2 Settembre 2015

Scuola, sul sito del Miur 16mila assunzioni con destinazioni: gli insegnanti precari avranno 10 giorni per decidere

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Dall’una di notte di oggi le migliaia di insegnanti precari che sperano di ottenere una delle 16mila cattedre disponibili sono davanti al computer, sul sito del Miur, per conoscere la propria sorte tramite il sistema informativo Istanze on line. Se avranno il posto e, cosa di non meno importanza, dove. Per decidere avranno dieci giorni di tempo. Entro la mezzanotte dell’11 settembre, infatti, i docenti dovranno decidere se accettare o meno la proposta. Secondo fonti ministeriali, non si è registrato nessun affollamento anomalo nella procedura e tutto è filato liscio.

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(faredelbene.net)

Scuola, sul sito del Miur 16mila assunzioni con destinazioni: gli insegnanti precari avranno 10 giorni per decidere. Allo scoccare della mezzanotte e un minuto, gli insegnanti precari, attraverso una email del Miur, hanno saputo se sono stati assunti e dove. Si tratta dei circa 60 mila docenti precari coinvolti nella fase B del piano di immissioni in ruolo della riforma della “Buona scuola” e relativa collocazione sui futuri albi territoriali gestiti dai presidi, spiega l’Anief in una nota, ma saranno solo 16 mila (in realtà 10 mila, uno ogni sei) a ricevere la proposta di assunzione attraverso il sistema informativo del Miur. La mancata accettazione della proposta comporterà l’esclusione dal piano straordinario di assunzioni e la cancellazione da tutte le graduatorie nelle quali si è inseriti. Unica eccezione prevista per i docenti che otterranno una supplenza annuale. La deroga consiste nel posticipare la nomina in servizio al prossimo anno scolastico. Per ottenere la nomina a tempo indeterminato i docenti dovranno comunque accettare la proposta.

Sono le procedure della fase B del piano straordinario di assunzioni previsto da “La buona scuola”. Il responso, noto da tempo, è stato ufficializzato con la Gazzetta Ufficiale del 28 agosto, contenente un avviso in cui si ricorda che le proposte di assunzione (di cui all’articolo 1, comma 102, della legge 13 luglio 2015, n. 107) verranno effettuate (per la fase di cui alla lettera B del comma 98 della medesima legge) alle ore 00.01 del 2 settembre attraverso il sistema informativo Istanze OnLine raggiungibile mediante un apposito link sul sito istruzione.it.

In tutto, sono 16.210 i posti disponibili per la fase B, oltre la metà (8.797) riguardano cattedre di sostegno. “I docenti destinatari – prosegue l’avviso – dovranno accettare espressamente la proposta di assunzione entro le 24 del giorno 11 settembre, esclusivamente avvalendosi delle apposite funzioni disponibili sul sistema informativo del Miur. Si ricorda, infine, che coloro che non accettano la proposta di assunzione eventualmente effettuata nella fase B non partecipano alle fasi successive del piano di assunzioni e sono definitivamente espunti dalle graduatorie di merito e a esaurimento in cui sono iscritti”.

La denuncia del sindacato degli insegnanti. “Chi ha creato questo cervellotico meccanismo – che porterà all’assunzione di 1 docente su 5 che ha presentato domanda lontano dalla sua provincia, non 1 su 10 come va dicendo il ministro Giannini – ha messo su un vero ricatto: chi non accetta è fuori delle graduatorie. Anche se abita a Caltanissetta e la ‘ruota della fortuna’ lo ha spedito a Cuneo. E quel posto perso si trasformerà pure in supplenza annuale, alimentando ancora precariato” denuncia il sindacato. “Il Miur ha infatti riattivato il meccanismo, già pluribocciato dai giudici, delle collocazioni in ‘coda’: solo la prima provincia di preferenza del precario aspirante al ruolo viene considerata dall’algoritmo ministeriale utile all’inserimento ‘a pettine’; in tutte le altre 99 province, i candidati al ruolo vengono relegati in fondo alle graduatorie. Inoltre, l’amministrazione ha omesso di pubblicare quelle derivanti delle preferenze espresse dei precari, costringendoli a presentare le domande online, senza gli elementi necessari per capire se e dove valeva la pena chiedere l’assunzione con priorità”.

Secondo Marcello Pacifico, presidente Anief, “saranno migliaia i docenti che verranno collocati online in province inaspettatamente lontane. E che chiederanno spiegazioni ai giudici, con il nostro patrocinio”.

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