11 Settembre 2015

Cinema: trailer e recensione del film di animazione “Quando c’era Marnie”

Tempo medio di lettura: 2 minuti

(Recensione di Fabio Secchi Frau per “storiadeifilm.it“) – “Quando c’era Marnie” è un film di Hiromasa Yonebayashi, con Sara Takatsuki, Kasumi Arimura, Nanako Matsushima, Susumu Terajima e Toshie Negishi. Ispirato all’omonimo ro­man­zo fan­ta­sy per bam­bi­ni di Joan G. Ro­bin­son è uscito nelle sale cinematografiche lo scorso 25 agosto.

Anna è una do­di­cen­ne che vive con i suoi ge­ni­to­ri adot­ti­vi. Da anni, sof­fre di asma e, quan­do la sua ma­lat­tia peg­gio­ra, viene man­da­ta a stare dai pa­ren­ti della madre in un vil­lag­gio vi­ci­no al mare. Ini­zia così un’e­sta­te ricca di av­ven­tu­re in com­pa­gnia di una mi­ste­rio­sa ra­gaz­zi­na di nome Mar­nie.

Mis­sio­ne (quasi) im­pos­si­bi­le: fare il botto prima della tem­po­ra­nea chiu­su­ra dello Stu­dio Ghi­bli. Hi­ro­ma­sa Yo­ne­ba­ya­shi non si è ti­ra­to in­die­tro e, mes­so­si d’im­pe­gno, rac­con­ta una sto­ria am­bien­ta­ta in uno sce­na­rio co­stie­ro del­l’Hok­kai­do orien­ta­le: Quan­do c’era Mar­nie.

Siamo in un vil­lag­gio ma­rit­ti­mo e la do­di­cen­ne Anna, sguar­do lim­pi­do e ca­schet­to spet­ti­na­to nero, pre­fe­ri­sce ri­ma­ne­re in so­li­tu­di­ne, sen­ten­do­si ab­ban­do­na­ta da tutti e non riu­scen­do a re­la­zio­nar­si con le coe­ta­nee del luogo. Dopo una serie di cam­mi­na­te che hanno per sfon­do corsi d’ac­qua, fo­re­ste, pae­sag­gi moz­za­fia­to, av­vie­ne l’in­con­tro con Mar­nie. Le due bam­bi­ne si guar­da­no negli occhi e, dopo qual­che scam­bio di bat­tu­te, scoc­ca la magia. La com­pli­ci­tà si so­sti­tui­sce alla dif­fi­den­za, l’af­fet­to si espri­me in gio­chi, corse, in­se­gui­men­ti, con­fi­den­ze. Ac­co­mu­na­te dalla stes­sa na­tu­ra­le in­no­cen­za, Mar­nie porta Anna con sé e, dal­l’al­tra parte, Anna im­pa­ra a fi­dar­si di lei. Ma quan­do i pro­ble­mi fa­mi­lia­ri di Mar­nie emer­go­no e in Anna si fa più acuta la vo­glia di aver­la sem­pre vi­ci­na, un con­fu­so senso di tra­ge­dia è in ag­gua­to. Resta la le­zio­ne: chi amia­mo ci se­gui­rà sem­pre, ol­tre­pas­san­do il tempo e lo spa­zio, pur di ri­cor­dar­ci che ci con­ti­nue­rà ad amare, anche oltre la vita. In que­sto caso, con la me­ra­vi­glia di un do­lo­ro­so grido.

Sem­pli­ce e di­ret­ta la fa­vo­la di Yo­ne­ba­ya­shi (Ar­riet­ty – Il mondo se­gre­to sotto il pa­vi­men­to) punta sulle emo­zio­ni e sulle im­ma­gi­ni, dav­ve­ro straor­di­na­rie (l’a­ni­ma­zio­ne è di Ma­sa­shi Ando). Ser­ven­do­si del ro­man­zo omo­ni­mo fan­ta­sy per bam­bi­ni di Joan G. Ro­bin­son e tra­sfe­ren­do la vi­cen­da da Lit­tle Over­ton, un pae­si­no della con­tea bri­tan­ni­ca di Nor­folk che si af­fac­cia sul mare del Nord, al Giap­po­ne, il re­gi­sta e i suoi due sce­neg­gia­to­ri (Keiko Niwa e, di nuovo, Ando) cer­ca­no di spie­ga­re il…(per continuare a leggere la recensione cliccare qui –>> “storiadeifilm.it”).

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