18 Agosto 2015

Cinema, trailer e recensione del film “Trai­n­w­reck – Un disastro di Ragazza”. Uscirà nelle sale il 17 settembre

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(Recensione di Fulvia Massimi per “storiadeifilm.it“) – “Trai­n­w­reck – Un disastro di Ragazza” è un film di Judd Apatow, con Amy Schumer, Bill Hader, Brie Larson, Colin Quinn e John Cena. Presentato negli scorsi giorni al Festival del Film di Locarno uscirà nelle sale cinematografiche italiane il prossimo 17 settembre.

Con­vin­ta dal padre in te­ne­ra età che la mo­no­ga­mia non sia cosa rea­li­sti­ca, la tren­ten­ne new­yor­che­se Amy To­wn­send (Amy Schu­mer) fa del mo­ni­to paterno uno stile di vita, sbron­zan­do­si ogni sera e an­dan­do a letto con uo­mi­ni che non ri­ve­drà mai più. Quan­do la di­ret­tri­ce del ma­ga­zi­ne ma­schi­le per cui la­vo­ra (Tilda Swin­ton) le com­mis­sio­na un ar­ti­co­lo su un bril­lan­te me­di­co spor­ti­vo (Bill Hader), le con­vin­zio­ni di Amy sulle re­la­zio­ni sen­ti­men­ta­li ver­ran­no tuttavia messe a dura prova. 

Si trat­ta sol­tan­to del suo quin­to film da re­gi­sta in quasi ven­ti­cin­que anni di ono­ra­ta car­rie­ra, ma Trai­n­w­reck (pre­sen­ta­to in que­sti gior­ni a Lo­car­no) segna sicuramente un mo­men­to im­por­tan­te nella ci­ne­ma­to­gra­fia di Judd Apa­tow, pro­dut­to­re e sce­neg­gia­to­re di certa co­mi­ci­tà ame­ri­ca­na con­tem­po­ra­nea (se non della co­mi­ci­tà ame­ri­ca­na con la C ma­iu­sco­la) che dal suo nome pren­de il mar­chio di fab­bri­ca.

Can­to­re ir­ri­ve­ren­te della bro­man­ce omo­so­cia­le e del du­dei­smo au­to-iro­ni­co (Sux­badStra­fu­ma­tiFra­tel­la­stri a 40 anni, solo per ci­tar­ne al­cu­ni), ma anche sen­si­bi­le in­da­ga­to­re di di­na­mi­che fa­mi­lia­li e di cop­pia (Molto In­cin­taFunny Peo­pleThis is 40), Apa­tow la­scia il ti­mo­ne della sce­neg­gia­tu­ra per la prima volta nella sua fil­mo­gra­fia e ab­ban­do­na i ter­ri­to­ri con­for­te­vo­li della vi­ri­li­tà pro­ta­go­ni­sta – anche se a corto di te­sto­ste­ro­ne – per sco­pri­re piut­to­sto il pro­prio lato più aper­ta­men­te fem­mi­ni­le, com­pli­ce la col­la­bo­ra­zio­ne con la co­mi­ca in asce­sa Amy Schu­mer, già au­tri­ce del suo stes­so one woman show (In­si­de Amy Schu­mer) e qui in veste du­pli­ce di sce­neg­gia­tri­ce e at­tri­ce.

Va­ga­men­te ispi­ra­to al­l’e­spe­rien­za au­to-bio­gra­fi­ca della Schu­mer – sia nel suo rap­por­to con il padre ma­la­to (qui in­ter­pre­ta­to da un bur­be­ro Colin Quinn) che nel­l’a­ned­do­ti­ca dei suoi spet­ta­co­li di stand up co­me­dy (vedi la con­fes­sio­ne shock du­ran­te il baby sho­wer della so­rel­la Kim/Brie Lar­son) – Trai­n­w­reck aspi­ra a ri­bal­ta­re i cli­ché della com­me­dia ro­man­ti­ca tra­di­zio­na­le, ar­ri­van­do tut­ta­via alle me­de­si­me con­clu­sio­ni, quan­do il ri­trat­to della “donna mo­der­na che fa quello che vuole” cozza in­fi­ne con i sogni più con­ven­zio­na­li del­l’i­dil­lio ro­man­ti­co e (forse) del fu­tu­ro nu­cleo fa­mi­lia­re.

Sara Stewart sul New York Post avreb­be vo­lu­to – e a ra­gio­ne – veder trion­fa­re la cro­cia­ta di Amy per la sin­gle­tu­di­ne priva di ver­gor­gna, piut­to­sto che veder ri­di­men­sio­na­ta la mi­san­tro­pia del suo per­so­nag­gio gra­zie al­l’in­ter­ven­to di un… (per continuare a leggere la recensione cliccare qui –>> “storiadeifilm.it”).

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