà il controllo dei mancati pagamenti, se allo Stato o agli operatori poichè nel caso di morosità, non si potrà staccare la luce all’utente. Sembrerebbe superato, invece, il problema delle doppie utenze poichè chi possiede più di una casa pagherà solo il canone tv della casa in cui risiede. Tuttavia gli operatori fanno notare che anche questa soluzione presenta difficoltà a livello informatico di incrocio di banche dati.

Misure in arrivo anche per la lotta alla povertà a cui dovrebbe essere destinata una dote tra i 600 milioni e il miliardo di euro. Quanto al bonus da 80 euro dovrebbe trasformarsi in una deduzione.

Tra le ultime novità annunciate dal premier c’è poi l’aumento del tetto per l’uso del contante da 1.000 a 3.000 euro e le modifiche al regime dei minimi delle partite Iva. Per le nuove partite Iva la misura allo studio prevede la riduzione dell’imposta costitutiva dal 15 al 5% per almeno i primi 3 anni, ma il tempo si potrebbe allungare a 5 anni, operazione che risulterebbe però più costosa. Per i professionisti la soglia passerà invece dagli attuali 15mila a 30mila euro.

Corposo il pacchetto imprese con un anticipo del taglio dell’Ires che dovrebbe essere nell’ordine di 1-2 punti per poi diventare più corposo il prossimo anno, e il superammortamento per gli investimenti in macchinari con una dotazione di circa 1 miliardo. Confermata anche per le assunzioni effettuate nel 2016 la decontribuzione, ma con un beneficio massimo dimezzato rispetto agli 8.060 euro previsti nel 2015. Ed è previsto il ritorno della detassazione sul salario di produttività in busta paga. Si limano ancora le coperture.

Alla fine la spending review dovrebbe garantire circa 5-6 miliardi rispetto ai 10 degli obiettivi iniziali, che saranno impiegati quasi totalmente per finanziare il taglio delle tasse. Sembra destinata a saltare la revisione delle tax expenditure che doveva valere circa 1 miliardo, per cui la parte da leoni la faranno i tagli lineari ai ministeri, che già a inizio settimana hanno dovuto presentare i tagli di budget da cui sono attesi 1,5-2 miliardi, e il nuovo meccanismo di centralizzazione degli acquisti che garantirà fino a 2 miliardi.

Nel capitolo tagli una voce corposa riguarda la sanità regionale. Ieri al termine dell’incontro con il governo i presidenti delle Regioni hanno riferito che la dotazione del fondo nazionale sanitario sarà di 111 miliardi il prossimo anno, 2 miliardi in meno rispetto alle attese. Le clausole di salvaguardia da sole valgono 16,4 miliardi (circa un punto di Pil) e dovrebbero essere disinnescate grazie alla flessibilità sul deficit concessa dall’Europa (14 miliardi) e il gettito atteso dal rientro dei capitali, circa 2,5 miliardi. Altri 1-1,5 miliardi potrebbero arrivare dalla spesa per interessi sul debito.

C’è poi il capitolo giochi. L’orientamento è a procedere con un’intensificazione della tassazione sul Preu, il prelievo erariale unico, aggiuntiva alla tassa dei 500 milioni già prevista e dalla quale il governo ha già incassato la prima rata di 200 milioni e attende entro la fine di ottobre la restante parte di 300 milioni. Si tratterebbe di un aumento del prelievo dell’1,5% sulle slot e dello 0,5% sulle Vlt, che dovrebbe portare nelle casse dello Stato circa 500 milioni di euro. Altri 350 milioni dovrebbero poi arrivare dal rinvio della gara per la nuova concessione del lotto al 2016. La Stabilità sta dentro, dunque, il vincolo del 2,2 (che arriverebbe al 2,4 in caso di accoglimento della clausola migranti). Se queste cifre fossero confermate, l’Italia è tra i paesi europei che rispettano in pieno le regole. (AGI)

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